Esclusivo! Olbia e le scuole costruite sull’acqua

Quando il pubblico sfavorisce sé stesso e crea situazioni di potenziale pericolo. Abbiamo scoperto una scuola costruita in un posto in cui forse alcuno avrebbe dovuto perfino pensarla…

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Olbia – Il 18 Novembre scorso, ad Olbia, si è sfiorata la strage: in via Como, una scuola costruita su un fiume tombato si è ritrovata sommersa dalle acque. Bastavano pochi minuti in più e quei bambini innocenti sarebbero stati portati via dall’acqua e chissà se sarebbero mai stati trovati in vita. Per un caso fortunato – qualcuno chiamerebbe in causa la Divina Provvidenza – quei bambini si sono salvati insieme ai loro genitori che, con l’acqua già alta, sono riusciti a prenderli e portarli a casa.

La scuola elementare in questione è quella di Maria Rocca. Una scuola costruita sopra un fiume tombato che, sotto cemento e asfalto, attraversa tutta zona Bandinu e, sfiorando l’ex tribunale, sfocia nelle “Cave di Pietra”. L’edificio non ospiterà mai più bambini, perché il sindaco, Gianni Giovannelli, ha deciso che quella scuola avrà un altro futuro: forse verrà demolita, forse sarà destinata ad altre attività. Eppure, la scuola elementare di Maria Rocca non è l’unico esempio in cui il pubblico, cioè quello che deve pensare al bene comune, ha clamorosamente sbagliato.

In via Lupacciolu, in zona Tannaule, vi è un asilo pubblico. È nuovissimo ed è stato aperto da poco a causa dell’inagibilità dei locali che ospitavano i bambini, ovvero il piano terra dell’ex Alberghiero di Poltu Cuadu, struttura che ora ospita il Consiglio Comunale e la sala di coordinamento dell’emergenza dalla sera di quel 18 Novembre. L’asilo, come dimostrano le foto aeree recuperate tramite Sardegna Geo Portale e Google Earth, è costruito in un terreno dove c’era, e in parte c’è ancora, un piccolo affluente del Rio Siligheddu, fiume che ha esondato la sera di quel maledetto lunedì.

«Conosciamo bene la situazione di quell’asilo – ha commentato Rino Piccinnu, assessore alle Politiche Sociali e responsabile delle scuole per l’Infanzia – quel progetto risale al governo Nizzi. All’epoca succedeva questo: facendo le varie lottizzazioni, il Comune cercava di ottenere degli standard dove costruire opere pubbliche. Il problema è che, all’epoca, si tendeva a favorire gli imprenditori perché davano lavoro, mentre il Comune rimediava i terreni peggiori. Così è successo per Maria Rocca, così è successo per l’asilo di via Lupacciolu».

L’amministrazione attuale, dunque, ha semplicemente ereditato la struttura. «Abbiamo dovuto aprirlo per via dell’inagibilità dell’ex-alberghiero – ha aggiunto Piccinnu – ma quell’asilo non è pericoloso. È costruito bene. Durante l’alluvione, sono entrati solo pochi centimetri d’acqua. La struttura è costruita come se fosse una palafitta e di fronte ha delle vasche di compensazione che drenano l’acqua. Per questo non ha subito danni. L’unica cosa che ha avuto qualche problema è il riscaldamento, che è sotto la pavimentazione. Dobbiamo ripararlo. Riapriremo questo fine settimana o la prossima. Se fosse dipeso da me, avrei cercato di ottenere dei terreni migliori all’epoca, non avrei accettato terreni simili».

Insomma, il pubblico ha sfavorito sé stesso per favorire il privato, quel privato che, a suon di mattoni e cemento, generava lavoro (a breve termine). Forse è questo il vero problema della politica italiana: non ragionare mai sul lungo periodo, ma pensare sempre al breve periodo senza pensare alle conseguenze che inevitabilmente ricadono sulle generazioni future. Olbia, attualmente, ha circa 3000 appartamenti invenduti, mentre tante scuole, dove si formano i dirigenti del futuro, hanno subìto danni che non dovevano assolutamente subìre.

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Un pensiero riguardo “Esclusivo! Olbia e le scuole costruite sull’acqua

  • 03/12/2013 in 10:25:17
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    Non solo il pubblico ha aperto , (in verità negli anni passati con altre amministrazioni ) strutture su terreni soggetti a rischio idrogeologico , ma ha anche autorizzato strutture private per l’infanzia ubicate in luoghi dove la criticità è elevata : il muro perimetrale dell’asilo di Via Cesti è esattamente l’argine di un canale o fiume che ha esondato in maniera pericolosa;
    dietro l’iperstanda sulla strada per Santa Lucia vi è un altro asilo che ha alle spalle un enorme invaso di acqua irrigua oltre che un’antenna che spara campi elettromagnetici a pochi metri.
    ma cosa si può pretendere se uno dei nostri ex sindaci ha costruito la propria villa proprio a fianco ad una di queste antenne ?
    Prevenzione zero||
    La cultura sulla tutela dei bambini e dei cittadini , in questa città è inesistente ,l’ignoranza sulla salute pubblica è tanta e …la rabbia cresce …

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