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Domenica prossima Paolo VI sarà proclamato beato da Papa Francesco

La cerimonia a San Pietro coinciderà proprio con la fine dell’assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia. A Montini era stata attribuita l’intercessione per una guargione inspiegabile di un bimbo nel grembo della propria madre, che era stata consigliata di abortire. Una suora invitò la donna, americana, a chiedere in preghiera a Paolo VI la salvezza del bambino, affetto da una patologia gravissima. Il bimbo nacque in anticipo: ma vive in salute e oggi ha 13 anni

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Roma – A quasi 50 anni dall’istituzione del Sinodo dei Vescovi, per iniziativa di Paolo VI il 15 settembre del 1965, domenica prossima Giovanni Battista Montini sarà proclamato ‘beato‘ da Papa Francesco in una celebrazione a San Pietro che coinciderà proprio con la fine dell’assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, convocato in Vaticano dal 5 al 19 ottobre.

Un ulteriore ‘omaggio’ al pontefice che lo istituì e che concluse il Concilio Vaticano II, aperto da Papa Giovanni XXIII, proclamato santo assieme a Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla proprio ai tre pontefici precedenti – insieme al predecessore Giovanni Paolo I – richiamò nella scelta del duplice nome anche l’eredità pastorale.

La beatificazione di Paolo VI giunge a poco più di cinque mesi dal riconoscimento della guarigione miracolosa – ossia “scientificamente inspiegabile”, nel linguaggio canonico – di un nascituro, avvenuto per sua intercessione. L’iter del processo diocesano per la sua causa di beatificazione era iniziato, per volere di Papa Wojtyla, l’11 maggio del 1993 per iniziativa dell’allora cardinale vicario di Roma, e presidente della Conferenza Episcopale italiana, Camillo Ruini.

Il parere favorevole da parte della consulta della Congregazione Vaticana per le cause dei Santi è poi arrivato il 10 dicembre del 2012 e dieci giorni dopo Papa Benedetto XVI, ricevendo in udienza in Vaticano il prefetto della Congregazione, il cardinale Angelo Amato, ha autorizzato la promulgazione del decreto sulle “virtù eroiche” di Paolo VI, al quale da quel momento è stato attribuito il titolo di ‘venerabile‘.

Per la beatificazione, è stato riconosciuto il miracolo – proposto dal postulatore padre Antonio Marrazzo – della guarigione “scientificamente inspiegabile” di un nascituro, avvenuta negli Usa nel 2001. Sul feto, al quinto mese di gravidanza, i medici avevano riscontrato la rottura della vescica fetale, la presenza di liquido nell’addome e la mancanza di liquido nel sacco amniotico. Il consiglio dato alla madre fu di abortire, vista la diagnosi che prevedeva o la morte del nascituro nel grembo materno o la nascita ma con gravissime malformazioni. La mamma però su suggerimento di una suora italiana – che aveva conosciuto Papa Paolo VI – decise di non abortire e di pregare Montini per la guarigione del suo piccolo.

La nascita del bimbo avvenne all’ottavo mese di gravidanza, con parto cesareo, e il neonato fu valutato dai medici in buone condizioni di salute, che perdurano tuttora: adesso quel bambino che non avrebbe dovuto nascere ha 13 anni e gode di ottima salute.

Il lombardo Giovanni Battista Montini – Papa con il nome di Paolo VI dal 21 giugno del 1963 al 6 agosto del 1978 – nacque a Concesio, in provincia di Brescia, il 26 settembre del 1897, da una famiglia borghese: il padre, giornalista e avvocato, era direttore del giornale cattolico ‘Il Cittadino di Brescia‘ e fu parlamentare per tre legislature del Partito Popolare guidato da don Luigi Sturzo. Dopo gli studi classici, prima in un collegio gesuita poi in un liceo statale, Giovanni Battista nel 1916 entrò in seminario.

Venne ordinato sacerdote nel 1920 e si trasferì a Roma per seguire i corsi di Diritto civile e Diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana e di Lettere e Filosofia all’università Statale. Tre anni dopo iniziò la sua attività diplomatica, quando iniziò la sua collaborazione in seno alla Segreteria di Stato del Vaticano.

Dopo la guerra, durante la quale fu accanto a Pio XII, fu proclamato da Papa PAcelli arcivescovo di Milano. Nel 1958 fu creato cardinale da Papa Giovanni XXIII, alla morte del quale successe al Soglio di Pietro il 21 giugno 1963. Giovanni Battista Montini assume il nome di Paolo VI.

Del suo pontificato si ricorda anzitutto il proseguimento e la chiusura – l’8 dicembre del 1965 – del Concilio Vaticano II, che segnò una profonda riforma e modernizzazione della Chiesa cattolica; il primo viaggio apostolico in Terra Santa nel 1964; l’istituzione del Sinodo dei Vescovi nel 1965; la creazione della ‘Giornata mondiale della Pace’; le encicliche ‘Humanae Vitae’ su aborto, contraccezione e controllo delle nascite e ‘Populorum Progressio’, sullo sviluppo dei popoli.

In Italia, l’opinione pubblica rimase molto colpita dopo il suo accorato appello, rimasto inascoltato, rivolto nel 1978 “agli uomini delle Brigate Rosse” per la liberazione del capo del governo e leader della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, sequestrato e poi assassinato dai brigatisti il 9 maggio 1978. Uno choc da cui fece fatica a riprendersi e che di certo aggravarono le sue condizioni di salute. Morì il 6 agosto dello stesso anno a causa di un edema polmonare, nella residenza estiva dei pontefici a Castel Gandolfo.

(Fonte: Adnkronos)