Stefania Giannini: ‘Insegnanti poco pagati, gli stipendi vanno equiparati alla media Ue’

La neo ministra dell’Istruzione, docente universitaria, riflette anche sull’ipotesi del liceo in quattro anni: “Non ho nulla in contrario perché se i ragazzi escono prima e ben preparati va bene”. E sul capo del governo, Matteo Renzi, che in un tweet sottolineava come investire sulla scuola serva a uscire dalla crisi, dice: “È musica per le mie orecchie”

20140228-stefania-giannini-660x425

Roma – Equiparare gli stipendi degli insegnanti italiani alla media europea ”sarebbe un bel passo‘. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ospite a ‘Prima di tutto’ su Radio1. ”La sfida vera è pensare e praticare contratti che considerino gli insegnanti una figura fondamentale nella società e non solo nella scuola”. Secondo Giannini serve quindi la ”revisione di un contratto mortificante, non solo perché è pagato poco, ma anche perché non ha meccanismi premiali, che valorizzino quella larga fascia di docenti che si impegnano e si aggiornano”. Le parole chiave per individuare meccanismi premiali sono ”più autonomia e più valutazione“.

Il ministro ha anche affrontato la questione del liceo di quattro anni che, ha detto, “è una sperimentazione su cui ho bisogno di approfondire. È un modello sperimentato anche in altri paesi, non ho pregiudizialmente nulla in contrario perché se i ragazzi escono prima e ben preparati va bene“. ”Bisogna però vedere – ha  poi aggiunto – se è quella la strada: ho l’impressione che ci sia un’ottima scuola elementare, una scuola superiore che ha punte di eccellenza, ma una scuola inferiore che dovrebbe essere rivisitata“.

Giannini si è anche detta “assolutamente d’accordo” a non eliminare lo studio della Storia dell’arte, o meglio a ripristinarne l’insegnamento dove è stato eliminato. Sul bonus di maturità ha sottolineato che si tratta di un “tema delicato, che va visto nei pro e contro” e che “è un capitolo da ripensare con attenzione“. ”Il bonus – ha spiegato Giannini – ha il vantaggio della sintesi: è un numero e, se è il frutto di un calcolo preciso, funziona. Ma è anche vero che nel nostro paese lo stesso numero non è equiparabile in tutte le sue parti“, riferendosi al fatto che in alcune regioni si usano criteri più flessibili e benevoli per valutare la preparazione degli studenti. “Non trovai una scelta saggia – ha concluso – cambiare le regole del gioco in corsa. Ma sono consapevole che i miei predecessori si sono ritrovati questioni già complicate in partenza da affrontare e io avrò lo stesso difficile compito“.

Infine, commentando il tweet in cui il neo premier Matteo Renzi sottolineava come investire nella scuola sia il modo per uscire dalla crisi, Giannini ha detto: “è musica per le mie orecchie“.

Credit: Adnkronos

Shares

Un pensiero riguardo “Stefania Giannini: ‘Insegnanti poco pagati, gli stipendi vanno equiparati alla media Ue’

  • 28/02/2014 in 07:00:09
    Permalink

    Insegnati poco pagati? Tutti siamo poco pagati meno della media europea, comunque un’insegnante alla scuola primaria si porta a casa oltre 1600 euro netti facendo 4 ore al giorno per soli 9 mesi all’anno scarsi e la giannini dice che sono pagati poco? ma mi faccia il piacereeeee ma comincino a lavorare di più e la smettano di lavorare a fare ripetizioni in nero a 20 euro allìora.

I commenti sono chiusi

Shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: