In Bahrain Alonso cerca il bis, Vettel e Räikkönen il riscatto

Dopo Shanghai, la F1 torna subito in pista in Bahrain, ma con qualche problema di ordine pubblico. Manifestazioni di piazza disturbano l’antivigilia delle prime prove libere, Anonymous minaccia di far saltare il sito ufficiale della F1

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Dopo soli cinque giorni dalla vittoria di Fernando Alonso sul circuito di Shanghai, la F1 torna subito in pista a Manama, nell’isola-Stato del Bahrain, per il quarto appuntamento del campionato. Il tracciato sorge in una zona desertica a pochi chilometri della capitale e costituisce una tappa importante del mondiale fin dal 2004. Le vie di fuga sono sottoposte ogni anno a trattamenti di fissaggio con speciali spray, per evitare che la sabbia si depositi in grande quantità sul manto d’asfalto.

Il circuito è stato finanziato dal principe Salman bin Hamad Al Khalifa ed è stato progettato da Hermann Tilke, architetto di fiducia di Bernie Ecclestone. Lungo 5.412 metri, il tracciato presenta quindici curve di vario raggio e quattro rettilinei, che danno ampia possibilità di superare ai piloti. Nel 2007 la FIA lo ha insignito del premio per l’eccellenza della sicurezza, un riconoscimento al grande lavoro di prevenzione fatto dal management della struttura.

Pirelli porterà a Sakhir le due mescole più dure, le PZero Orange Hard e le White Medium, scelta dettata dalle alte temperature previste per il fine settimana bahariota, che metteranno a dura prova le gomme. La presenza della sabbia e le curve veloci del layout di Sakhir sono ulteriori elementi che hanno fatto propendere i vertici della casa milanese per una scelta conservativa sui compounds.

Analisi Pirelli per il Gran Premio del Bahrain

Il circuito presenta sei differenti layout nella sua articolazione, utilizzati a seconda della competizione ospitata. La F1 ha sempre corso nel “Tracciato Gran Premio”, eccezion fatta per il 2010, quando il Circus iridato corse su quello “Endurance”, destinato a gare di durata. In quell’edizione la gara fu vinta da Fernando Alonso, che allora colse il primo successo al volante di una Ferrari.

Nel 2011, data la difficile situazione politica del Paese, il gran premio fu in un primo momento posticipato a data da destinarsi; poi la FIA – nel permanere dell’incertezza sull’ordine pubblico e a seguito di minacce precise – decise di cancellarlo definitivamente dal calendario. Alcuni organi di stampa inglese criticarono la scelta fatta da Jean Todt e dalla FIA, ritenendo che le frizioni interne allo Stato arabo non avrebbero potuto danneggiare in alcun modo lo svolgimento della manifestazione. Il GP di Sakhir tornò in calendario nel 2012, anche se la situazione socio-politica del Bahrain rimane instabile e sembra difficile possa risolversi a breve.

Anche quest’anno, la minoranza protestataria verso il regno degli Al Khalifa mette in pericolo lo svolgimento del Gran Premio, supportata perfino da Anonymous, che minaccia di mandare in tilt il sito ufficiale della F1 e di supportare la protesta, dietro cui ci sarebbero ambienti sciiti di origine iraniana, intenzionati a mettere in difficoltà la famiglia regnante per impossessarsi del Paese. Anonymous ha intimato a Ecclestone di non fare svolgere la gara, pena ritorsioni mediatiche di grande impatto. Ecclestone sembra deciso a non dare alcun peso a queste minacce.

Dopo la vittoria nel GP della Cina colto pochi giorni fa, Fernando Alonso punta al bis per superare Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, i quali lo precedono in classifica piloti. Il tedesco, reduce da un Gran Premio al di sotto delle aspettative, punta all’immediato riscatto, per poter distanziare nuovamente i principali rivali al titolo.

La Ferrari invece spera in un altro acuto dei suoi alfieri, per agguantare di nuovo il primo posto nella classifica costruttori, perso in Malesia e riavvicinato a Shanghai con il successo dell’asturiano e il piazzamento di Felipe Massa.

Stando alle cifre delle prime otto edizioni del GP, il Bahrain può essere considerato un feudo Ferrari. La Scuderia modenese ha infatti trionfato in quattro edizioni, contro le due della Renault e le singole vittorie colte da Brawn GP nel 2009 e Red Bull nel 2012.

Sul fronte piloti, Fernando Alonso è il driver più vincente con tre successi all’attivo (due con Renault e uno all’esordio con la Ferrari). Alle spalle dell’asturiano troviamo Felipe Massa, con due centri ottenuti nel 2007 e 2008 al volante della Ferrari. Un successo a testa per Sebastian Vettel (Red Bull), Jenson Button (Brawn GP) e Michael Schumacher, vincitore dell’edizione inaugurale nel 2004, sempre su una monoposto del Cavallino Rampante.

Il weekend del GP del Bahrain sarà trasmesso in diretta e in esclusiva su Sky Sport F1 HD. La Rai invece trasmetterà l’evento in differita. Di seguito gli orari del fine settimana a Sakhir (ora italiana).

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F1, GP del Bahrain- Timing ufficiale

Venerdì 19 aprile 2013

Prove libere 1, ore 9:00 – 10:30 (diretta Sky Sport F1 HD)

Prove libere 2, ore 13:00 – 14:30 (diretta Sky Sport F1 HD)

RaiSport 1 trasmetterà una sintesi delle prove libere alle ore 22:30

Sabato 20 aprile

Prove libere 3, ore 10:00 – 11:00 (diretta Sky Sport F1 HD)

Qualifiche, dalle ore 13:00 (Sky Sport F1 HD)

La Rai trasmetterà la differita integrale delle qualifiche dalle 17:45 su Rai 2

Domenica 21 aprile

Gara, dalle ore 14:00 (diretta su Sky Sport F1 HD)

La Rai trasmetterà la differita integrale della gara dalle 21:00 su Rai 2

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@GiacomoRauli

Giacomo Rauli

Studio comunicazione, ho la passione delle auto in ogni forma e maniera. Il mio interesse per il giornalismo mi dà la possibilità di occuparmene. Su THE HORSEMOON POST scrivo di F1, Mondiale Rally e automobili, in fondo è un modo diverso per continuare a giocare con le macchinine...

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