Zaia: “a Roma tassatori professionisti. Fingono di abbassarle, ne scaricano il peso su enti locali”

Il presidente del Veneto commenta lo studio della Cgia di Mestre, secondo cui il fisco statale è tre volte più pesante di quello locale

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Venezia – “A Roma sono tassatori professionisti. Fanno finta di tagliare le imposte a livello centrale e scaricano l’onere dei mancati introiti sugli enti locali. Ormai abbiano tutti capito il giochino di Renzi e colleghi: ingrassare la spesa pubblica centrale e camuffare i presunti risparmi con tagli veri che strangolano Regioni e Comuni, specie quelli virtuosi”.

Lo afferma il presidente del Veneto Luca Zaia, commentando l’ultima rilevazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui il gettito dell’imposizione fiscale statale supera tre volte quello locale. “Lo scorso anno all’erario nazionale – rimarca Zaia – sono confluiti ben 379,7 miliardi; nelle casse delle Regioni e dei Comuni, invece, sono stati versati 106,1 miliardi di euro”.

“Il rapporto è di uno a tre. Se negli ultimi quindici anni l’aggravio fiscale imposto da Regioni e Enti locali è aumentato di 34,6 miliardi di euro, ma il peso del fisco nazionale è cresciuto di ben 100,7 miliardi. Cittadini e imprese sono vessati da prelievi che arrivano al 68 per cento dei redditi, una vera rapina rispetto alla media europea del 46 % di pressione fiscale“, rileva il presidente veneto, sottolineando che i contribuenti “hanno capito benissimo che ogni volta che Roma annuncia un alleggerimento della tassazione nazionale, come sta ipotizzando il governo Renzi con la nuova legge di stabilità, si prepara subito all’orizzonte un inasprimento delle imposte locali”.

Anche l’ultimo sbandierato annuncio del Governo di voler togliere l’Irap agricola, senza adeguate compensazioni erariali per le Regioni, sottende un ulteriore taglio ai fondi per la sanità che le Regioni si troveranno a dover coprire in qualche modo.

“È un gioco delle parti al quale noi non ci stiamo e che intendiamo smantellare – conclude Zaia – perché l’incapacità di razionalizzare il prelievo fiscale e di mettere un freno alla dilagante spesa pubblica centrale sta minando la competitività delle nostre imprese e affossa l’economia di quella parte del paese, come il Veneto, che produce, sa tenere in equilibrio i conti del proprio welfare e, anzi, restituisce a Roma ogni anno ben 19 miliardi di saldo attivo, tra tasse versate e trasferimenti ricevuti”.

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