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Ucraina, prove di guerra: Kiev al contrattacco nell’est, 4 morti

Offensiva antiterrorismo scatenata a est dal governo ucraino per fermare l’ondata separatista

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Kiev – Al via nell’est dell’Ucraina l’operazione antiterrorismo annunciata dal governo di Kiev per fermare l’escalation separatista. I soldati hanno attaccato un campo aereo militare a Kramatorsk, 4 i morti. Una colonna formata da 10 carri armati, 10 mezzi blindati per il trasporto di truppe e sette pullman pieni di uomini delle forze speciali ucraine sta raggiungendo la città orientale ucraina di Slaviansk, dove uomini armati filorussi hanno occupato gli edifici governativi.

L’operazione ha causato quattro morti e due feriti tra i militanti filorussi, asserragliati nei pressi dell’aeroporto militare di Kramatorsk, nell’est del paese. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti che cita rappresentanti della cosiddetta milizia di autodifesa filorussa, i quali hanno aggiunto di non avere informazioni su vittime da parte ucraina. A detta delle stessi fonti, le forze di Kiev sarebbero riuscite a riprendere il controllo dello scalo aereo. Altri testimoni sul posto hanno riferito, invece, alla radio Kommersant di 11 persone uccise.

L’operazione rischia di complicare il dialogo perseguito dal premier Arseniy Yatsenyuk, che lunedì aveva aperto ai separatisti, offrendo loro negoziati e un contributo alla riforma della Costituzione che tuteli i loro interessi. Un’offerta valutata positivamente dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che da Pechino l’ha definita “un passo nella giusta direzione, anche se molto tardivo”. Il capo della diplomazia russa ha però rinnovato le accuse al governo di Kiev di procedere a colpi di “minacce e ultimatum”.

La replica gli è venuta dallo stesso Turchynov, a detta del quale il Cremlino mantiene “piani brutali“, con l’obiettivo di “incendiare non soltanto Donetsk e la sua regione ma tutto il sud e tutto l’est, da Kharkiv a Odessa”. Ma oggi Putin ha smentito nuovamente con forza il dispiegamento di soldati russi.

Per giovedì è in programma il vertice a quattro di Ginevra che dovrebbe vedere riuniti intorno a un tavolo i capi delle diplomazie della stessa Kiev, di Mosca, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea: un appuntamento destinato a restare in bilico fino all’ultimo, anche perchè le autorità ucraine considerano i blitz dei secessionisti un “pretesto” per far saltare i negoziati.

Sul terreno la situazione resta quanto mai incandescente: in particolare a Slaviansk, un centinaio di chilometri a nord di Donetsk, dove le locali milizie russofone di auto-difesa hanno denunciato che la città sarebbe circondata e in procinto di subire un assalto. A loro dire a lanciarlo potrebbero essere non gli uomini delle forze speciali regolari, bensì attivisti di ‘Pravy Sektor’, la formazione dell’estrema destra ultra-nazionalistica chiamata anche Settore Destro.

Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha accusato Mosca di aver “spinto deliberatamente l’Ucraina sull’orlo dell’abisso” creando “un rischio ancora maggiore di uno scontro armato“.