Bergamo, nozze combinate tra un trans brasiliano e una bergamasca. Con sorpresa finale…

Il consigliere comunale celebrante non aveva neanche concluso la lettura del primo articolo del Codice Civile, quando nella Sala della Caccia di PalaFrizzoni sono entrati dei chierichetti laici vestiti di nero: i Carabinieri… Tutti denunziati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

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Bergamo – Giacomo Angeloni, consigliere comunale e responsabile di integrazione e diritti del Pd di Bergamo, aveva detto poco prima le ultime parole famose: “le prime nozze dell’anno portano sempre fortuna“. Poi aveva iniziato a leggere il primo articolo del Codice Civile, quando nella Sala della Caccia di PalaFrizzoni, sede del municipio di Bergamo, hanno fatto irruzione sei chierichetti laici del tutto particolari.

Indossavano infatti un abito nero, con degli strani fregi e una fiamma su un copricapo di tipo militare: erano infatti i carabinieri di Alassio e di Bergamo, che hanno bloccato la cerimonia e portato via i presenti per un “rinfresco” fuori programma. Dritti in camera di sicurezza…

È accaduto a Bergamo, nell’ambito di un’indagine complessa sul racket dei transessuali e sull’immigrazione clandestina, favorita grazie a matrimoni combinati, finalizzati all’acquisto della cittadinanza.

Questa volta a sposarsi erano il brasiliano Cleber Francisco Da Silva e la bergamasca Simona Vanoli, assistiti da due testimoni di eccezione: un altro brasiliano per lui – in realtà compagno del transessuale – e un marocchino per lei, in realtà un perfetto sconosciuto. Nessun altro.

Tutti sono finiti al comando dei carabinieri, dove l’aspirante moglie, disoccupata e da tempo vivente di espedienti, è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due brasiliani sono invece stati trasferiti al comando provinciale di Savona.

Del matrimonio interrotto i Carabinieri avevano avuto contezza grazie all’attività investigativa e a seguito di intercettazioni telefonica. Così, è stato facile raccogliere alcune informazioni e fare gli opportuni accertamenti, per procedere alle misure di prevenzione per i protagonisti di questa finta storia d’amore.

Tutto però rimane con un alone di mistero, perché i Carabinieri di Bergamo e Alassio hanno le bocche cucite, forse per non depauperare un lavoro che ancora non è concluso.

“Ci siamo anche spaventati”, ha dichiarato il consigliere comunale officiante, Giacomo Angeloni, il quale non ha avuto neanche la possibilità di chiedere se vi fossero dei motivi ostativi al matrimonio. A far tacere per sempre i due “sposi” fasulli ci hanno pensato quei particolari chierichetti con la Fiamma sul cappello di ordinanza, appartenenti all’Arma più amata dagli italiani: i Carabinieri.

Credit: AGI, Eco di Bergamo, Bergamo News

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2 pensieri riguardo “Bergamo, nozze combinate tra un trans brasiliano e una bergamasca. Con sorpresa finale…

  • 14/01/2014 in 01:50:16
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    Francamente la vostra ricostruzione è bizzarra.

    i motivi ostativi dell’interruzione del matrimonio ci sono stati spiegati eccome!. ridurre un operazione e un indagine delicata al mero esercizio della barzelletta (chierichetti) francamente è fuori luogo!

    • 14/01/2014 in 02:07:24
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      Caro Angeloni,
      anzitutto grazie del commento. Tuttavia devo purtroppo sottolineare che Le è sfuggita la sottile ironia di fondo. Ironia non sulla Sua gestione dell’evento, ma sui protagonisti dei fatti, di cui Lei a nostro avviso è stato incolpevole osservatore.

      Il riferimento ai chierichetti è voluto: le istituzioni, da quelle municipali a quelle sovranazionali, per noi (per me) sono sacre. Richiamare la figura dei chierichetti (i carabinieri intervenuti) ci è parsa una battuta degna di una situazione ilare, ma le cui conseguenze non lo saranno affatto (visti i reati contestati).
      Il riferimento ai motivi merita una spiegazione (visto che non ci siamo spiegati – sempre con tono ironico – con sufficiente chiarezza).
      ” “Ci siamo anche spaventati”, ha dichiarato il consigliere comunale officiante,Giacomo Angeloni, il quale non ha avuto neanche la possibilità di chiedere se vi fossero dei motivi ostativi al matrimonio. A far tacere per sempre i due “sposi” fasulli ci hanno pensato quei particolari chierichetti con la Fiamma sul cappello di ordinanza, appartenenti all’Arma più amata dagli italiani: i Carabinieri “.

      Il senso è questo: nel rito religioso l’officiante chiede se vi siano motivi ostativi, con una formula nota a tutti. Lei, in qualità di celebrante del rito civile, non ha neanche avuto modo di chiederlo (ma è un’iperbole), vista la dinamica degli eventi.

      Se la nostra ironia non è stata colta ci spiace: saremo più espliciti la prossima volta.
      Grazie ancora.
      (Vincenzo Scichilone)

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