Tutti mecenati! Manca un milione di euro per restaurare la Nike di Samotracia

Il Louvre apre la campagna di donazioni per riportare allo splendore originario la bella Vittoria Alata

20130908-NIKEL’abbiamo sempre vista al culmine della maestosa e affollata scalinata Daru del Musee du Louvre ma, dallo scorso 3 settembre, la Nike di Samotracia non è più visibile ai visitatori poiché, da ottobre a maggio, sarà impegnata in un lungo restauro insieme allo scalone che l’ha ospitata.

Simbolo del museo più famoso del mondo insieme alla Venere di Milo e alla Gioconda di Leonardo, a cui si giunge proprio dopo aver visto la straordinaria Vittoria alata, la giovane dea, annunciatrice delle vittorie militari, non si trova in uno stato di degrado ma necessita di una pulitura per ritornare all’originaria bellezza. Come dichiarato da Ludovic Lauger del Dipartimento delle antichità greche, etrusche e romane: «il suo stato di salute non è cattivo, ma ha perso splendore. La statua si è considerevolmente scurita» a causa dell’eccessivo numero di visitatori – ben 7 milioni all’anno – il cui respiro e la cui inevitabile «sporcizia organica» – così definita dal Louvre – hanno favorito un ingiallimento della calce usata per uniformare il monumento, la riduzione del contrasto tra il bianchissimo marmo di Paros e il grigio con venature bianche di Lartos della nave su cui poggia la statua nonché una difficile distinzione tra le parti originarie e quelle aggiunte durante i restauri, quali un seno e parte di un’ala. 

Per cinque martedì, la Nike sarà smontata in 6 parti più i 17 della nave e portata nella vicina Sala dei Sette Camini dove 8 restauratori, sotto la supervisione di una commissione internazionale, interverranno su di essa. I lavori di restauro, a cui il Louvre pensa ormai da 15 anni, serviranno per monitorare lo stato di conservazione dell’opera, per reintegrare alcuni suoi frammenti rinvenuti nell’ultimo secolo e per ricostruire la sua storia e la sua location grazie al programma del Centre de Recherche e Restauration des Muses de France. Inoltre verrà rimosso lo zoccolo di cemento appoggiato sulla prua della nave che, nel 1934, venne aggiunto ai piedi della statua per dare maggiore slancio; è chiaro che uno dei maggiori obiettivi del restauro sarà quello di riportare la Vittoria alata a un aspetto più vicino a quello che doveva essere l’originario.

Il costo dell’intera operazione è di 4 milioni di euro di cui 3 sono già stati trovati grazie al sostegno di diversi sponsor tra cui, il principale, è Nippon Television. Il milione mancante sarà – si spera – recuperato attraverso «Tous mécènes!», una campagna di donazioni online che si concluderà il 31 dicembre; come già accaduto nel 2010 per le Tre Grazie di Cranach, acquisite grazie alla mobilitazione dal basso, il Louvre torna a stimolare il coinvolgimento e la generosità di tutti coloro che amano il bello e che vogliono, attraverso un contributo più o meno corposo, sostenere l’arte entrando a farne parte attraverso un click.

È così che il prossimo maggio potremo di nuovo ammirarla con il naso all’insù, imponente e leggera nel suo abito di marmo, con l’incredibile panneggio fluttuante costretto ad aderire al corpo della dea investita da un impetuoso vento che sembra di sentire sulla pelle. Come storditi dalla sublime bellezza, rimarremo inebriati di fronte alla perfezione della forma tridimensionale che prende vita dal chiaroscuro delle pieghe delle vesti, che giocano in vibranti trasparenze, dalle magnifiche ali tese al passare del vento, dal corpo proteso in avanti come in uno slancio vitale.

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