Per essere sempre svegli e brillanti basta poco: dormire sette ore per notte

Uno studio della Duke-Nus Graduate Medical School di Singapore ha dimostrato che dormire meno di sette ore a notte produce un invecchiamento più rapido del cervello. Per lavorare meglio, dormire di meno non serve

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Riposare poco non fa bene alla salute del cervello. A svelarlo è uno studio del Duke-Nus Graduate Medical School di Singapore, pubblicato sulla rivista ‘Sleep‘. I ricercatori hanno dimostrato che dormire meno di sette ore al giorno produce un invecchiamento più rapido del cervello.

Insomma, le persone che perdono sonno per lavorare o per fare le ore piccole per divertirsi di notte possono contribuire inconsapevolmente al proprio declino cognitivo. La mancanza di sonno favorirebbe così anche la demenza in senile. Lo studio ha esaminato 66 adulti cinesi sottoposti a risonanza magnetica per misurare il volume del cervello. Per due anni le loro funzioni neuropsicologiche sono state monitorate attraverso test della funzionalità cognitiva. Inoltre, la durata del sonno dei membri del campione di studio è stata registrata con un questionario.

Si è così scoperto che i soggetti con un sonno inferiore a sette ore mostravano “un evidente allargamento del ventricolo cerebrale e un declino della performance cognitiva“, riporta la ricerca. “I nostri risultati ci dicono che dormire poco può essere un ‘marker’ per l’invecchiamento del cervello“, ha spiegato June Lo, autore della ricerca. “Inoltre – ha commentato – il lavoro suggerisce che sette ore al giorno di riposo si sono dimostrate adeguate per una risposta ottimale ai test sulle prestazioni cognitive“.

Quindi, se vogliamo lavorare meglio, invecchiare meglio e evitare di essere rincitrulliti – oltre che sembrarlo – conviene a tutti dormire bene e almeno sette ore.

(Fonte: Adnkronos)

Un pensiero riguardo “Per essere sempre svegli e brillanti basta poco: dormire sette ore per notte

  • 06/07/2014 in 11:23:36
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    i Terapeuti specializzati in psicoterapia cognitivo comportamentale (soprattutto se anche formati in “neuropsicologia clinica” con specifico titolo accademico), utilizzano, collaudate, strategie terapeutiche, non farmacologiche, (riconosciute efficaci pure dalla “medicina basata sull’evidenza”) per sconfiggere, per sempre, tutte le problematiche del sonno (v. Il Manuale pratico del Benessere, Ipertesto editore, patrocinato Club UNESCO). Non solamente l’insonnia, anche pervicace, anche se presente da decenni!
    Vari sono poi i riferimenti concreti e dettagliati sull’insonnia, presenti ne Il Manuale pratico del benessere, “il percorso guidato di auto-aiuto per vivere meglio”, precisamente alle seguenti pagine: 114, 175, 181, 187, 275, 288, 296, 337, 270, 446, 491, 54

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