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Ecco le norme del Dl Pubblica Amministrazione

Il testo varato con 160 voti a favore e 106 contrari. Ora torna alla Camera

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Roma – L’Aula del Senato ha votato la fiducia al Governo sul maxiemendamento al decreto legislativo sulla Pubblica Amministrazione. I sì sono stati 160, mentre 106 sono stati i voti contrari. Nessun astenuto. Il decreto PA dovrà ora tornare all’esame della Camera, essendo stato modificato in seconda lettura dall’aula di Palazzo Madama.

Cancellate le deroghe alla riforma Fornero inserite alla Camera con lo stop al pensionamento di 4mila insegnanti, il decreto sulla pubblica amministrazione è stato approvato dal Senato con 160 sì e 106 voti contrari e, in questa ultima versione, dovrebbe ottenere l’ok definitivo da Montecitorio: il provvedimento è stato già trasferito oggi alla commissione Affari costituzionali della Camera per un via libera lampo.

Un testo corposo che contiene norme che vanno dalla soppressione dell’istituto del trattenimento in servizio per i dipendenti all’ampliamento delle possibilità per il datore di lavoro pubblico di chiudere unilateralmente il rapporto di lavoro con chi abbia raggiunto i requisiti per la pensione, alla mobilità in un raggio di 50 km, alla rimodulazione del turn over per consentire la staffetta generazionale. Fino alla stretta sui costi delle Autorità indipendenti, disposizioni ad hoc per l’Expo in chiave anti-corruzione, il taglio delle somme dovute dalle imprese alle Camere di commercio, lo snellimento del processo amministrativo e l’attuazione del processo civile telematico.

All’ultimo momento, il governo ha inserito nel maxiemendamento la richiesta della commissione Bilancio del Senato di tornare al testo originario varato dal consiglio dei ministri sulle aspettative dei magistrati: ossia lo stop al ricorso dell’istituto dell’aspettativa salvando però quelle già in corso.

Il tema delle deroghe alla riforma previdenziale firmata ‘Fornero’ scotta e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nei giorni scorsi ha tenuto a precisare che si interverrà in sede di legge di stabilità per creare un ‘ponte’ alla pensione per le persone più sfavorite dalle attuali norme; mentre il ministro Marianna Madia ha confermato, in sede di replica in Aula, che il governo Renzi punta a varare entro agosto un intervento strutturale sulla scuola anche per consentire un ricambio generazionale degli insegnanti.

PIÙ SPAZIO PER IL TURNOVER NELLA PA. Maglie più larghe per il quinquennio 2014-2018 sul blocco del turn over per alcune amministrazioni e gli enti di ricerca. Cresce la facoltà di assunzione per gli enti territoriali. Viene abolito l’istituto del trattenimento in servizio (per i magistrati lo stop varrà dal 2016). I dipendenti in eccedenza e posti in disponibilità potranno essere ricollocati con qualifica inferiore o stipendio più basso.

PENSIONAMENTO D’UFFICIO A 62 ANNI. Il datore di lavoro pubblico potrà unilateralmente mandare a casa chi ha raggiunto i requisiti di pensionamento (contributi e 62 anni di età), dirigenti compresi. Per i medici gli anni sono 65. Vengono esclusi magistrati, professori universitari e primari.

MOBILITÀ OBBLIGATORIA NEL RAGGIO DI 50 KM. I dipendenti potranno essere trasferiti, senza il loro consenso, in sedi collocate nel territorio dello stesso Comune o a distanza non superiore a 50 chilometri dalla sede cui sono adibiti (previste deroghe per chi ha figli di età inferiore ai 3 anni o per chi si prende cura di un familiare disabile). Possibili trasferimenti tra ministeri, agenzie ed enti pubblici non economici nazionali, se l’amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore a quella dell’amministrazione di provenienza.

STRETTA SULLE ASPETTATIVE DEI MAGISTRATI. Viene soppresso l’istituto dell’aspettativa per le toghe che assumono incarichi pubblici. Sono salvi i contratti in corso.

DIMEZZATI I PERMESSI SINDACALI. Vengono tagliati del 50% per ciascuna associazione sindacale, i distacchi, le aspettative e i permessi sindacali.

GIRO DI VITE SU SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI. I diritti di segreteria e di rogito vengono interamente acquisiti ai bilanci degli enti locali.

TETTO STIPENDI MANAGER PUBBLICI. Dal primo gennaio prossimo, il costo annuale sostenuto per i compensi degli amministratori delle società pubbliche o partecipate, ivi compresi quelli investiti di particolari cariche, non può superare l’80% del costo complessivamente sostenuto nel 2013.

VIA SEDI DISTACCATE TAR TRANNE CITTÀ CON CORTI D’APPELLO. Vengono soppresse dal primo luglio 2015 le sezioni distaccate dei tribunali amministrativi regionali tranne quelle che si trovano nelle città sedi di Corti d’appello. Sparirà anche il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova.

PACCHETTO POTERI A CANTONE. Viene soppressa l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici i cui compiti vengono trasferiti all’Autorità nazionale anticorruzione. Particolare ruolo di Cantone sul fronte degli appalti dell’Expo 2015.

OK CONSULENZE PENSIONATI MA SOLO GRATIS. Viene esteso il divieto di conferimento di incarichi a titolo oneroso di studio e di consulenza a qualsiasi persona in quiescenza, si tratti di lavoratore privato o pubblico, già appartenente a quella o altra amministrazione.

STRETTA SULLE AUTHORITY. Il 70% del personale dovrà essere concentrato nella sede principale di ciascuna Autorità. Arrivano limiti per i dirigenti di Bankitalia, Ivass e Consob: terminato l’incarico non potranno intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione o di impiego con i soggetti pubblici o privati operanti nei settori di competenza. Procedure unitaria per i concorsi e stretta sulle consulenze.

(Fonte: TMNews, AGI)