GMG, il Papa invita giovani e anziani a rafforzare la famiglia, fulcro per costruire il futuro

L’invito in occasione della festa di Sant’Anna e San Gioacchino, “i nonni di Gesù”. Ieri agli argentini presenti a Rio ha detto che la civiltà di oggi esclude giovani e anziani, entrambi importanti per il futuro della società. La confessione a cinque giovani della GMG e l’incontro con alcuni giovani detenuti. La lunga amicizia di Francesco con i giovani carcerati di Buenos Aires

20130726-papa-ragazza-1_780x500

Rio del Janeiro – Nella festa di Sant’Anna e San Gioacchino, i nonni di Gesù, Papa Francesco ha lanciato un messaggio a favore della famiglia, per il dialogo fra generazioni, indispensabile per costruire una società più umana.

Lo ha fatto invitando tutti a recitare l’Angelus. Parlando dal balcone del palazzo arcivescovile di Rio, Bergoglio ha detto: «una bellissima espressione popolare della fede è la preghiera dell’Angelus [in Brasile, l’Ora di Maria]. È una preghiera semplice da recitarsi in tre momenti caratteristici della giornata che segnano il ritmo delle nostre attività quotidiane: al mattino, a mezzogiorno e al tramonto. Ma è una preghiera importante; invito tutti a recitarla con l’Ave Maria. Ci ricorda un evento luminoso che ha trasformato la storia: l’Incarnazione, il Figlio di Dio si è fatto uomo in Gesù di Nazareth».

Papa Francesco ha poi ricordato che oggi ricorre la festa dei Santi Gioacchino e Anna, genitori della Vergine Maria, i nonni di Gesù. «Nella loro casa è venuta al mondo Maria, portando con sé quello straordinario mistero dell’Immacolata Concezione; nella loro casa è cresciuta accompagnata dal loro amore e dalla loro fede; nella loro casa ha imparato ad ascoltare il Signore e a seguire la sua volontà» ha detto il Pontefice, che ha affermato come Gioacchino e Anna facciano parte «di una lunga catena che ha trasmesso l’amore per Dio, nel calore della famiglia, fino a Maria che ha accolto nel suo grembo il Figlio di Dio e lo ha donato al mondo, lo ha donato a noi».

Un esempio imperituro, quello della famiglia di Maria, che giunge oggi, in tempi in cui la famiglia è messa in discussione nel suo modello più vero, originario, fondante. La famiglia è «luogo privilegiato per trasmettere la fede!», agente fondamentale per dare alla prole un’adeguata educazione religiosa. Gioacchino e Anna come prototipi di nonni affettuosi: «oggi, in questa festa dei santi Gioacchino e Anna, in Brasile come in altri Paesi, si celebra la festa dei nonni. Quanto sono importanti nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanità e di fede che è essenziale per ogni società! E come è importante l’incontro e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all’interno della famiglia».

«I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita» ha affermato Papa Bergoglio, nel richiamare un passo (n. 447) del Documento di Aparecida. «Questo rapporto, questo dialogo tra le generazioni è un tesoro da conservare e alimentare! In questa Giornata della Gioventù, i giovani vogliono salutare i nonni. Li salutano con tanto affetto e li ringraziano per la testimonianza di saggezza che ci offrono continuamente» ha aggiunto.

Prima della recita dell’Angelus, stamane il pontefice è andato al parco “Quinta da Boa Vista”, un’area che ospita il Bioparco di Rio de Janeiro e l’omonimo Museo nazionale. Qui ha confessato alcuni giovani della Gmg, tre ragazze e due ragazzi, di lingua spagnola, italiana e portoghese. Non è la prima volta che Francesco celebra in pubblico il sacramento della riconciliazione: lo ha già fatto nella sua visita alla parrocchia di Prima Porta a Roma, lo scorso maggio.

Una delle ragazze, Claudia, italiana, che si è accostata al sacramento, ha poi detto di essere stata «molto emozionata, ma anche tranquilla» e che le parole semplici del papa «servono a far capire ai giovani della GMG qual è il progetto di Dio su ognuno di loro».

Subito dopo il papa si è recato all’arcivescovado, dove ha incontrato alcuni giovani detenuti, accompagnati dai loro assistenti. La cura e il rapporto con i giovani in prigione è una costante di Francesco. Il suo primo Giovedì Santo da Papa, nel marzo scorso, ha voluto celebrare la messa in Coena Domini con i giovani del carcere di Casal del Marmo. Padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, ha rivelato in conferenza stampa che il Papa ancora adesso, ogni 15 giorni, telefona ad alcuni giovani detenuti di Buenos Aires, coi quali è amico da molto tempo.

Un esempio che dovrebbe essere seguito da ogni cristiano, per senso utilitaristico: aiutando i detenuti a rivedere la propria vita, a imparare dai propri errori, con l’aiuto cristiano, si può fondare la speranza di costruire una società meno amareggiata e più partecipativa.

(fonte AsiaNews)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: