La notte del giudizio, l’America e le sue idiosincrasie

James DeMonaco imbastisce un thriller distopico in cui le angosce di una nazione vengono a galla

The-Purge-

Nel 2022 il governo degli Stati Uniti d’America, composto da dei nuovi fantomatici Padri Fondatori, gode di una prosperità inedita, in cui la crisi economica è solo un lontano ricordo e la criminalità è scesa fino all’1%. Questo perché è stato istituito un periodo annuale di dodici ore denominato “Purificazione” in cui a tutti i cittadini è permesso qualsiasi crimine, di sfogarsi e “purificarsi” da tutta la rabbia repressa nel corso dell’anno. In questo modo i più deboli (la maggior parte dei senzatetto) vengono spazzati via dalla società, che così può continuare la sua scalata verso il benessere.

James Sandin ha tratto un vantaggio enorme dalla nuova situazione, costruendo sistemi di sicurezza per coloro che non vogliono partecipare al massacro; la fatidica notte si trincererà in casa con la propria famiglia, ma il figlio più piccolo darà istintivamente asilo a un fuggitivo. I carnefici busseranno alla porta di Sandin chiedendo a gran voce la propria designata vittima, così inizierà una strenua difesa dell’abitazione che metterà in dubbio le certezze di Sandin verso un sistema considerato essenziale per la stabilità della società. 

Già dalla semplice e scarna premessa iniziale di questa società distopica riusciamo a carpire l’efficacia di un prodotto come The Purge (da oggi nelle sale italiane); la sua semplicità è infatti il suo pregio migliore, la sua ricostruzione appare tanto fantastica quanto credibile e angosciante. In un mondo, quello attuale, in cui la situazione economica la fa da padrone, non può non risultare plausibile un cambiamento così drastico al fine di garantire un maggior equilibrio tra la popolazione e il mondo del commercio galoppante. Così, come in un racconto che strizza l’occhio a Orwell e che sembra il passo successivo alle turbe di Philip K. Dick (lì era lo stato di polizia, qui è la popolazione stessa a diventare carnefice) lo spettatore sarà trascinato in questo vortice di follia collettiva che sa essere assurdo, ma che non potrà condannare definitivamente.

James DeMonaco interroga non solo l’America e le sue idiosincrasie, una società condizionata in maniera esagerata dal suo amore/odio per le armi, ma il mondo intero. La seconda parte del film è un chiaro intento di mostrare la (scontata) direzione da prendere per non affogare nel cinismo totale. 

Metafore sociali a parte (il thriller-horror è maestro in questo genere di cose), DeMonaco infonde anche del sano vecchio divertimento nel suo The Purge, fornito dalla costruzione calibrata della tensione nel prosieguo della vicenda, una sorta di omaggio ai classici revenge-movie o al western più smaccato. Il fascino iniziale è quindi solo un pretesto per innescare un meccanismo dosato alla perfezione tra adrenalina e suspense (non molta ma ottima).

VOTO : 7     

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Il trailer ufficiale italiano

http://www.youtube.com/watch?v=W5jGKGo_6Ok

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