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Droga e prostitute aumentano di 10 miliardi il Pil britannico. Salvini verso il ministero dell’Economia…?

Maxi revisione statistica: gli enti caritatevoli valgono 25 miliardi. Quando la statistica viene “adattata” alle decisioni della politica (incapace?)…

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Londra – Prostitute, droga e enti di beneficienza: sono le nuove fonti di crescita economica (a livello statistico) della Gran Bretagna. Un accostamento non proprio ortodosso, ma in realtà il risultato delle revisioni delle basi statistiche del Regno Unito che l’Office for National Statistics si appresta a varare entro il prossimo settembre.

Revisioni che comporteranno un aumento del 5 per cento sul Pil complessivo, come riporta il ‘Financial Times‘. Come settori di 2attività economica” droga e prostituzione faranno aumentare di 10 miliardi di sterline, circa 12,3 miliardi di euro, il calcolo della ricchezza interna lorda.

Le revisioni, che inizieranno a giugno e proseguiranno fino a settembre “modificheranno in maniera significativa la mole dell’economia“, si legge sul quotidiano finanziario britannico, e riscriveranno parte della storia statistica del Regno di Sua Maestà Britannica.

20140530-droga-prostituzione-nel-pil-uk-2-320x220In particolare, la prostituzione aggiungerà 4,4 miliardi di sterline al Pil, prendendo a riferimento l’anno 2009, mentre le droghe altri 5,3 miliardi.

Tuttavia, un impatto ancora maggiore sarà registrato dall’attività delle Organizzazioni-non-governative e degli enti benefici, settori molto sviluppati in Gran Bretagna, che ha creato un vero e proprio hub di queste attività in teoria non lucrative, ma che producono redditi robusti per chi vi ci lavora, perché aggiungono ben 25 miliardi di sterline al valore del Pil britannico 2009, pari all’1,7 per cento del totale.

Insomma, verrebbe facile fare due osservazioni. Anzitutto, Matteo Salvini forse andrebbe “promosso” ministro dell’Economia, nella sua qualità di promotore del referendum per l’abrogazione della “Legge Merlin”, con il fine dichiarato di rendere legale la prostituzione, governarla con una legge e imporre l’esazione fiscale all’attività di meretricio.

La seconda osservazione riguarda la capacità dei governi democratici europei di governare le attività illecite esercitate nei propri ambiti giuridici. Anche in Gran Bretagna – come avverrà in tutta Europa – si tende a misurare l’impatto delle economie illegali sul Pil perché non si vogliono cambiare le prospettive economicistiche impresse alle regole di bilancio europee, in un nazismo finanziario illogico, antistorico e – soprattutto – legato al carro del furore tedesco e della proverbiale paura germanica dell’inflazione. Paura che però genera mostri giuridico-statistici, perché il prossimo passo logico sarà quello di chiedere la totale liberalizzazione delle attività di prostituzione e di commercio di droga.

Siamo certi che questo sia positivo per la vita dei cittadini europei?

(Credit: TMNews)