Papa Francesco con don Ciotti alla veglia anti-mafia (video integrale cerimonia)

Papa Bergoglio ha detto parole chiare alla veglia di preghiera promossa dalla fondazione Libera, nella ricorrenza della XIX Giornata in ricordo delle vittime delle mafie: “convertitevi, fermatevi di fare il male”. Don Ciotti: “Sia la primavera della giustizia e del perdono”. Presenti anche Bindi, Grasso e Marino

Papa Francesco al suo arrivo abbraccia don Luigi Ciotti e don Paolo Maiello, parroco della chiesa di San Gregorio VII a Roma (immagini del Centro Televisivo Vaticano)
Papa Francesco al suo arrivo abbraccia don Luigi Ciotti e don Paolo Maiello, parroco della chiesa di San Gregorio VII a Roma (immagini del Centro Televisivo Vaticano)

Roma – Papa Francesco ha incontrato le famiglie delle vittime delle mafie abbracciando Don Ciotti, in occasione della veglia di preghiera indetta quale celebrazione per la XIX Giornata in ricordo della vittime delle mafie. Il Pontefice è giunto, a bordo della consueta berlina blu, una Ford Focus – nella parrocchia di San Gregorio VII, poco dopo le 17 e 30, per presenziare alla cerimonia.

Jorge Mario Bergoglio, che ha salutato con la mano la folla di fedeli che lo attendeva fuori dalla chiesa dal finestrino abbassato, una volta giunto di fronte alla chiesa, sceso dall’auto ha abbracciato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che lo ha poi accompagnato all’interno dell’edificio di culto tenendolo per mano. Accanto a lui il parroco, il francescano Paolo Maiello.

Tra le autorità presenti dietro le transenne all’inizio della navata centrale, la presidente della commissione anti-mafia Rosy Bindi, il sindaco di Roma Ignazio Marino, e Pietro Grasso, presidente del Senato ed ex procuratore anti-mafia.

Per la prima volta un Pontefice della Chiesa cattolica ha pregato insieme ai parenti delle vittime della mafia in questa occasione. Al suo arrivo Bergoglio ha abbracciato don Ciotti e don Maiello, poi ha stretto la mano al presidente del Senato Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, oltre che alcuni dei fedeli presenti dinanzi alla chiesa.

Il video integrale della cerimonia

Vi sarò vicino questa notte e domani a Latina anche se non potrò venire“, ha detto Francesco nel suo intervento, aggiungendo di esprimere la propria “solidarietà a chi di voi ha perso una persona cara vittima della violenza mafiosa. Grazie perché non vi siete chiusi ma siete usciti per raccontare la vostra storia, questo è molto importante soprattutto per i giovani“, ha sottolineato il Papa, mettendo l’accento sul valore pedagogico della testimonianza. “Prego per tutti voi e le vittime delle mafie“, ha continuato, prima del centro filosofico del suo discorso.

Non posso che concludere con una parola per i protagonisti assenti, i protagonisti mafiosi“, ha detto il Papa, “cambiate vita, convertitevi, fermatevi di fare il male, noi preghiamo per voi. Lo chiedo in ginocchio, è per il vostro bene, questa vita che vivete adesso non ci darà piacere, non ci darà gioia, non vi darà felicità: il potere, il denaro che voi avete adesso, tanti affari sporchi tra tanti crimini mafiosi, il denaro insanguinato è potere insaguinato e non potrete portarlo nell’altra vita. Convertitevi, ancora è tempo per non finire nell’inferno che è quello che vi aspetta se continuate così. Avete avuto un papà e una mamma: pensate a loro e piangete“.

Dopo il Papa è intervenuto don Luigi Ciotti, il quale ha parlato di “lungo elenco“, quello “delle vittime delle mafie“, in cui “ci sono anche 80 bambini“, oltre che “tanti giusti, persone libere e leali“. “Abbiamo bisogno di verità, di tanta verità. Chiediamo giustizia e verità“, ha continuato il fondatore di Libera, secondo il quale “il problema delle mafie non è solo un problema giudiziario ma è un problema sociale e culturale. Riguarda le responsabilità pubbliche. Oggi è più che mai necessario uno scatto: occorrono politiche sociali, occorre rafforzare la confisca e l’uso sociale dei beni delle mafie“. Don Ciotti ha poi chiesto norme più stringenti su corruzione e voto di scambio, ma ha anche chiesto di “non lasciare soli i magistrati: un nome su tutti, Nino Di Matteo“.

Domani, 22 marzo, Latina ospita la XIX edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera e dall’associazione Avviso pubblico. Un migliaio di familiari delle vittime, in rappresentanze delle 15mila persone che hanno perso un proprio caro per mano della violenza criminale, saranno nella cittadina laziale. 

Oltre 900 nomi di cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle Forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali assassinati dalla criminalità mafiosa barbara a causa della loro coerenza e della loro scelta di libertà o per aver compiuto il proprio dovere fino in fondo.

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