Débâcle di consumi a Natale. Regali scesi del 15 per centro

Sfiducia nel futuro, disoccupazione, ritardo nel pagamento delle tredicesime e incertezza fiscale sui tributi legati agli immobili alla base della ulteriore stasi dei consumi, il cui rilancio è la premessa per la ripresa economica, non la conseguenza

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Calo “drammatico” delle spese per i regali di Natale: gli italiani hanno speso 3 miliardi e 350 milioni, pari a -11,4% rispetto al 2012. Lo riferisce l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori. La spesa media a famiglia è stata di 131 euro. Ben 1 famiglia su 5 ha dichiarato inoltre di non aver fatto regali, se non ai bambini.

Solo il settore dell’editoria registra segno positivo rispetto allo scorso anno, soprattutto grazie alle forti promozioni ed ai prezzi comunque contenuti. Continuano a impressionare, invece, i dati relativi al settore alimentare e dei giocattoli, vale a dire i comparti generalmente più “gettonati” durante le festività natalizie che registrano rispettivamente un calo del -0,9% e del -2%, mentre meno meraviglia desta il dato dei Tecnologici anche per i prezzi elevati dei singoli prodotti.

Ecco di seguito l’andamento delle spese per i regali nei diversi settori di spesa, in base alle risposte del campione della Federconsumatori (dislocato al Nord, Centro e Sud Italia, sia nelle piccole che nelle grandi città):

  • – Abbigliamento e calzature -12,7%
  • – Mobili, arredamento ed elettrodomestici -31,0%
  • – Profumeria e cura della persona -7,3%
  • – Giocattoli -1,5%
  • – Alimentazione -0,9%
  • – Elettronica di consumo -6,1%
  • – Editoria (libri e cd) +1,2%
  • – Turismo -16,2%

Tra gli elementi che hanno pesato maggiormente sulla crisi dei consumi di Natale, oltre al livello basso raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie, spiegano i Consumatori, c’è:

– l’aumento di disoccupazione: dal 10,7 del 2012 al 12,4% attuale, cassa integrazione per 1 MLD di ore;

– la difficoltà di molte piccole imprese che non hanno pagato, rinviandole ad altra data, le tredicesime mensilità;

– le incertezze sui pagamenti delle varie tasse sulla casa ( Tares-Tari-Tasi- Iuc-Imu).

«È evidente che di fronte ad una situazione simile il Governo non può rimanere inerte, deve avviare al più presto misure mirate per stimolare una ripresa della domanda di mercato e degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, fondamentali – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – per rilanciare l’occupazione, soprattutto quella giovanile, oltre a maggiore chiarezza e ridimensionamento delle tassazioni».

Credit: AGI

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