Boldrini a M5S: “Pericolosa e inaccettabile violenza alla Camera”

“È inaccettabile che anche oggi vogliano bloccare i lavori”. Le reazioni politiche

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Roma – Laura Boldrini è intervenuta dopo gli episodi di ieri eoggi che hanno visto i grillini occupare le commissioni parlamentari di Montecitorio. “È pericoloso che si ricorra alla violenza tutte le volte in cui non si è d’accordo – ha detto la presidente della Camera, che poi ha aggravato la valutazione: “È inaccettabile che anche oggi i deputati M5S vogliono bloccare la Camera“. “Nessuna divergenza politica – ha aggiunto – può legittimare atti totalmente estranei alla pratica democratica“.

Inoltre, Laura Boldrini ha risposto così alle richieste venute da quasi tutti i gruppi dell’opposizione, Lega, FdI e Sel, che hanno contestato la procedura con cui è stato licenziato il testo base di riforma della legge elettorale in commissione. “Oggi non sono previste votazioni, eventualmente la decisione di ritornare in commissione può essere sottoposta al voto dell’Aula domani“. Molti, tra cui l’esponente della Lega, Invernizzi, La Russa di FdI e Gregorio Gitti di Pi hanno lamentato di non essere riusciti a votare e hanno chiamato in causa l’intervento della presidente. Ma Boldrini ha replicato: “Questa non è una decisione della presidenza, l’Assemblea è sovrana e se domani ci sarà una richiesta la porremo in votazione“.

Il dibattito è andato avanti per quasi due ore prima che si potesse ufficialmente avviare la discussione generale sulla riforma. La Lega, con il capogruppo Giancarlo Giorgetti, ha denunciato che il suo esponente non è riuscito ad entrare in commissione e dunque a votare: “Non si è in grado di garantire il voto di un deputato questo non lo possiamo accettare“, ha denunciato, poi sono intervenuti altri deputati leghisti. “La presidenza si assume una grandissima responsabilità“, ha detto Matteo Bragantini, alla votazione “mancavano Lega, FdI, Sel, e altri deputati che non sono riusciti a entrare, dunque la votazione è illegittima. Si potrebbe rifare in mezz’ora“.

Per Sannicandro di Sel era “dovere del presidente Sisto sospendere e ripristinare la tranquillità, se seduta non era praticabile e si trattava di una cosa seria non andava trattata in modo superficiale, noi chiediamo che si completi l’iter” Ettore Rosato, membro Pd in commissione Affari costituzionali, ha invece sostenuto che nonostante le “difficoltà di lavoro della comissione questa mattina su un compito che richiedeva certo maggior tempo c’è stata regolarità. Quello che è accaduto merita una valutazione approfondita da parte dell’ufficio di presidenza ma non si può mettere in discussione la correttezza delle procedure adottate. Che ci siano state trattative fuori dalla commissione è normale, succedo su ogni provvedimento – ha replicato Rosato alle opposizioni – ma noi vogliamo portarle in Aula, ne discuteremo e la legge approvata mi auguro raccolga il più ampio consenso anche delle forze di opposizione“.

Anche Gregorio Gitti, di PI, ha denunciato in Aula che gli “è stato impedito di entrare in commissione da una duplice catena umana. Sottolineo la gravità del fatto istituzionale: il mio gruppo non ha potuto esprimere il proprio voto contrario al testo base ma non facciamo una richiesta di nomina di un relatore di minoranza perché auspico che dalla maggioranza ci sia attenzione al migliroamento del testo e al dibattito in Aula. Però – ha insistito Gitti – sono state calpestate le regole e le procedure di questa Camera sulla sede referente, dobbiamo essere sinceri: la sede referente non si è tenuta, sia per motivi politici che per motivi di sicurezza“.

Boldrini ha nuovamente replicato a La Russa che la sollecitava ad intervenire ricordando che “la decisione di portare in Aula oggi la legge elettorale è stata presa in capigruppo, Sisto ha spiegato all’Aula come si sono svolti lavori, prendo atto della sua richiesta ed eventualmente convocheremo la Giunta del regolamento ma adesso andiamo avanti“. Infine anche Antonio Leone di Ncd è intervenuto per dichiarare che né lui né la collega di gruppo Dorina Bianchi siano riusciti a entrare in commissione e abbiamo scritto una lettera per denunciarlo. “Ma io – ha precisato Leone – non voglio inficiare il voto solo che si sappia che quel voto non è stato preso nella pienezza dei requisiti del mandato al relatore. Io avrei votato a favore ma la mia è la testimonianza sulle condizioni in cui è stata presa quella decisione“.

I deputati del Movimento 5 Stelle hanno deciso di non partecipare ai lavori dell’aula della Camera alla discussione sull’Italicum approvato questa mattina con una votazione lampo. Fatta eccezione per tre di loro, che sono intervenuti sulla ricostruzione di quanto accaduto ieri durante l’approvazione del dl Imu-Bankitalia. “Noi abbiamo deciso di non andare in aula ora – ha scritto Laura Castelli su facebook – lei (parlando del presidente della Camera, Laura Boldrini, ndr) invece con la faccia di bronzo ha ripreso la sua sporca poltrona“.

I M5S questa mattina hanno protestato in I Commissione Affari costituzionali alla Camera contro il blitz di Forza Italia e Partito democratico che hanno approvato il testo dell’Italicum senza emendamenti e hanno annunciato la pubblicazione di un video con le riprese di quanto accaduto al momento della votazione. La votazione lampo è avvenuta per impedire ai deputati del Movimento 5 Stelle di rallentare i lavori occupando in massa l’aula della Commissione. “È avvenuta una votazione finta, avete preso in giro tutti gli italiani, ma tra un po tutti sapranno“, ha detto Carlo Sibilia lasciando la Commissione. Subito dopo il voto i grillini hanno gridato: “Venduti, venduti” e si sono registrati grandi momenti di tensione tanto che è stato necessario l’intervento dei commessi

Credit: TMNews

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