Pentagono e Lockheed Martin: “trovata una soluzione ai problemi registrati alle paratie degli F-35”

Il capo delle acquisizioni di armamenti, Frank Kendall: ”Gli esperti devono applicare il procedimento con cui risolvere il difetto dei caccia già assemblati”. Dal 30 settembre probabile ripresa degli ‘stress test’ dei velivoli

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Il Pentagono e la Lockheed Martin hanno annunciato di aver trovato la soluzione per impedire che si verifichino altri problemi tecnici durante i voli di prova degli F-35. In particolare, nei mesi scorsi, durante i test condotti sui modelli destinati ai Marine Corps erano stati individuate tracce di crepe in corrispondenze delle paratie della fusoliera.

Decollo da piste corte – Gli F-35B sono la versione più complessa dei tre modelli dei caccia realizzati dalla Lockheed perché hanno la capacità di decollare da piste di lunghezza ridotta e atterrano verticalmente.

Difetto individuato – “Credono di essere arrivati alla causa” del problema, ha spiegato Frank Kendall, capo delle acquisizioni di armamenti del Pentagono, spiegando che ora gli esperti devono applicare il procedimento attraverso il quale “credono si possa risolvere il difetto dei caccia già assemblati. Ci vorrà un po’ di tempo per certificare questo procedimento, sono ragionevolmente fiduciosi, ma non sono ancora certi che riusciranno a risolvere il problema”, ha aggiunto.

Stress test – Secondo fonti del Pentagono, gli ‘stress test’ dei velivoli, che erano stati bloccati dopo che erano stati riscontrati questi nuovi difetti, potrebbero riprendere a partire dal 30 settembre prossimo. Gli F-35 dovrebbero essere dichiarati pronti al combattimento il prossimo anno.

Acquisti dell’Italia – Il programma per l’acquisto degli F-35 si è rivelato il programma d’arma più costoso degli Stati Uniti: i costi di acquisizione di 398,6 miliardi sono lievitati del 71% da quando il Pentagono ha firmato il contratto nel 2001, anche se si è ridotto il numero di caccia che verranno acquistati. Anche l’Italia ha già diminuito il piano originale di acquisizione dei nuovi caccia da 131 a 90, ma il piano di acquisizione è stato al momento ‘congelato’ in attesa che venga completato il ‘Libro Bianco’ della Difesa per valutare se questi numeri corrispondano alle effettive esigenze delle Forze armate italiane.

(Adnkronos)