Alonso alla Red Bull? Ma quando mai… Flavio Briatore nega la “sete” per la “bibita” austriaca…

L’ex team manager della Renault mette la parola “fine” sulle speculazioni degli ultimi giorni? O è solo tatticismo per una buona uscita dolorosa per la Ferrari? Mercato in ebollizione… Antony Hamilton a Maranello, per proporre Paul di Resta, Jenson Button che lascerebbe la McLaren… una reazione a catena prossima ventura?

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Flavio Briatore, in un’intervista a “La Gazzetta dello Sport” ha negato che Fernando Alonso sia tentato dal trasferirsi a Milton Keynes, alla Red Bull, perché resta legato per il futuro alla Ferrari. «Ha un contratto e i contratti si devono rispettare» ha affermato Briatore. «Non è tentato di andare da niente» ha aggiunto, alla domanda se Alonso fosse accattivato dalla possibilità di sedersi sul sedile che Mark Webber lascerà libero a fine anno.

Il manager cuneese ha commentato anche i rilievi di Alonso sulla Ferrari e il conseguente “rimbrotto” di Montezemolo. «È normale per un pilota desiderare di guidare una macchina competitiva e che il team debba lavorare sodo per fornirgliela» ha detto «fine della storia» ha aggiunto, spiegando che «Alonso non ha mai detto di volere lasciare la Ferrari e il binomio Ferrari-Alonso rimane vincente».

Briatore ha poi ricordato che Alonso ha perso per la seconda volta consecutiva il titolo all’ultima corsa, anche per sfortuna. «Dopo un testacoda come quello di Vettel, si solito il motore si spegne, ma così non fu» ha rammentato, ripercorrendo il tema fortuna/sfortuna che sembra molto in auge nel clan di Alonso.

Alonso sarebbe anche pronto ad accettare di avere un compagno di squadra più combattivo accanto a lui, se la Ferrari credesse di dover rimpiazzare Felipe Massa, ma Briatore però non spiega che Alonso alla Ferrari ha marcato il territorio in modo tale da imporre al pilota brasiliano una condizione subordinata ai suoi obiettivi, fin dal GP di Germania, con quel messaggio radio “it’s ridiculous” che poi spinse a cancellare il divieto di ordini di scuderia, allora in vigore.

20130802-fernando-alonso_300x220Sui dissidi tra Alonso e Hamilton nel 2007, Briatore ha addebitato alla McLaren le colpe di non aver saputo gestire due piloti forti, dimenticando evidentemente la reazione di Ron Dennis al comportamento di Alonso alle qualifiche del GP di Ungheria di quell’anno, malgrado le successive correzioni e le spiegazioni su errate comunicazioni di strategia. «La McLaren fece di tutto per creare confusione» ha affermato Briatore.

Sul resto della stagione, l’ex manager della Renault di F1 ha riconosciuto che il vulnus della Ferrari è non consentire ad Alonso di partire nelle prime due file, chiave per consentire al pilota spagnolo di combattere per il titolo.

Il ragionamento di Briatore è del tutto in linea con la consolidata strategia tenuta sempre dal pilota di Oviedo, lanciare il sasso, nascondere la mano e aspettare quel che accade. La Ferrari sa che deve affrontare un problema serio, anche per il futuro, perché corre il rischio di pagare caro l’eccessivo spazio lasciato ad Alonso nell’influenzare le scelte del team.

L’ipotesi che Alonso passi alla Red Bull scatenerebbe un effetto a catena in grado di scombussolare il mercato piloti, che sembrava in qualche modo fermo, tranne il sedile della seconda Red Bull. Antony Hamilton nei giorni scorsi è stato a Maranello, probabilmente per proporre Paul di Resta al posto di Felipe Massa, il quale peraltro ha già da tempo dichiarato che smetterebbe di correre se non fosse disponibile il sedile di una monoposto di primo piano, in caso non venisse confermato da Maranello per il 2014.

Perfino Jenson Button è stato citato come possibile pilota della Ferrari nel 2014, nel caso Fernando Alonso se ne andasse alla Red Bull.

A volere leggere in modo più opportuno le parole di Flavio Briatore, queste sono negazioni-che-confermano: Alonso è pronto a lasciare la Ferrari, che non ha rispettato l’impegno di dare al pilota una monoposto competitiva (il riferimento sarebbe ai “contratti che si devono rispettare”). Ci sono clausole contrattuali che non devono necessariamente essere pubblicizzate, come abbiamo appreso di recente in materia di fornitura di gomme della Pirelli ai team impegnati nel mondiale di F1.

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