Multati per ticket scaduto sulle strisce blu? Multe nulle, si può fare ricorso

Secondo una una nota del ministero dei Trasporti emessa nel marzo dal 2010, scoperta dal Codacons e finora tenuta vergognosamente occultata

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Roma – Le multe date per divieto di sosta, per aver sforato l’orario indicato sul ticket della sosta a pagamento, sono nulle. Quindi, quando si paga per la sosta sulle strisce blu e si espone regolarmente sul cruscotto il biglietto “gratta e sosta” o il biglietto emesso dal parcometro, non si può essere multati per divieto di sosta ai sensi dell’art. 7 del Codice della strada, nel caso si arrivi in ritardo oltre l’orario indicato nel ticket. 

Secondo una nota del ministero dei Trasporti, fino ad oggi opportunamente oscurata e resa nota dal Codacons, può essere chiesta solo la differenza tra i due importi e non i 25 euro attualmente dati come sanzione amministrativa.

La notizia è clamorosa, sottolinea il Codacons, considerato che tutti i comuni d’Italia hanno comminato queste multe per anni, anche se i consumatori ritardavano di pochi minuti.

Per il Codacons ora tutte le multe comminate negli ultimi 60 giorni andrebbero annullate d’ufficio dai comuni che le hanno emesse, eventualmente inoltrando la richiesta alle prefetture competenti per territorio.

I comuni non solo possono, ma devono esercitare questo potere di autotutela, revocando d’ufficio le multe comminate, altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso ed omissioni di atti d’ufficio“, si afferma in una nota del Codacons, i cui dirigenti si dicono pronti – in caso contrario – a intasare i giudici di pace e le prefetture con migliaia di ricorsi.

La circostanza più grave è che il ministero dei Trasporti ha emesso la nota nel marzo del 2010, quando ministro era Altiero Matteoli dell’allora Pdl, ma mantenendola occultata: un vero e proprio attentato ai diritti dei cittadini, una pagina vergognosa del rapporto tra Stato ladro e tartassati/sudditi.

Il Codacons invita i cittadini a inviare segnalazioni all’indirizzo email info@codacons.it o a rivolgersi alle sedi locali.

Tuttavia i costi per recuperare queste somme indebitamente percepite dai comuni potrebbero essere superiori alle somme da recuperare, per gli altrettanto vergognosi aumenti dei “contributi unificati” decisi dagli ultimi governi della Repubblica, che di fatto hanno cassato il diritto dei cittadini a ottenere giustizia per abusi e violazione dei propri diritti. Anzitutto da parte dello Stato.

Credit: TMNews

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