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Esteri

Libia, affonda un altro barcone. Dispersi oltre 400 migranti

Ennesima tragedia nel Mar Mediterraneo, ma il flusso dimostra che l’Europa è già sotto ricatto della Libia

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Ancora un barcone carico di immigrati affondato al largo della Libia. Le autorità marittime italiane sono state informate dall’equipaggio di un rimorchiatore al servizio di alcune piattaforme petrolifere che si trovano a 50 miglia dalle coste della Libia e a 100 miglia da Lampedusa.

Secondo la segnalazione un’imbarcazione sulla quale c’erano circa 400 persone si è rovesciata. Sul posto stanno convergendo unità navale del dispositivo “Mare nostrum”.

Ieri, sempre al largo delle coste libiche, era affondato un barcone di disperati: 40 morti. Si sono invece concluse la scorsa notte le operazioni di sbarco a Porto Empedocle (Agrigento) di 97 immigrati somali, dei quali 61 minori non accompagnati e 16 donne, comprese 5 incinte di cui una al nono ed una all’ottavo mese. Erano stati recuperati dal pattugliatore “Vega” della Marina militare nell’ambito del dispositivo “Mare nostrum”. In precedenza a Porto Empedocle erano giunti 340 extracomunitari prelevati dal pattugliatore “Peluso” della Guardia costiera e altri 67 col traghetto di linea European Voyager da Lampedusa. L’arrivo della “Vega” alla banchina Todaro è stato assistito dalla sala operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, hanno avuto luogo presso la banchina Todaro.

A Catania arrestato uno scafista con un telefono satellitare, Omar Bah 28 anni, cittadino del Gambia. Secondo l’accusa, ha pilotato un gommone soccorso dalla fregata della Marina militare “Scirocco”, che ha condotto i suoi passeggeri, 76 persone di origine sub sahariana, sabato pomeriggio a Catania. Altri due degli immigrati sbarcati ieri a Pozzallo (Ragusa) sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di essere gli scafisti del gruppo. Sono stati individuati grazie a un video girato durante la traversata da un giovane siriano.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’organizzazione che ha preparato il viaggio ha incassato 460.000 euro e agli scafisti sono andati 6.000 euro. Quattro tunisini ritenuti scafisti di imbarcazioni soccorse nel Canale di Sicilia da mezzi navali del dispositivo “Mare nostrum” sono stati invece fermati da agenti del Gruppo interforze di contrasto dell’immigrazione clandestina della Procura di Siracusa. Gli indagati sono stati individuati tra i 944 profughi sbarcati sabato ad Augusta.

L’inarrestabilità dei flussi dimostra però che le minacce lanciate ieri dal ministro dell’interno libico, Salah Mazek, sono già attive. L’Europa non può chiedere all’Italia di affrontare il flusso ininterrotto da sola.

(AGI)