‘Culla digitale’ ad Albenga, per accogliere i neonati abbandonati

Benedetta – in tutti i sensi – dal vescovo Suetta e di nuovo in funzione, con restyling ultra-tecnologico, la “ruota degli esposti” di antica memoria. Salvare la vita obiettivo prioritario!

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Albenga – Con un restyling ultra-tecnologico è tornata in funzione ad Albenga la “Culla per la Vita”, versione 2.0 della “ruota degli esposti”, quella struttura che nei secoli scorsi veniva spesso sistemata all’ingresso dei conventi, per accogliere in assoluto anonimato i neonati che le mamme non volevano tenere.

La “Culla per la vita”, promossa già dal 2006 dal Centro Aiuto Vita-ingauno (Cav-i) in collaborazione con la Caritas Diocesana, è stata inaugurata nei locali della ex scuola cattolica, oggi sede del Cav-i, insieme all’Istituto superiore di Scienze Religiose.

Benedico con gioia la Culla per la Vita nuovamente predisposta dal Cav-i. La benedizione giunga ai bimbi che nascono alla vita, ai genitori chiamati ad accoglierli e a tutti i volontari che credendo nella provvidenza di Dio si adoperano per sostenere le situazioni di fragilità e debolezza affinché nessun dono di Dio venga rifiutato o non riconosciuto“, ha detto il vescovo, don Tonino Suetta, benedicendo con l’acqua santa la nuova culla per la vita.

Ci auguriamo da una parte che questa culla non debba mai essere usata, perché l’utilizzo sarebbe segno di non accoglienza, ma dall’altra parte speriamo che, in caso di estrema ratio, venga usata evitando il ricorso all’aborto o comunque per prevenire l’abbandono sconsiderato del neonato nei cassonetti“, ha aggiunto Ginetta Perrone, presidente del Cav-i.

La piccola culla, che si affaccia su Via Trieste 35, è dotata di tutti i moderni comfort, accessibile dall’esterno attraverso uno sportello automatico ed è collegata a un sistema di allarme silenzioso e di video a circuito chiuso, gestibile da smartphone dedicati, per consentire di allertare in pochi minuti il personale specializzato. Il neonato che venisse riposto nella “culla per la vita” verrebbe subito trasferito al reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Corona di Albenga, in attesa del provvedimento di adottabilità emesso dal tribunale dei Minori di Genova.

La “Culla per la vita” sarà promossa presso tutte le strutture sanitarie pubbliche della città, attraverso una campagna informativa, per spiegare, in tutte le lingue, compreso l’arabo. Nel materiale informativo divulgato si spiegherà che secondo le leggi italiane una donna può liberamente partorire anche in anonimato, cioè senza essere nominata nel certificato di nascita: è sufficiente rivolgersi a qualunque reparto ospedaliero di ostetricia, che garantisce il diritto di non riconoscere il neonato e di poter partorire in totale sicurezza per se stessa e per il nascituro.

Un diritto di civiltà, che pone l’Italia tra i Paesi all’avanguardia nel rispetto per la vita nascente, ma che è troppo poco pubblicizzato, viste le tragedie cui di tanto in tanto (speriamo sempre meno di frequente) si assiste.

Credit: TMNews

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