Corrado Passera ha presentato il suo progetto politico: ‘Italia Unica’

L’ex ministro illustra il suo movimento politico centrato sulle esigenze “delle famiglie, delle imprese e delle comunità”. “Il nostro Paese può giocarsela nella globalizzazione”. E si dice contrario a ogni nuova tassa

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Roma – “Siamo unici e per accompagnarci nel viaggio che stiamo per intraprendere abbiamo preparato un simbolo di questo cammino“. Così Corrado Passera ha annunciato il nome del movimento politico ‘Italia Unica‘ che, ha detto, “un giorno si confronterà elettoralmente, ma il nostro impegno non sarà limitato a quello“.

L’ex ministro, banchiere e manager dalle milionarie liquidazioni è intervenuto all’Aranciera di San Sisto per presentare il suo progetto politico centrato sulle esigenze “delle famiglie, delle imprese e delle comunità“. “Sono qui per presentarvi il mio progetto politico convinto come sono che si può rimettere in moto l’Italia e farla uscire dall’angolo. Non è momento di piccoli passi né di perdere ulteriore tempo“.

L’Italia può giocarsela, nella globalizzazione – ha sottolineato Passera – può essere protagonista della globalizzazione bella, con istruzione, ambiente, innovazione, evitando la globalizzazione brutta, quella del dumping sociale“. Passera ha insistito sulla necessità di rilanciare il credito, tramite l’aumento di capitale della Cassa depositi e prestiti, e sulla possibilità di ridurre il cuneo fiscale con contratti di produttività. “Se le imprese possono pagare due o tre stipendi in più in cambio di maggiore produttività – ha detto – lo Stato eviti di tassarli e così si riduce il cuneo fiscale“. Altro tema toccato, la capacità del Paese, finora mancata, di sfruttare i fondi strutturali europei.

Dovevamo presentare questo progetto domani, ma domani è un giorno importante per il governo che si presenta alle Camere e noi vogliamo essere in tempo per mettere in campo le nostre proposte“, ha precisato Passera. “Ci auguriamo che questo governo possa realizzare ciò che serve per le esigenze degli italiani, di sicuro non abbiamo bisogno di un altro governo di transizione. Servono coraggio e decisione per i cambiamenti necessari” ha poi aggiunto.

Quanto all’ipotesi di tassare i Bot, ventilata da Graziano Delrio durante la trasmissione “In mezz’ora” su Rai3, l’ex ministro dello Sviluppo si è limitato a dire un interlocutorio “aspettiamo di vedere la proposta nel dettaglio“, ma forse accorgendosi della contraddizione con quanto detto prima, ha poi aggiunto un correttivo “sono contrario a ogni nuova tassa e assolutamente contrario a ogni proposta di patrimoniale“.

Sul fronte delle riforme, secondo Passera “una Camera basta e avanza, essendoci Bruxelles e le amministrazioni locali“, proponendosi come neo-costituzionalista. Sulla legge elettorale ha poi osservato: “in quale Paese al mondo al primo turno non si va da soli?“, mentre con l’Italicum si penalizza chi non si coalizza. E ancora: “gli italiani chiedono di scegliere i propri rappresentanti ma la Seconda Repubblica risponde che non se ne parla neanche e le liste restano bloccate“, ha aggiunto, precisando inoltre che “bisogna rimediare ai disastri del centralismo, ma anche a quelli del federalismo“.

La critica all’Italicum e ai supposti danni di un sistema politico bipolare sono spiegati dalla “compagnia di giro” che si è unita con Passera: l’economista e banchiere Pellegrino Capaldo; Marco Follini, ex segretario dell’UDC, poi  parlamentare PD, fino a che – non ricandidato alle politiche del 2013 e spinto da questo shock emotivo – si accorse che il PD fosse un partito di sinistra, riconsegnando la tessera nel giugno 2013. Infine, l’ex ministro dell’ambiente del governo Monti, Corrado Clini, stimato dirigente ministeriale.

A parte Clini, di Follini nessuno sente la nostalgia, men che meno di Corrado Passera, a causa del quale – secondo le parole durissime dell’ex ambasciatore a Washington e Tel Aviv, poi ministro degli Esteri del Governo Monti, Giulio Terzi di Sant’Agata – i due fucilieri di Marina sono ancora in India a soggiacere alle volontà della ingiusta giustizia indiana. Parole, è bene dirlo, mai smentite e mai contestate da Passera.

Ergo, occorrerà ricordarsi di questo movimento politico, a cui facciamo molti e sentiti auguri di tanto, tanto, tanto successo… se, naturalmente, l’inchiesta di Trani in cui Passera è indagato per truffa aggravata (per la vendita di prodotti finanziari ai tempi, tra il 2004 e il 2008, in cui era Ad di Banca Intesa) si concludesse con un proscioglimento, come gli auguriamo.

Credit: Adnkronos

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