Il cacciatore di donne, un thriller calato tra i ghiacci dell’Alaska

Il detective Nicolas Cage cerca di incastrare senza sosta John Cusack, il temibile cacciatore di donne, in un film dalle atmosfere affascinanti ma dalla trama scontata

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Robert Hansen è un maniaco omicida, sospettato di molti casi ormai chiusi dalla polizia torna al centro delle indagini del detective Jack Halcombe; Halcombe non ha dubbi sulla colpevolezza e la mostruosità di Hansen e a dargli man forte arriva puntualmente la testimonianza della giovane Cindy Poulson, riuscita a sfuggire per miracolo dalle grinfie del suo carnefice. Dall’interrogatorio in poi si aprirà una sfida tra detective e killer per scovare le prove necessarie a ottenere un mandato d’arresto, prima che il numero delle vittime torni a salire.

Poteva essere un gran bel film questo The Frozen Ground (da noi Il cacciatore di donne), nonostante il tema della caccia all’uomo sia uno di quelli più abusati al cinema; l’ambientazione buia e fredda dell’Alaska, la presenza di due attori come Nicolas Cage, detective piegato dalla cittadina in cui vive e che spera di poter cambiare aria, e un inedito John Cusack nelle vesti di spietato serial killer. Tutti questi aspetti vengono confusi e buttati in pasto a una sceneggiatura mediocre, scontata e in alcuni punti piuttosto banale e telefonata, con momenti già visti in molte altre pellicole del genere. Quando ci sarebbe l’occasione di mostrare un dettagliato approfondimento psicologico, ecco che la trama vira bruscamente verso gli aspetti più patetici della storia. Di certo la presenza (e l’inesperienza) di Vanessa Hudgens, decisamente poco convincente, non avrà aiutato chi le stava intorno, ma si poteva (e si doveva) insistere sull’analisi di un uomo (Cusack) ben visto dalla società che si rivelerà essere un mostro.

I meriti comunque non mancano e sono tutti imputabili alla brillante regia di Scott Walker (il che ci lascia pensare sarebbe meglio lasciasse scrivere i suoi prossimi film a qualcun altro); alla sua prima esperienza in un lungometraggio (il suo corto Ordan’s Forest è datato 2005), Walker ci ritrasmette in maniera dettagliata tutte le angosce e le disillusioni di una piccola cittadina ai margini dell’Alaska. Molte le inquadrature tese a immedesimare il paesaggio con i suoi protagonisti, quasi a suggerirci che certi comportamenti ne siano proprio influenzati. Un paradiso terrestre o quanto di più lontano da questo, spetta solo a noi decidere come interpretarlo.

VOTO : 6-    

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Il trailer italiano ufficiale: 

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