Egitto, la Casa Bianca valuta il nuovo corso e non sospende gli aiuti militari. Ordine di arresto per islamisti, domani manifestazione pro-Morsi

Dopo l’insediamento del governo provvisorio, Washington per il momento non interrompe gli aiuti militari e invierà altri 4 caccia F-16. Dopo la decisione di El Beblawi di avviare i lavori per la formazione del nuovo governo, i Fratelli Mussulmani hanno diffuso un appello per una marcia da un milione di persone, ma la stragrande maggioranza dei manifestanti è “arruolata” ad arte

Swamp Fox in flight

Due giorni fa, il presidente provvisorio della repubblica egiziana, Adly Mansour, ha nominato l’ex ministro delle Finanze, Hazem el-Beblawi, capo del governo di transizione e l’ex numero uno dell’Aiea, Mohamed El Baradei, vicepresidente, con delega agli Affari esteri. Il partito salafita Nour ha riferito che avrebbe appoggiato la nomina di El-Beblawi (nella foto in basso).

20130711-Hazem-el-Beblawi_620x387Subito dopo, la procura generale egiziana ha emesso un mandato di arresto per una decina di esponenti dei Fratelli Musulmani e di altri gruppi islamisti, tra i quali la guida suprema della Fratellanza, Mohamed Badie. Lo ha rivelato il quotidiano al-Ahram, secondo cui i dieci sono accusati “di istigazione alla violenza e all’omicidio”.

Le elezioni presidenziali «si svolgeranno entro un tempo massimo di sei o sette mesi», ha spiegato il confermato ministro egiziano degli Esteri, Mohamed Kamel Amr, in un’intervista alla Cnn.

Intanto La Casa Bianca sta monitorandola la situazione in Egitto, ma al momento non interromperà gli aiuti militari. Emerge da una dichiarazione della presidenza. «Stiamo valutando come le autorità stanno gestendo l’attuale situazione», ha dichiarato Jay Carney,  portavoce di Obama, rispondendo alle domande dei giornalisti statunitensi sulla posizione americana nei confronti del nuovo corso egiziano.

Fonti dell’amministrazione americana citate dai media, hanno precisato che non sarà interrotta la prevista fornitura all’Egitto di quattro aerei F-16, che costituisce parte di un accordo più ampio per la consegna di 20 caccia oggi costruiti dalla Lockheed Martin già consegnati a gennaio. Altri otto dovrebbero essere consegnati a dicembre.

Finora il presidente americano Barack Obama e il Dipartimento di Stato hanno evitato di usare l’espressione “colpo di Stato” per descrivere la situazione in Egitto, definizione che comporterebbe la cessazione degli ingenti aiuti destinati all’esercito egiziano, circa 1,3 miliardi di dollari l’anno.

Sono emersi in questi giorni elementi tali da confermare come l’amministrazione Obama abbia in modo oggettivo sostenuto la svolta islamista impressa dal deposto presidente Mohamed Morsi, esponente di punta dei Fratelli Musulmani, un’organizzazione definita terrorista o favorente il terrorismo islamista.

La tensione nel Paese rimane alta. Domani, primo venerdì di preghiera del mese sacro di Ramadan, i sostenitori di hanno convocato una grande manifestazione contro l’attuale governo definito “usurpatore”. Lo ha confermato il quotidiano egiziano al Ahram, nell’edizione online

Nella notte l’Alleanza Nazionale per il Sostegno alla Legittimità, guidata dalla Fratellanza Musulmana cui appartiene Morsi, ha infatti diffuso un appello per una marcia da un milione di persone.

Nel suo appello, l’Alleanza promette di continuare la lotta per riportare Morsi al potere, “malgrado il sanguinoso massacro, l’ondata di arresti, le false accuse e la chiusura arbitraria dei canali televisivi” islamisti. Il riferimento è alla sparatoria davanti al quartiere generale delle guardie presidenziali, in cui sono morti una cinquantina di manifestanti, e agli arresti di leader islamisti.

Va ricordato tuttavia che alle elezioni presidenziali Morsi vinse con il 51% dei suffragi, con uno scarto di 800 mila voti, in una tornata in cui si recarono alle urne poco meno di 14 milioni di aventi diritto.

Nell’ultima settimana di giugno, il movimento di giovani democratici Tamaroud (I Ribelli, ndr) hanno raccolto ben 25 milioni di firme, durante le manifestazioni popolari che hanno poi spinto l’Esercito al “pronunciamento” e alla destituzione del presidente con un colpo di mano civile e costituzionale, contro la deriva violenta e islamista dei Fratelli.

In questi giorni da più fonti indipendenti – come anche ha rilevato l’inviato della Rai Marc Innaro – è stato provato che le “folle oceaniche” a sostegno delle manifestazioni islamiste pro Morsi sono state costituite in netta prevalenza da persone arruolate di proposito, alle quali è stato “garantito” una “paga” di Cento Lire Egiziane per ogni giorno di manifestazione, oltre al vitto e all’alloggio in tende (ma senza servizi igienici). Una forma particolare di bed & breakfast islamista, coerente con l’obiettivo di destabilizzare un Paese chiave nell’Africa Mediterranea come l’Egitto.

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