Felipe Massa salutato al Mugello da 15000 tifosi della Ferrari accorsi per le finali mondiali

Montezemolo: “Felipe, un vero ferrarista”. Il brasiliano sul tracciato toscano per l’ultima volta da pilota ufficiale del Cavallino Rampante. Almeno per la F1. Assente Fernando Alonso…, presente Marc Genè, che ha girato insieme al pilota brasiliano: line-up profetica per Stati Uniti e Brasile?

Felipe Massa scende dalla F10 con cui è entrato alla Stazione Leopolda di Firenze (Foto Ferrari Media)
Felipe Massa scende dalla F10 con cui è entrato alla Stazione Leopolda di Firenze (Foto Ferrari Media)

Al Mugello, le finali mondiali dei Ferrari Challenge sono state l’occasione annuale di ritrovo di tutti i ferraristi corsaioli del mondo e momento di incontro con il team di Formula 1, presente anche l’Amministratore Delegato del Gruppo Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne. Quest’anno l’evento ha avuto un sapore particolare, il saluto a Felipe Massa, che dal 25 novembre prossimo sarà un ex pilota della Ferrari nella massima serie automobilistica.

Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari, ha voluto ringraziare personalmente il pilota brasiliano per la sua carriera con la Scuderia di Maranello, non sfociata nel meritato titolo mondiale del 2008 solo per una serie di coincidenze non fortunate.

«Felipe è stato un vero ferrarista, avrà sempre un posto nella nostra storia, per i tanti Gran Premi che ha corso con noi, per le vittorie, per le pole position e per quei pochi secondi in cui è stato campione del mondo quel giorno in Brasile – ha detto Montezemolo – prima che si verificasse un sorpasso che a me è sempre sembrato un po’ strano».

«Abbiamo vissuto insieme momenti molto belli, altri molto difficili come quello dell’incidente di Budapest: sono stati anni molto intensi – ha ripercorso in sintesi il presidente della Ferrari – e io oggi ci tenevo a ringraziarlo pubblicamente dopo averlo fatto fra di noi, in privato» ha ammesso. «Credo che la decisione di separarci sia quella giusta, sia per noi che per lui: arriva il momento di cambiare, anche per trovare nuove motivazioni» ha poi detto Montezemolo, che ha espressamente augurato «a Felipe di ottenere grandi successi, a partire dalle ultime due gare di questo campionato», mentre per il «prosieguo della sua carriera in Formula 1 gli auguro il massimo» ma «ovviamente dietro ad una Ferrari».

«Credo che ci saranno molte possibilità di tornare insieme, perché la vita è lunga e lui fa sempre parte della nostra famiglia» ha poi dichiarato il presidente. «Quando si fa una separazione consensuale, nell’interesse di entrambe le parti, lo si fa serenamente, in maniera amichevole e costruttiva, come abbiamo fatto in quest’occasione» ha concluso Montezemolo nel saluto al pilota brasiliano, durante la cena di sabato sera tenuta per l’occasione alla Stazione Leopolda di Firenze.

Il giorno dopo, festa in circuito, con le finali dei Challenges. Anche in questo caso momenti indimenticabili, per ammissione del del pilota brasiliano. In oltre 15000 sono accorsi per salutarlo e per assistere alla Festa Ferrari, sfidando condizioni meteo non proprio miti. Pioggia, anche intensa, per lunghi tratti della giornata ha connotato lo scenario dove Massa fece il suo primo test in Formula 1, con la Sauber, nel lontano 2001. Dopo dodici anni si avvia a concludersi con tanta emozione una pagina di storia sportiva importante, sia per Felipe che per la Ferrari, un team in cui è cresciuto in tutti i sensi.

«Sono stato fortunato: ho avuto una bellissima carriera con la Ferrari, anche più lunga di quanto non avessi sognato all’inizio – ha detto Felipe nell’incontro con la stampa – Quando iniziai a correre in go kart da bambino avevo una tuta rosso Ferrari e questa è sempre stata la squadra per cui ho fatto il tifo: anche quando Senna era alla McLaren e Piquet alla Williams, io stavo per la Ferrari!» ha ammesso. «Ho iniziato il nostro rapporto nel 2001 e ho corso otto stagioni da pilota titolare: questa è una pagina importantissima della mia vita – ha riconosciuto il pilota brasiliano che ha poi detto di avere «tanti amici alla Ferrari» che  gli «mancheranno» così come gli «mancheranno delle belle giornate passate a Maranello in fabbrica». «Sono felice di quella che è stata la mia storia con il Cavallino Rampante».

Felipe Massa e Marc Genè: saranno loro a "difendere" i colori del Cavallino Rampante ad Austin e a Interlagos? (Foto Ferrari Media)
Felipe Massa e Marc Genè: saranno loro a “difendere” i colori del Cavallino Rampante ad Austin e a Interlagos? (Foto Ferrari Media)

Sabato sera poi l’omaggio dei clienti in occasione della cena di gala alla Stazione Leopolda di Firenze, aperta dall’arrivo di Felipe a bordo di una monoposto di Formula 1 e conclusa da un applauso lungo dieci minuti, il vero sigillo ufficiale a una carriera in Ferrari che è stata la più leale dei piloti bazzicati per Maranello finora.

Domenica l’abbraccio dei tifosi e di tutto il team sul circuito dove Massa “si vestì” di rosso per la prima volta: il Mugello. «Sono ricordi che porterò sempre con me, come quelli dei tanti momenti belli vissuti insieme, a cominciare dalle vittorie – ha ammesso Felipe – Penso ad esempio ai successi ad Interlagos, perché per un brasiliano vincere la corsa di casa è qualcosa di straordinario. Certo, sono arrivato a sfiorare il sogno, cioè vincere il mondiale davanti al mio pubblico, ma non è in quel Gran Premio che persi il titolo nel 2008: quando arrivi secondo per un punto il momento decisivo può essere stato in tanti posti, penso ad esempio a Singapore oppure a Budapest o ad altri ancora…». Solo per ricordarlo, dice un noto claim…

Felipe porterà a casa non solo i ricordi incisi nella sua memoria, ma anche qualcosa di più tangibile. Al termine dell’esibizione al volante della F10, svolta insieme al terzo pilota Marc Gené, al pilota brasiliano è stata consegnata dal presidente Luca di Montezemolo, dal vicepresidente Piero Ferrari e dall’amministratore delegato Amedeo Felisa una coppa speciale, con incisi i nomi degli undici Gran Premi da lui vinti nella sua carriera in rosso. Un complemento d’arredo un po’ ingombrante, visto che la coppa è alta un metro e venti centimetri, ma certo Felipe saprà come valorizzarla a casa propria e nel suo cuore.

In conferenza stampa finale, una battuta di Luca di Montezemolo ha fatto sorridere, ma ha necessitato una precisazione. «Ve lo ha già detto l’annuncio?» ha chiesto ironicamente Montezemolo, per poi aggiungere «Dobbiamo essergli vicino perché lui ha pensato giorno e notte che dopo la Ferrari non se la sente più di sedersi in nessun’altra macchina e quindi a meno di cose clamorose lascerà la F1». Dopo i primi imbarazzati istanti, che hanno colto gli astanti impreparati, il presidente della Ferrari ha precisato che stesse scherzando, sciogliendo un ambiente che si era gelato.

Non si può non rilevare che alla giornata – un appuntamento importante per la Ferrari, sia come costruttore di automobile che come team di Formula 1 – non si sia visto Fernando Alonso. Non sappiamo se il pilota spagnolo risenta ancora in modo tanto importante delle conseguenze del “colpo” subito ad Abu Dhabi, nel superare Jean-Eric Vergne, ma fatto sta che non c’è alcuna traccia del pilota spagnolo neanche nei comunicati ufficiali di Maranello.

Questo, ad occhi maligni dei giornalisti, potrebbe significare molte cose, ma soprattutto che le conseguenze dell’incidente di Yas Marina sono più serie di quanto ammesso, sicché davvero Alonso rischia di saltare gli ultimi due appuntamenti del mondiale 2013 in Texas e in Brasile. Se così fosse, aver fatto girare Marc Genè al Mugello significherebbe più della partecipazione allo show annuale del Cavallino Rampante, ma un test profetico sulla line-up Ferrari al Gran Premio degli Stati Uniti, di domenica prossima, e al Gran Premio del Brasile del 24 novembre prossimo. Sicché Anna Re ieri, nel suo articolo di commento al forfait di Kimi Räikkönen, non avrebbe preso affatto lucciole per lanterne…

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La cena di gala alla Stazione Leopolda a Firenze, sabato sera

 

Il tributo a Felipe Massa al Mugello

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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