#Coronavirus, il Partito Radicale scrive a Mattarella: “Lo Stato di Diritto valga soprattutto nell’emergenza”

Maurizio Turco e Irene TestaSegretario e Tesoriere del Partito Radicale, scrivono al presidente della Repubblica per denunciare lo strappo costituzionale in atto per fronteggiare l’epidemia pandemica da Covid-19. “Tutte le decisioni sono adottate – sotto il “cappello” formale di decisioni del Consiglio dei Ministri – con decreti del Presidente del consiglio

Roma – Immersi in un’emergenza sanitaria sottovalutata all’inizio dal Governo Conte e tesi come corde di violino per cercare di impedire la propagazione dell’epidemia da Coronavirus 19 (Covid-19) partita dalla Cina, la maggior parte dei commentatori continua a tacere su un altro tipo di emergenza: l’offesa dello Stato di Diritto in Italia. 

Signor Presidente – scrivono Turco e Testa – il Partito radicale rileva il degrado dello Stato di diritto, in cui il Governo ha precipitato il nostro paese. L’emergenza sanitaria in Costituzione è un vincolo stringente, ma anche da interpretare in modo stretto: invece – si rileva – il bilanciamento di interessi è assente e lo squilibrio tra ipertrofia amministrativa e diritti dei cittadini è evidentissimo”.

Ogni burocrate di ministero ha colto l’occasione per tirare fuori dal cassetto segreto i suoi sogni di regolamentazione della vita di tutti; il guaio è che i suoi sogni segreti si stanno traducendo negli incubi dei cittadini – denuncia il Partito Radicale, i cui dirigenti nazionali sottolineano come “l’iper-regolamentazione dei momenti più personali della vita quotidiana sta avvenendo con un coinvolgimento minimo – se non meramente formale e sostanzialmente nullo – dei presìdi di partecipazione democratica“. “Alle decisioni che impattano sulle libertà di tutti, in primo luogo, dovrebbe essere compartecipato il Parlamento, che invece di fatto sta essiccando il suo ruolo – continua la nota di Turco e Testa – i quali puntano l’attenzione sul “sistema dei “decreti a grappolo” e dei “decreti a perdere”” con cui “le Camere stanno di fatto abdicando al loro ruolo e legittimano l’espansione dei poteri dell’Esecutivo, una vera e propria distorsione della divisione dei poteri e di offesa grave dello Stato di Diritto.

Denuncia che entra nello specifico: “Nella seduta di mercoledì scorso della Commissione Giustizia del Senato – rivela il Partito Radicale – il rappresentante del Governo ha estorto dalla maggioranza una sostanziale rinuncia ad esaminare nel merito il decreto che incide sull’Articolo 24 della Costituzione, respingendo l’offerta di collaborazione espressa dall’opposizione”, un fatto gravissimo.

Ricordiamo cosa statuisce l’Articolo 24 della Costituzione: 

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi [cfr. art. 113].
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Per questo motivo è importante la lettera del Partito Radicale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con cui si denuncia che “neppure il Governo è di fatto coinvolto: tutte le decisioni sono adottate – sotto il “cappello” formale di decisioni del Consiglio dei Ministri – con decreti del Presidente del consiglio, la cui vaghezza si presta a confusioni interpretative cui si risponde o con interlocuzioni dirette con le Istituzioni territoriali (altri esecutivi, quelli regionali) o con le FAQ pubblicate sul sito Governo.it“.

Un quasi-colpo-di-Stato effettuato in modo soft e approfittando di un grave momento di vulnerabilità psicologica della popolazione, concentrata a evitare di ammalarsi e spesso distratta da apparenti polemiche di lana caprina sulla forma giuridica degli atti di governo: in democrazia però la forma è sostanza

Lo Stato di Diritto, dalla legge formale, sta passando alle fonti extra ordinem – denunciano Turco e Testa – guarda caso tutte prodotte da un Uomo solo al comando. È già accaduto quando il terremoto di Messina fu affrontato con lo stato d’assedio ed i decreti reali a ratifica parlamentare successiva“.

Maurizio Turco e Irene Testa si augurano che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “voglia esercitare il ruolo di salvaguardia della legalità e delle libertà di tutti che, un secolo fa, il re rinunciò ad esercitare, avvelenando il dibattito pubblico e precostituendo le condizioni per la marginalizzazione del Quirinale nel ventennio successivo“, un riferimento neanche tanto velato al fascismo, che però – a onor del vero – fece più fatica ad occupare le istituzioni e a modificare lo Statuto Albertino, utilizzando formalmente le regole della democrazia monarchica costituzionale italiana agli albori del nuovo secolo. 

Impedire che in nome dell’emergenza sanitaria da #Coronavirus sia stravolto l’Ordinamento Costituzionale è un dovere morale di tutti i partiti, non solo dell’opposizione di Centro-Destra, che sembra piegata ad accettare che atti amministrativi (tali sono, giuridicamente, i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) possano incidere sull’equilibrio dei poteri costituzionali, sui diritti e le libertà garantiti dalla Costituzione, con compressione delle garanzie e accentramento dei poteri. 

La denuncia del Partito Radicale è una sveglia democratica perché l’Italia non scivoli nel dispotismo, fosse pure in salsa di soia cinese….  

(immagine presa da Radicali.it: illustra la sofferenza dello Stato di Diritto)

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