Benjamin Netanyahu: “Abu Mazen condanna l’Olocausto ma abbraccia Hamas”

Il Primo Ministro di Israele ha sbottato verso Abu Mazen, dopo le dichiarazioni del primo ministro dell’Anp sull’Olocausto come crimine contro l’Umanità. Il dissenso di Tzipi Livni: “vediamo cosa accadrà, poi agiremo” il senso più moderato dell’ex ministra degli Esteri

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Tel Aviv – Benjamin Netanyahu non crede alle parole di Abu Mazen sull’Olocausto, ma deve fare i conti con i distinguo nel proprio governo sulla decisione di porre termine al negoziato con i palestinesi. “Non si può affermare che è stato terribile (la Shoa, ndr) e al tempo stesso unirsi a coloro che desiderano la distruzione del popolo ebraico“.

Il riferimento neanche tanto velato è all’accordo tra Olp e Hamas, per una riconciliazione tra palestinesi, che entro sei mesi dovrebbe portare a una tornata elettorale nei Territori Occupati e a Gaza. “Hamas nega l’Olocausto“, ha affermato il premier israeliano nel corso della riunione dell’esecutivo, “e anzi ne cerca uno nuovo con la distruzione di Israele. Questa è la stessa Hamas con cui Abu Mazen ha deciso di firmare un’alleanza la scorsa settimana“, ha detto il premier israeliano. “La differenza principale tra l’Olocausto di ieri e oggi è l’esistenza di uno Stato sovrano forte e solido in grado di difenderci da coloro che vogliono le nostre vite“, ha sottolineato Netanyahu.

“Lo sterminio degli ebrei durante l’Olocausto è stato “il crimine più efferato” contro l’umanità della storia moderna, aveva detto il presidente palestinese, per la prima volta nella storia delle relazioni tra Israele e palestinesi.

Le sue parole sono arrivate in un momento delicatissimo degli sforzi di pace in Medio Oriente, dopo che Israele ha sospeso i già vacillanti colloqui voluto dagli Usa dopo l’accordo di riconciliazione tra i capi Tzipi Livni, attuale ministro della Giustizia nel Governo Netaniahupalestinesi di Cisgiordania e quelli della Striscia di Gaza. In una dichiarazione in inglese, rilasciata poche ore prime che in Israele cominciassero le celebrazioni per la giornata in ricordo dell’Olocausto, il leader palestinese ha espresso anche la sua solidarietà alle famiglie dei sei milioni di ebrei uccisi dal regime nazista.

Tutto questo, però, non sembra aver convinto Netanyahu, per nulla intenzionato a intavolare “un negoziato” con un governo palestinese sostenuto da Hamas. Secondo il premier di Tel Aviv, la soluzione è che Abu Mazen “torni sulla strada della ricerca di una pace vera e rifiuti l’alleanza con Hamas“.

 Yair Lapid, ministro delle Finanze nel Governo NetaniahuNell’esecutivo israeliano però è emerso il dissenso della ex ministra degli Esteri Tzipi Livni, anch’essa molto dura nelle critiche verso Abu Mazen ma più cauta sulle conseguenze. “Abbiamo deciso di aspettare e vedere cosa accadrà nel campo palestinese quando sarà formato il nuovo governo“, ha detto il ministro della Giustizia e capo della delegazione di negoziatori al tavolo della pace.

In ogni caso, ha precisato, “io non condurrò negoziati, diretti o indiretti, con Hamas“. Certo, ha rilanciato il ministro delle Finanze, Yair Lapid, “se Hamas accetterà le condizioni del Quartetto (ovvero il riconoscimento di Israele, ndr), allora non sarà più Hamas e si porranno le basi per una discussione“.

(Credit: AGI)
 

Un pensiero riguardo “Benjamin Netanyahu: “Abu Mazen condanna l’Olocausto ma abbraccia Hamas”

  • 28/04/2014 in 05:56:41
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    Si racconta la storia di due cani, che, in momenti diversi, entrarono nella stessa stanza. Uno ne uscì scodinzolando, l’altro ne uscì ringhiando. Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro così infuriato. Con grande sorpresa scoprì che la stanza era piena di specchi. Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.
    Quello che vediamo nel mondo intorno a noi è un riflesso di ciò che siamo.
    “Tutto ciò che siamo è un riflesso di quello che abbiamo pensato. La mente è tutto. Quello che pensiamo diventiamo.”
    Buddha

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