Accordo PD-Forza Italia per le riforme istituzionali e la legge elettorale

Nella sede del Partito Democratico il colloquio con il leader di Forza Italia sulla legge elettorale. All’arrivo di Berlusconi alcuni manifestanti hanno gridato “vergogna” e tirato uova. Renzi a un passo dall’intesa con tutti su modello spagnolo ‘Made in Italy’. Modifica del bicameralismo perfetto, riforma del Titolo V della Costituzione e ridimensionamento delle Regioni (con eliminazione del flusso di denaro alla base delle “spese pazze” dalle mutande ai fumetti), legge elettorale che salvaguardi governabilità, bipolarismo ed attenui i ricatti e i veti dei piccoli partiti

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Roma – È terminato dopo oltre due ore l’incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulla legge elettorale, alla sede del Pd. Il segretario del Partito democratico e il leader di Forza Italia sono stati a colloquio nella stanza di Renzi al secondo piano della sede di largo del Nazareno.

Al termine dell’incontro, Berlusconi ha lasciato la sede del Partito democratico.

Al suo arrivo il Cavaliere, entrato in automobile da un ingresso laterale, è stato accolto da alcuni manifestanti del Popolo Viola al grido di “Vergogna” e con un lancio di uova che hanno colpito l’auto su cui viaggiava.

A quanto si apprende da fonti di maggioranza, il modello che Renzi ha proposto a tutti i suoi interlocutori, e di cui in questo momento sta discutendo con Berlusconi, è il modello spagnolo ‘Made in Italy’ con due tipi di soglie, al 4-5% e all’8% a seconda che ci sia o meno un apparentamento.

Su questa formula, sulla quale c’è stata anche un’opera di mediazione del governo, il segretario del Pd sarebbe ragionevolmente convinto di poter tenere insieme sia i piccoli partiti della maggioranza, a partire da Ncd, sia Forza Italia. Renzi ne ha parlato anche negli incontri di sabato mattina ricevendo un ritorno positivo. La proposta sarebbe tanto gradita a Forza Italia che, spiegano questa volta ambienti del Pd, il Cavaliere non chiederebbe alcuna controparte a cominciare dalla ventilata ipotesi dell’election day di maggio.

Nel corso del veloce incontro con i giornalisti, Renzi ha affermato che l’incontro con Berlusconi è stato positivo e che c’è stata “profonda sintonia” sulle riforme istituzionali di cui ha bisogno il Paese. In particolare, è stato concordato un percorso volto A) alla trasformazione del bicameralismo perfetto; B) alla riforma del Titolo V della Costituzione, con un ridimensionamento delle competenze delle regioni e un riequilibrio delle competenze e l’eliminazione di certi trasferimenti finanziari ai consiglieri regionali, atteso il fallimento della precedente e lo scandalo delle “spese pazze”, che ogni giorno riserva sempre più incredibili sorprese; C) l’approvazione di una legge elettorale che miri (1) alla governabilità, (2) al mantenimento del bipolarismo, (3) all’eliminazione del potere di ricatto dei piccoli partiti.

Renzi si è intrattenuto con la stampa solo pochi minuti, sostenendo di avere un treno da prendere per tornare a Firenze. Cosa che sicuramente avverrà, ma che è altrettanto certo sia stato usato come espediente per lasciare il cerino nelle mani della minoranza bersaniana, che ha minacciato ieri di far cadere il Governo in caso di accordo con Forza Italia.

Per lunedì prossimo, 20 gennaio, è prevista una riunione della direzione del Partito Democratico alle 16, finalizzata ad approvare i temi concordati con Berlusconi e Forza Italia, nella cui delegazione oggi c’era anche Gianni Letta (che rientra in campo, dopo qualche settimana di “buio”), oltre che Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria PD.

Ultimo aggiornamento 18 Gennaio 2014, ore 19.31 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

Credit: Adnkronos/Ign

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