Alluvione in Sardegna: ricorriamo all’emergenza per rincorrere l’emergenza

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, l’intervento di un giovane professionista di Gela, liberale e liberista

Alluvione in Sardegna: ricorriamo all’emergenza per rincorrere l’emergenza

di Eugenio A. Catania**

Dopo ogni calamità si moltiplicano gli appelli alla raccolta di fondi, ma lo Stato famelico avrebbe le risorse per la prevenzione e per affrontare le emergenze, se solo fosse amministrato bene

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L’alluvione avvenuta in Sardegna nei giorni scorsi porterà per l’ennesima volta Trasmissioni televisive, Giornali e altri Media a sollecitare gli italiani alla donazione di denari. Mendicheranno un euro o poco più, attraverso numeri speciali e conto correnti, tutto per alimentare il grande business della carità.

Questa gente sarà disposta a farci sentire  in colpa, utilizzando se necessario immagini strazianti di persone che vivono al freddo e al gelo, al fine di instillare in noi la convinzione della necessità del nostro contributo.

Eppure, più del 54% della ricchezza del sistema economico privato italiano viene assorbita dalla macchina pubblica dello Stato Centralista.

Stato che giustifica la sua esistenza per l’utilità che dovrebbe garantire ai cittadini, svolgendo i servizi che i privati non potrebbero e/o non vorrebbero effettuare, quindi come la manutenzione di Canali, argini, infrastrutture, giustizia, sanità e fondi per le emergenze.
L’esperienza di queste tragedie  disvelano la verità, cioè che lo Stato (almeno quello italiano) non fa mai nulla dei suoi compiti ordinari.

L’operazione che la comunicazione farà anche questa volta, sarà quella di far rientrare la questione nel cliché “dell’italiano popolo di pasticcioni” che poi rimedia gettando il cuore oltre l’ostacolo. No, gli italiani sono un popolo fraudato e depredato da uno Stato che ha perso il senso della misura.

Come ha avuto modo di dire Oscar Giannino lo Stato è drogato. Drogato di entrate in crescita, per sostenere spesa in crescita. Come tutti i drogati, concepisce e persegue solo l’aumento delle dosi.

Decidiamo di aiutare questa Italia, facciamola uscire dal tunnel questa tossicodipendente.  Non inviamo risorse a questo tossico, aiutiamolo ad aiutarsi da solo. Nel 54% della ricchezza che gli lasciamo c’è abbastanza per trovare fondi per la ricostruzione e per effettuare le manutenzioni preventive prime di ulteriori tragedie.

**Dottore in legge

separatore_redazioneNota

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