Da una posa di genere nacque un modello iconografico. La fama dello Spinario in mostra ai Musei Capitolini

Quarantacinque opere – tra copie e rivisitazioni – di ogni epoca per una panoramica su quel giovinetto nell’atto di togliere una spina dal piede

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Da oggi, 5 febbraio, al prossimo 25 maggio sarà possibile ammirare, nelle sale dei Musei Capitolini di Roma, la panoramica “Spinario. Storia e fortuna” curata dal direttore e sovrintendente Claudio Parisi Presicce. L’esposizione  prende avvio dall’osservazione della piccola scultura bronzea – custodita proprio nella Sala dei Trionfi – risalente al I sec. a. C. e raffigurante un giovinetto nell’atto di levarsi una spina dal piede. Attraverso incontri con esperti, laboratori didattici e appuntamenti di disegni dal vivo con giovani artisti sarà inoltre possibile addentrarsi nel percorso espositivo.

Grazie alla donazione dei bronzi lateranensi da parte di Papa Sisto IV, nel 1471 la statua giunse in Campidoglio suscitando da subito largo interesse verso quella figura elegante dalla posa insolita che non passò inosservata nel 1796 quando, durante la Campagna d’Italia, divenne bottino di guerra di Napoleone.

Opera eclettica in cui l’ellenismo del corpo si mescola allo stile severo del volto, lo Spinario ha attraversato i secoli incentivando numerose copie, soprattutto durante il periodo rinascimentale quando lo stesso Brunelleschi ne trasse ispirazione per la celebre formella del concorso del 1401 per la realizzazione della porta nord del Battistero. Proprio alla sua fama universale è dedicata la mostra di Roma che riunisce 45 opere tra repliche e antiche rivisitazioni – provenienti da tutta Europa – e esempi di età moderna e contemporanea che hanno tratto ispirazione dall’immagine del giovane pastorello.

Bronzetti, disegni, quadri tracciano così il successo millenario di questo capolavoro senza tempo, considerato immorale per la sua nudità durante il Medioevo e poi divenuto indiscusso modello iconografico. Non a caso la sua identità è stata oggetto di diverse interpretazioni che, grazie al restauro del 2000, sono confluite nella teoria che non si tratterebbe di un pastorello qualsiasi ma di una figura mitica per la storia di Roma come dimostrerebbe, tra l’altro, il ciuffo annodato sulla fronte che indicava i giovani eroi. Ecco perchè, come dichiarato dallo stesso direttore Presicce, si pensa che la statua protoaugustea rappresenti Ascanio/Iulio, il pastore mitico per antonomasia capostipite della dinastia Iulia.

Tra le 7 varianti e copie che raffigurano il Fanciullo che si toglie una spina dal piede, quella dei Musei Capitolini è certamente la più famosa e elegante grazie all’accurata mano che rese artisticamente quel corpo chino dai preziosi dettagli di rame e bronzo.

Ma la fortuna di questa statua derivò non solo dalla bellezza estetica ma anche dai significati che nei secoli le vennero attribuiti. La scena che vede l’adolescente seduto su un sedile di roccia, con la pianta del piede sinistro poggiata sul ginocchio destro intento a togliere una spina dal piede, venne vista come simbolo di fragilità poiché la figura minuta appare inesperta di fronte all’incidente.

Concentrato nel liberare il piede dolorante dal fastidioso intruso – probabilmente trovato durante una passeggiata nel bosco – il pastorello non è altro che l’emblema dell’uomo comune alle prese con le disavventure e gli accadimenti della vita che, già in epoca antica, erano ravvisati nelle temperie d’amore.

È così che la grazia e la naturalezza di quel giovane minuto – insieme al particolare rapporto tra la sua figura e lo spazio – ne fanno tappa fondamentale della scultura antica e esempio iconografico acquisito e interpretato in ogni secolo; è così che l’intrinseca “lotta” dell’uomo contro le difficoltà dell’esistere –rappresentata dal semplice gesto del togliere una spina dal piede – lo rende capolavoro universale.

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Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori – orari Dal 5 febbraio al 25 maggio 2014: Martedì-domenica 9.00-20.00 (La biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso lunedì

Biglietto d’ingresso, dal 5 febbraio 2014:

– Biglietto integrato Mostra “Spinario. Storia e fortuna (5.2.-25.5.2014)” e Musei Capitolini: € 13,00 intero; € 11,00 ridotto; € 2,00 ridottissimo.

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): € 12,00 intero – € 10,00 ridotto – € 2,00 ridottissimo.

In occasione di questa mostra anche le categorie aventi diritto a gratuità dovranno munirsi di un biglietto ridottissimo del costo di € 2,00. La gratuità è prevista per bambini sotto i 6 anni, gruppi di scuole elementari e medie (inferiori), portatori di handicap appartenenti all’Unione Europea e accompagnatore e possessori della RomaPass (relativamente all’ingresso ai primi 2 siti).

Biglietto Combinato Centrale Montemartini + Musei Capitolini + Mostra “Spinario. Storia e fortuna (5.2.-25.5.2014)” (valido 7 giorni):

Intero: € 15,00 – Ridotto: € 13,00

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero: € 14,00 – Ridotto € 12,00

Informazioni al numero 06 0608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00

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