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Laura Boldrini a Vilnius fa uno show sugli immigrati e continua a non rispettare il proprio ruolo istituzionale

Durante l’intervento di fronte ai “colleghi” presidenti delle Assemblee Parlamentari europee, la presidente della Camera afferma: “basta morti. Non serve chiudere le frontiere”. Ossia partecipa al dibattito politico e non si mantiene super partes. Le frontiere spalancate sono una stupidaggine che mette in pericolo la sicurezza nazionale italiana e di tutti gli Stati dell’Unione Europea. Se non lo capisce, è un problema di tutti noi (europei)

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Vilnius (Lituania) – “Chi pagherà per i morti, onorevoli Presidenti, cari colleghi? Se il nostro è uno Spazio di libertà, sicurezza e giustizia, lo deve essere anche per chi ha perso la vita nel tentativo di raggiungerlo in fuga da persecuzioni, violenze, povertà estrema“. Lo ha affermato ieri la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo a Vilnius, in occasione della conferenza dei presidenti delle Assemblee parlamentari.

Come deve esserlo per chi sopravvive al viaggio e di sovente viene avviato allo sfruttamento nei campi agricoli, nei cantieri edili e nel mercato del sesso del nostro continente. Per porre fine al traffico ed alla tratta di esseri umani – people smuggling e trafficking – le risposte dovranno essere congiunte – ha sottolineato Boldrini – Questi reati, tra i più odiosi del nostro tempo, sono infatti transfrontalieri per definizione. Ed è per combattere questo tipo di crimini che l’Unione europea, tra i molti progressi conseguiti in questo campo, ha saputo dotarsi di una Direttiva sulla tratta e, più in generale, di una cooperazione giudiziaria rafforzata“.

Il ‘burden-sharing’ – la suddivisione degli oneri tra i Paesi membri – di cui ritengo ci sia più bisogno deve essere dunque quello teso a salvare vite umane – ha spiegato Boldrini – Il Canale di Sicilia, come anche il Mar Egeo ed il Mar Ionio, oppure il Mediterraneo occidentale, non sono le frontiere di pochi Paesi rivieraschi. Sono le frontiere dell’Europa. Dovremo dunque rafforzare le azioni congiunte relative alla ricerca ed al soccorso, come auspicato dalla Taskforce per il Mediterraneo istituita dalla Commissione europea, e garantire l’assoluta inviolabilità del principio di non-respingimento il non-refoulement di richiedenti asilo e rifugiatianche nel quadro delle operazioni marittime di FRONTEX, come enunciato nella bozza di Regolamento dell’Agenzia attualmente in via di approvazione da parte del Parlamento europeo“, ha aggiunto la presidente della Camera.

Non è chiudendo o ‘difendendo‘ le frontierecome afferma qualcuno per ottenere facili consensiche fermeremo i flussi migratori – ha scandito la terza carica dello Stato – Per gestirli meglio, sarà invece necessario, in maniera bilaterale ed attraverso l’azione esterna dell’Unione, affrontare con maggiore efficacia le cause profonde di questi movimenti di persone“.

Per evitare che le persone rischino di perdere la vita in mare – ha ancora osservato Boldrini – dovremmo inoltre prendere in considerazione anche altre proposte lanciate dall’esecutivo europeo e da alcuni rappresentanti delle istituzioni nazionali, come quella di permettere a chi fugge da violenze e persecuzioni di presentare domanda d’asilo presso le rappresentanze diplomatiche dei Paesi UE negli Stati di transito, in modo da scongiurare i viaggi, spesso mortali, per raggiungere l’Europa. Come richiesto sia dalla Commissione europea che dalle organizzazioni internazionali, dovremmo poi rafforzare le politiche di reinsediamento – il ‘resettlement’ – attraverso le quali i rifugiati, con l’ausilio delle agenzie multilaterali, vengono trasferiti dai Paesi di prima accoglienza – dove si trova, va ricordato, la maggior parte degli sfollati forzati al mondo – ai vari Stati destinatari“, ha continuato Boldrini con il solito tono didattico-moralistico di chi sa di detenere la verità, di fronte al volgo ignorante (chi la pensa diversamente).

Nel 2012, dei circa 70mila rifugiati accolti in Paesi terzi tramite il programma di reinsediamento dell’Agenzia ONU per i Rifugiati, solo 4.400 sono giunti nell’Unione Europea; è chiaro che dobbiamo fare di più“, ha affermato, neanche minimamente sfiorata dal dubbio che il suo punto di vista non sia quello degli astanti.

Molto spesso si dimentica una delle maggiori novità apportate dal Trattato di Lisbona: all’Articolo 3, nell’elencare le varie missioni istituzionali e gli obiettivi generali dell’azione dell’Unione europea, si colloca al primo posto – dopo la tutela della pace e del benessere dei popoli europei – la creazione di uno Spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Soltanto nei paragrafi successivi si richiamano gli obiettivi dell’istituzione del mercato interno, della crescita economica e della stabilità dei prezzi“, ha affermato Boldrini, che però non ha inquadrato lo “spazio di libertà, sicurezza e giustizia” individuato dal Trattato di Lisbona all’interno dei confini dell’Unione, quindi anzitutto rivolto ai cittadini dell’UE e solo in via subordinata, come ideale, ai cittadini di Stati terzi.

Eppure – come abbiamo avuto modo di convenire a Roma – l’Unione europea, sotto l’incalzare della crisi economico-finanziaria degli ultimi anni, ha approvato una serie di decisioni allo scopo di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche e private, senza valutarne appieno l’impatto in termini sociali. Si ha l’impressione – ha osservato Boldrini – che l’Unione europea non sempre abbia colto appieno la centralità degli obiettivi stabiliti all’Articolo 3, obiettivi che richiamano i valori fondanti dell’Unione europea: rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani, con particolare riguardo alle minoranze, alla tutela del pluralismo ed alla non discriminazione“, gli ultimi trattati: i cittadini dell’Unione Europea sono i primi destinatari del welfare europeo, non i cittadini di altri Stati, aiutati peraltro attraverso i fondi della cooperazione allo sviluppo.

Ritengo che il 2014 – l’anno in cui l’Italia sarà nuovamente chiamata a ricoprire la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea – sia l’anno in cui si debba imprimere una svolta nella direzione indicata dall’Articolo 3. Poi agendo con determinazione per far sì che i diritti fondamentali – tutti i diritti fondamentali – vengano rispettati nei Paesi dell’Unione europea, attraverso meccanismi di monitoraggio e sanzionatori rapidi ed efficaci. Non possiamo più permetterci di essere accusati di utilizzare due pesi e due misure“, ha sottolineato la presidente della Camera, quasi a conclusione di un intervento assai criticabile.

Infine, secondo Laura Boldrini “il 2014, infine, è l’anno in cui terminerà il cosiddetto periodo transitorio istituito dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Dal gennaio del 2015, anche alle materie attinenti allo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia verrà applicata la procedura legislativa ordinaria, rafforzando dunque il ruolo ed i poteri del Parlamento europeo e, attraverso le disposizioni sulla sussidiarietà, quelli dei Parlamenti nazionali. Dunque, cari colleghi, spetta anche a noi far si’ che l’Europa non solo consolidi i traguardi raggiunti finora per quanto riguarda lo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ma che sappia andare oltre, restituendo al nostro continente il primato mondiale nella tutela dei diritti fondamentali e dello stato di diritto“, ha affermato con tono grave la presidente della Camera, in modalità “politica attiva” e n contraddizione con il proprio ruolo.

Del resto, Laura Boldrini ama i toni apodittici: quando afferma “mai più morti”, dice una cosa incontrovertibile. Chi mai direbbe “ancora più immigrati morti” senza sfidare l’azione riparatrice del proprio sindaco, attraverso un immediato TSO, prima che il pubblico ludibrio?

E quando Boldrini dice che è necessario “affrontare con maggiore efficacia le cause profonde di questi movimenti di persone” ha ragione, peccato non si inerpichi nella proposizione delle modalità con cui pervenire a questo ambito obiettivo. Con una nuova pagina di colonialismo riparatore? Mandiamo i democratici drone di Barack Obama per eliminare i dirigenti politici degli Stati africani, colpevoli di tenere sotto scacco la popolazione nell’indigenza? E con quale titolo? Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o è sufficiente una relazione al comitato centrale di “Sinistra Ecologia e Libertà”?

Quando Laura Boldrini parla spesso perde l’occasione di tacere, ma è una situazione ricorrente che si deve guardare con lucidità: la presidente della Camera è lanciata in una campagna elettorale sui generis per arrivare al Quirinale. E conduce questa campagna promozionale – fondata sul claim “guardate come so’ intelligente, come so’ bona, però ragiono pure” – in disprezzo al proprio ruolo super partes, di garanzia di equilibrio e funzionamento dell’istituzione parlamentare.

Purtroppo Laura Boldrini svia dal solco istituzionale ed entra nel dibattito politico che non è consono alla terza carica dello Stato. Qualcuno glielo spieghi.

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Documenti: Intervento della presidente della Camera, Laura Boldrini, alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee parlamentari dell’Unione Europea – Vilnius (Lituania)