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La Farnesina sospende Bosio prima del processo e della condanna. Secondo un’attivista “chiaro caso di abusi”

La decisione del ministero degli Esteri a seguito della convalida del fermo disposta domenica sera dalle autorità filippine. L’attivista che ha denunciato il diplomatico italiano racconta all’agenzia Adnkronos: “Aveva offerto del denaro ai bambini”. Il diplomatico italiano, detenuto nel carcere di Binan, ha respinto ogni accusa. La sospensione della Farnesina è un atto grave per tre motivi

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Manila – Il ministero degli Esteri ha sospeso l’ambasciatore in Turkmenistan Daniele Bosio dal servizio, in ottemperanza alle disposizioni di legge, a seguito della convalida del fermo disposta domenica sera dalle autorità filippine. E’ quanto comunica la Farnesina.

Bosio era stato fermato sabato a seguito di una denuncia da parte di una Ong che si occupa di tutela di minori. Sarebbe stato visto con tre bambini a Laguna, una nota località turistica a sud di Manila.

LA DENUNCIA DELL’ATTIVISTA – Catherine Scerri, attivista della Bahay Tuluyan Foundation, raggiunta telefonicamente a Manila dall’Adnkronos, racconta le circostanze che hanno portato lei e la collega Lily Flordelis a denunciare l’uomo. Per la Scerri, si tratta di un caso “molto evidente” di abusi o tentati abusi su minori. “Aveva offerto del denaro ai bambini“, racconta.

La donna ricostruisce così la vicenda: “Lo abbiamo visto nel resort e ci siamo subito allarmate, perché era un uomo straniero, con tre bambini filippini, che chiaramente non avevano alcuna relazione con lui“. “Lavoriamo con i bambini“, spiega la donna. “Abbiamo pensato che non fosse un normale nucleo familiare, lo abbiamo subito denunciato all’amministrazione del resort affinché chiamasse la polizia per indagare, ma non lo hanno fatto subito“. “Un paio d’ore dopo – prosegue il racconto – li abbiamo visti di nuovo e allora ho avuto la possibilità di rivolgermi a uno dei bambini. Che rapporto hai con quest’uomo, gli ho chiesto. E il bambino mi ha risposto, è il mio ‘daddy’. Il termine usato mi ha insospettito, perché non necessariamente significava papà, poteva avere un connotato….“. Poi, continua il racconto, il bambino è corso via. La stessa domanda Scerri l’ha rivolta anche a un altro dei bambini che si trovavano con Bosio. Che rapporto hai con questo signore? “Nessun rapporto“, la risposta.

LE ACCUSE – La polizia delle Filippine, intanto, ha presentato una denuncia contro il diplomatico italiano per traffico e abuso di minori. Lo riporta la stampa locale, ricordando che la denuncia è scattata sulla base della legge sulla tutela dei minori varata nelle Filippine nel 1992. Secondo questa legge, ogni adulto che sia visto in pubblico con un bambino, con cui non ha relazioni, e con il quale abbia una differenza di età di almeno 10 anni, deve essere denunciato alla polizia. Ed è quello che hanno fatto le responsabili della Ong che si occupa di minori a Manila.

Il diplomatico italiano è anche accusato di aver violato un’altra legge sul traffico dei minori che è stata varata nel 2003, precisano ancora le fonti citate dai media locali. La polizia di Manila, ha dichiarato il capo soprintendente Jesus Gatchalian, direttore regionale della polizia, sta anche verificando come Bosio abbia incontrato i tre bambini.

Bosio, si legge sul sito del Manila Times che cita Gatchalian, è detenuto nel carcere di Binan, a circa 39 chilometri da Manila. Un altro dirigente della polizia filippina, Romulo Sapitula, a capo del commissariato di Laguna, ha dichiarato che il diplomatico è stato arrestato sabato pomeriggio in un parco acquatico, lo Splash Island resort, dove si trovava in compagnia di tre bambini, di 12, 10 e 9 anni. Alla polizia Bosio avrebbe detto che i tre bambini di strada, tutti di Caloocan City, avevano chiesto ai genitori il permesso di andare con lui al parco, ha riferito ancora il poliziotto al giornale The Inquirer.

Bosio è ambasciatore in carica in Turkmenistan e stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza nelle Filippine ed ha respinto ogni accusa. Il diplomatico sarebbe impegnato in diverse collaborazioni con varie Ong.

CARITASAlla Caritas Diocesi Roma, però, non risulta che il diplomatico abbia svolto “alcun lavoro” per l’organizzazione, almeno dal 1998 ad oggi, né per i volontari né come operatore né tra i vecchi obiettori di coscienza. A riferirlo all’Adnkronos è Alberto Colaiacomo, della Caritas Roma. Una risposta analoga arriva da Ferruccio Ferrante, della Caritas Italia: “Al momento non ci risulta che abbia avuto una collaborazione con noi, almeno così, a un primo esame, poi faremo le eventuali verifiche, però al momento non me lo ricordo, non mi risulta”.

PETER PAN – Al contrario, l’ufficio di presidenza della Peter Pan Onlus – L’accoglienza del bambino onco-ematologico conferma che Bosio è stato volontario dell’associazione dal 2007 al 2010 e aggiunge: “Si è sempre comportato secondo le regole dell’associazione“.

Le accuse rivolte a Bosio sono talmente gravi da risultare scevre da ogni giustificazione, ove provata la sua colpevolezza. Per questo motivo la decisione della Farnesina è grave, perché avviene in un contesto ancora non chiaro, senza una precisa formulazione ufficiale delle accuse, in assenza di un processo e di una condanna.

La sospensione di Bosio viola il principio di non colpevolezza di cui gode ogni cittadino italiano ai sensi del dettato costituzionale. Nel caso in cui fosse provata la sua colpevolezza, il disprezzo della nazione si unirebbe alla condanna penale, senza dubbio alcuno: ma ancora non c’è questa certezza giudiziaria.

Infine, la sospensione della Farnesina sarebbe grave anche per un altro motivo, di vigilanza interna: sarebbero falliti (o mai iniziati?) i monitoraggi sulla fedeltà del personale diplomatico ai principi democratici e ai valori fondamentali delle Repubblica italiana. Se così fosse, significherebbe che qualcuno non ha compiuto nel modo dovuto il proprio lavoro di controllo e di sicurezza del personale diplomatico.

(Credit: Adnkronos)