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Al Museo dell’Auto di Torino la storia di Günther Holtorf, il più grande viaggiatore contemporaneo (foto, video)

Dopo il Certificato di Eccellenza 2015 di Tripadvisor, al MAUTO apre la mostra “Modus Vivendi – Trame di Viaggio“. Questa sera Holtorf racconterà l’avventura lunga 25 anni, 20 dei quali trascorsi con Christine, che conobbe attraverso un annuncio pubblicato su un quotidiano e che sposò nel 2010, due settimane prima che lei partisse per l’Eternità. In 25 anni, Holtorf e la sua Mercedes G Class 300 GD – ribattezzata ‘Otto’ hanno percorso 895.000 chilomentri, visitando 215 Paesi. L’auto resterà esposta a Torino fino al 7 Giugno, la mostra aperta fino al 27 Settembre

Günther e Christine Holtorf a New York con "Otto", la Mercedes 300 GD Wagon chiamata "Otto". Sullo sfondo le Torri Gemelle del World Trade Center. Oggi di questa foto solo Günther e "Otto" esistono ancora (foto da ottosreise.de)
Günther e Christine Holtorf a New York con “Otto”, la Mercedes 300 GD Wagon chiamata “Otto”. Sullo sfondo le Torri Gemelle del World Trade Center. Oggi di questa foto solo Günther e “Otto” esistono ancora (foto da ottosreise.de)

Torino – Da giovedì 28 Maggio fino al 27 Settembre il Museo Nazionale dell’Auto di Torino ospiterà la mostra “Modus vivendi – Trame di viaggio“, un’esposizione di veicoli legati a viaggi diventati in quale modo incredibili e assurti alle pagine più importanti della storia dell’automobile mondiale. Fresco dell’attribuzione del Certificato di Eccellenza 2015 di Tripadvisor, grazie alle positive recensioni dei viaggiatori, il MAUTO affronta il tema della relazione tra mezzi di trasporto e viaggi, tra l’emozione della conoscenza e quella dell’attraversamento di confini, paesaggi, realtà molto diverse tra loro, con tutti i pregi delle diversità e i pericoli connessi all’esplorazione di luoghi di cui spesso poco si sapeva prima.

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Ma accanto alle macchine e ai mezzi di trasporto protagonisti di questi viaggi ci sono gli uomini e le donne che hanno affrontato quegli straordinari spostamenti, immortalandone i passaggi salienti sulla pellicola di una macchina fotografica o affidando i propri pensieri, valutazioni, visioni alle pagine dei diari personali.

All’interno della mostra, un posto speciale avrà questa sera l’incontro con Günther Holtorf, che la BBC ha definito il più grande viaggiatore di tutti i tempi. In effetti, difficile trovare una persona che in 26 anni viaggi attraverso i cinque continenti a bordo della stessa vettura, una Mercedes 300 GD, percorrendo 900.000 mitici chilometri. Questa macchina, che ‘parla’ tutte le lingue del mondo, il globetrotter tedesco l’ha ribattezzata ‘Otto’.

L’avventura di Holtorf inizia nel 1989, quando l’uomo, originario di Göttingen e manager della Lufthansa, decide di averne abbastanza del lavoro in ufficio, dove ha passato 30 anni, e partire con la terza moglie, Beate, per un viaggio in macchina. Prima tappa: Africa. Nel continente nero Günther e Beate contraggono cinque volte la malaria, ma il virus più pericoloso è quello che demolisce il loro matrimonio.

A quel punto, Günther (all’epoca 54enne) è nella condizione di voler continuare a viaggiare, ma non ha alcuna intenzione di farlo da solo. Compra uno spazio negli annunci del quotidiano ‘Die Zeit‘ per cercare una compagna di viaggio che gli faccia compagnia. Risponde Christine, madre single di 20 anni più giovane, che inizia a viaggiare con lui. Tappa successiva prevista: due anni di viaggio. Christine diventerà poi la sua quarta moglie.

È Christine che battezza il fuoristrada Mercedes 300 GD Wagon “Otto”, che nel frattempo è stato trasformato in una specie di casa ambulante. Diventa protagonista dei viaggi della coppia, fronteggiando ogni avventura, qualche guasto meccanico o gli inevitabili incidenti: come un ribaltamento in Madagascar. Così Günther e Christine si portano a zonzo anche 450 ricambi vari. Ma il motore è ancora quello originale, motivo di vanto per la casa della Stella a Tre Punte, che lo espone oggi nel proprio Museo di Stoccarda.

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Christine e Günther nel 1993 sono in Africa quando il contachilometri di “Otto” passa il traguardo dei 100.000 chilometri, che in Sudamerica, cinque anni dopo, sono già diventati 200.000. Il viaggio però non si ferma ai quattro angoli del globo: dal Canada al Messico, dall’Alaska all’Australia. In Kazakhstan “Otto” ha 500mila km sul groppone, ma il viaggio prosegue verso l’Afghanistan, la Turchia, i Caraibi, Cuba. Tutti i paesi d’Europa.

Günther non si ferma neppure di fronte alle tragedie della vita: nel 2003 a Christine viene diagnosticato un tumore, che la costringerà a interrompere progressivamente i viaggi. A fianco di Günther, dal 2007, vi sarà Martin, il figlio della donna, che all’epoca dei primi viaggi aveva 10 anni e ora ne ha 27. Martin viene adottato nel 2010, quando Christine lascia questa terra e parte per il suo ultimo viaggio verso l’Eternità.

Così, Günther e Martin di dirigono verso Oriente, toccando Sri Lanka, Cina e Corea del Nord. Le ultime tappe sono Vietnam e Cambogia. Al rientro in Turchia tocca i 600mila km percorsi con Otto“.

L’ultima tappa è l’Europa, con un trionfale ritorno a Berlino, dopo quasi 25 anni in viaggio.

A 76 anni, Günther ha percorso a bordo di “Otto” 895mila km, ha visitato 215 Paesi, imbarcandosi su 113 tra traghetti e navi.

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La Mercedes 300 GD Wagon “Otto” è l’automobile che ha toccato più Paesi del mondo di tutta la storia dei mezzi di trasporto. Resterà probabilmente nella storia dell’umanità come l’auto che ha ‘sentito’ parlare buona parte delle lingue e dei dialetti del mondo, roba da farne messaggero di pace e conoscenza reciproca. Chissà se qualcuno alla Mercedes, leggendo queste note, non si faccia venire l’idea: parafrasando de Filippo, “adda ‘a passà a nuttata” dell’Umanità, divisa come mai nella storia in nome di Dio.

Intanto, come detto, fino al 7 giugno prossimo, c’è l’occasione di andare a salutare “Otto” al MAUTO e questa sera beati coloro che potranno ascoltare Günther, l’uomo delle mille storie, delle centinaia di viaggi, degli 895mila km e dell’unica Stella (a Tre Punte e di Stoccarda).

E chi andasse a visitare la mostra, si ricordi di recensire il Museo dell’Auto di Torino su Tripadvisor, dove i visitatori che l’hanno già fatto provenivano per il 68% dall’Italia, per il 5% dalla Francia, il resto dal Regno Unito, dall’America e dalla Svizzera al 3%.

Non sappiamo quanto consapevolmente, costoro hanno omaggiato il più straordinario strumento di libertà umana mai inventato: l’automobile.

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“Modus vivendi – Trame di viaggio”,

“Modus vivendi – Trame di viaggio”, Museo Nazionale dell’Auto di Torino, Corso Unità d’Italia, 40, Torino

Orari di apertura: Lunedì 10.00 – 14.00, pomeriggio chiuso; Martedì mattino chiuso, pomeriggio 14.00 – 19.00; Mercoledì, giovedì e domenica 10.00 – 19.00; Venerdì e sabato 10.00 – 21.00. Ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura.

Costo dei biglietti:

  • intero 12,00 euro
  • ridotto 8,00 euro (over 65; dai 6 ai 14 anni; disabili; gruppi oltre le 15 persone; studenti universitari con tesserino; soci ACI, ACS, ASI, ATA, ICOM, TCI, Cedas, Ugaf, Ex Allievi Fiat, Gruppo Dirigenti Fiat, Forze Armate, VV.FF, Cral S. Giovanni/Molinette; PYOU Card; CNA e Camera di Commercio di Torino); Scuderia Ferrari Club; Biblioteca Civica “Giovanni Arpino” di Nichelino; Biblioteca Civica di Borgaro Torinese; Manageritalia; Associazione B&B ScopriPiemonte;  Fiat 500 Club Italia.
  • ridotto 8,00 euro a chi si presenta con il biglietto di: Museo A come Ambiente; Museo Casa Enzo Ferrari (MO); Museo Diocesano di Torino; Museo del Paesaggio Sonoro di Riva presso Chieri (TO); Museo Nicolis di Villafranca di Verona; con il biglietto del Bus City Sightseeing. A chi si presenta con la carta d’imbarco di un volo Alitalia effettuato fino a 10 giorni prima dell’accesso alla biglietteria del Museo; coupon Qui!Cultura.
  • scuole 2,50 euro
  • Gratuito (minori di 6 anni; giornalisti con tesserino dell’Ordine; possessori dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte e Torino + Piemonte Card)

Per i gruppi oltre le 15 persone è richiesta la prenotazione.

 

John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.