Cina: liberati 92 bambini vittime del traffico umano, effetti della legge sul figlio unico

In un’operazione di recupero gli agenti hanno salvato anche due donne e arrestato 301 trafficanti. I piccoli venivano rapiti nel sud e rivenduti in altre regioni. Un rapporto indipendente afferma che ogni anno nel Paese scompaiono 200mila bambini, ma appena lo 0,1% viene ritrovato. La politica di pianificazione familiare alimenta il traffico

A man is hand-cuffed by police after being caught for stealing, in a street in Qingchuan County

Pechino – La polizia cinese ha liberato 92 bambini rapiti da una rete di trafficanti di esseri umani. Gli agenti hanno salvato anche due donne e arrestato 301 persone coinvolte nel racket. Il ministero della Pubblica sicurezza ha parlato ieri dell’imponente operazione di recupero, che ha coperto 11 province del Paese. Secondo le autorità i trafficanti sequestravano i piccoli nelle province sud-occidentali dello Yunnan e del Sichuan per venderli in altre regioni.

La legge sul figlio unico e una normativa debole in materia d’adozioni – oltre alla povertà e alla tradizionale preferenza verso il figlio maschio – hanno alimentato il traffico di bambini. Molte famiglie comprano le vittime della tratta per impiegarle come manodopera a basso costo, domestici, o per dare una sposa ai propri figli non sposati. In altri casi, molti di questi bambini vengono venduti a famiglie che vogliono adottare, o costretti a prostituirsi.

Il ministero della Pubblica sicurezza ha rivelato che, lo scorso anno, le forze dell’ordine hanno liberato 24mila donne e bambini. Erano stati rapiti per essere venduti al mercato delle adozioni e della prostituzione.

Secondo un rapporto diffuso dalla China National Radio, emittente che trasmette in tutto il Paese, ogni anno in Cina scompaiono circa 200mila bambini. Di questi, solo lo 0,1% viene ritrovato e liberato dalle maglie del racket. 

(AsiaNews)

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