Libia, la Lega Araba sosterrà militarmente la Libia. Sconfessato Gentiloni

La riunione di oggi ha sancito il successo diplomatico del governo di Tobruk, l’unico riconosciuto dalla Comunità Internazionale. Nabil AlArabi: sostegno politico e militare per preservare e proteggere la sovranità libica. Smacco diplomatico per l’Occidente, Italia in testa. Trionfo di Al-Sisi

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Il Cairo – La Lega Araba si schiera a fianco della Libia, ossia a sostegno del governo votato dal Parlamento eletto nel giugno 2014, poi costretto a riparare a Tobruk per sfuggire agli attacchi delle milizie islamiste e di quelle jihadiste legate all’autoproclamato ‘califfato’ islamico.

Oggi, al termine di una riunione che si può definire storica, il Segretario Generale dell’organizzazione con sede nella capitale egiziana ha risposto all’appello formulato due giorni fa dal ministro degli Esteri libico, Mohammed al-Dairi. Nabil Al-Arabi ha esortato i membri a fornire “in modo pronto ed efficace” alla richiesta proveniente dal governo legittimo della Libia, che sarà supportato politicamente e militarmente contro il terrorismo islamista.

“Sottolineiamo la necessità di prendere tutte le misure necessarie per ripristinare la sicurezza e la pace in Libia. La leadership araba ha deciso di fornire sostegno politico e militare per preservare e proteggere la sovranità libica e sostenere l’esercito nazionale e eliminare il terrorismo “, ha affermato il Segretario Generale della Lega Araba.

L’appello era stato lanciato nella notte tra domenica e lunedì, dopo i massacri perpetrati a Sirte dalle milizie jihadiste affiliare al cosiddetto ‘califfato’ islamico di Al-Baghdadi.

Con il pronunciamento della Lega Araba, il governo legittimo della Libia ottiene una vittoria diplomatica che smentisce l’appello all’unità delle fazioni libiche formulato ieri dai governi di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti. Un governo di unità nazionale infatti legittimerebbe il movimento insurrezionale islamista istallatosi a Tripoli, autoproclamandosi governo del Paese, di cui controlla buona parte del territorio attraverso milizie locali e tribù amiche, finanziate e supportate dalla ‘Fratellanza Musulmana’ egiziana (nel frattempo sciolta perché dichiarata movimento terrorista dalla magistratura del Cairo).

Il supporto politico e militare al governo legittimo della Libia riparato a Tobruk mostra in modo inequivocabile la confusione di idee circolante nella diplomazia europea e americana, in cui si è consolidata l’idea errata che un governo di unità nazionale sia possibile, mentre è evidente che gli islamisti di Tripoli non hanno dato chance a questa possibilità, rifiutandosi di firmare l’accordo promosso da Bernardino Léon Gross, inviato speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Libia.

Al contrario, la decisione della Lega Araba sancisce il trionfo diplomatico del presidente egiziano Al-Sisi, unica figura di riformista sociale, politico e perfino religioso, al quale tutto il Nord Africa guarda con rinnovata speranza per un futuro più pacifico e vivibile. Da mesi infatti il governo egiziano tesse una fitta tela diplomatica con le centinaia di tribù libiche, capaci di assicurare il successo o la sconfitta di ogni strategia sul terreno.

La decisione della Lega Araba dovrebbe invece indurre il Governo italiano a una visione più lucida della situazione in Libia, sia per interessi strategici di natura energetica che per innegabili legami con il popolo libico, in prevalenza laico – ancorché musulmano – e anelante a una stabilità che sarebbe il presupposto per il ristabilimento delle condizioni minime di sviluppo del Paese, immerso nelle turbolenze degli ultimi anni.

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