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Schumacher: “ha perso 20 chili, reagisce alla voce della moglie”

Il Centre Hospitalier Universitaire di Losanna è all’avanguardia nel trattamento dei traumi neurologici

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Losanna – Michael Schumacher ha perso 20 chili nei cinque mesi e mezzo di coma seguito alla caduta sugli sci a Méribel, sul Monte Bianco. Dopo il suo risveglio, non riesce ancora a parlare, ma comunica con gli occhi e mostra di riconoscere la moglie Corinna.

Sono le nuove indiscrezioni pubblicate dalla Bild, dopo la notizia del trasferimento dell’ex campione del mondo di Formula 1 dal reparto di rianimazione dell’Ospedale Universitario di Grenoble alla CHUV di Losanna.

Secondo il giornale tedesco, Schumacher peserebbe attualmente 55 chili, rispetto ai 75 di quando ebbe l’incidente, ed è quindi molto magro, considerando l’altezza di 174 centimetri. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 ora dovrà affrontare una lunga riabilitazione, come rivelato dalla manager e amica di famiglia Sabine Kehm ieri in un comunicato stampa che ha fatto l’immediato giro del mondo.

Già durante il coma i medici francesi però avevano iniziato una terapia fisica per mantenere il suo corpo flessibile e per mantenere integra la muscolatura, per quanto possibile. L’altra indiscrezione riportata dalla Bild è che Schumacher comunica con gli occhi, ma non ancora con la parola, reagendo in modo significativo alla voce della moglie, che distingue da quella delle altre persone.

Nessuna notizia clamorosa e nessuno slancio di ottimismo, la situazione dell’ex pilota tedesco di Jordan, Benetton, Ferrari e Mercedes rimane complessa, ma attualmente non si sa ancora se è compromessa definitivamente. Il fatto che reagisca è un segnale positivo, ma non è il segnale che cambia lo scenario molto difficile sotto il profilo neurologico.

Il Centre Hospitalier Universitaire Vadois di Losanna è uno dei centri più all’avanguardia per le terapie di riabilitazione di persone con traumi neurologici così complessi. Dista 44 chilometri dalla residenza degli Schumacher sul Lago di Ginevra, circostanza che rende più facile l’assistenza della moglie Corinne e di tutti i familiari che non hanno mai lasciato Schumy.

Chi ha fede può pregare per Michael, come atto di carità cristiana che va rivolto a tutti gli ammalati. A volte la preghiera ottiene risultati inspiegabili, che gli uomini in camice bianco definiscono “guarigioni inspiegabili”, ma per Schumy speriamo basti la perizia medica dei medici svizzeri.

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