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Quel regalo che vorremmo da Michael Schumacher (o forse da Qualcuno più in Alto…)

Al secondo compleanno della sua vita sommersa nel silenzio, il Kaiser della Formula 1 è ancora ai box, in attesa che qualcosa scatti dalla Regia e un evento eccezionale lo ridia alla sua famiglia e a chi lo ha amato, lo ama e lo amerà sempre…

Michael Schumacher ha compiuto il suo secondo compleanno nel mondo dei sogni, tra Morfeo e San Pietro, e neanche quest’anno ha fatto un gran regalo alla sua famiglia amatissima e agli appassionati che lo hanno amato, lo amano e lo ameranno sempre. A prescindere.

In genere il regalo di compleanno si fa al festeggiato, non si aspetta da chi compie gli anni. Vero, verissimo. Ma con Schumacher il Regalo ce lo aspettiamo incartato da lui, ma confezionato da Qualcun Altro.

Per inciso, siamo dei romantici illusi: sappiamo tutti che Schumy non tornerà quasi sicuramente dal suo viaggio, che non smetterà più di preparare l’assetto migliore, che non ci sorriderà più con quel mento un po’ storto che ci ricorda Antonio de Curtis, Totò.

Se però c’è una speranza che il pilota più vincente della Storia della Formula 1 possa ricevere un Regalo dalla Regia, così come a questa speranza è attaccata la famiglia, figurarsi se non siamo attaccati noi, semplici osservatori della vita altrui, appassionati cultori della materia motoristica, innamorati del Rosso della Bassa che tinge le pelli esterne dei Cavallini di Maranello.

Così, come nel segreto di ogni redazione è conservato l’atto finale di questa storia meravigliosa e maledetta, con lo stesso pudore conserviamo una preghiera, una richiesta, un auspicio, perché un Lampo di Genio, un Soffio di Vita, un Tocco Miracoloso rimetta in moto il nostro Schumacher, magari anche un po’ ammaccato, ma capace di dire a tutti noi: “racazzi, ce lo fatta anke questa folta”.

L’illusione della passione.

Noi non demordiamo, Michael, ma tu non mollare. Campione per sempre.

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.