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Allarme dei pediatri italiani: oltre 1 milione di bimbi soffre di insonnia, il 20% sotto i 14 anni

Poche regole da seguire per prevenire rischi per la salute. Come la regola dei cinque sensi che rispetta il ciclo biologico giorno-notte

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Roma – L’insonnia colpisce anche gli under 14, almeno il 20 per cento, e spesso si associa a disturbi del comportamento come iperattività, scarsa capacità di attenzione, aggressività, oltre che a un calo consistente del rendimento scolastico.

Nel corso dell’ultimo secolo si è “persa” più di un’ora di sonno per notte anche fra i bambini più piccoli, che oggi dormono in media 40 minuti meno del necessario. In oltre otto casi su dieci tuttavia l’insonnia non è una vera patologia, bensì conseguenza di cattive abitudini. Le responsabilità sono solo dei genitori.

A lanciare l’allarme sono i pediatri italiani sulla base delle prime anticipazioni delle stime elaborate dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) in occasione del suo 1° Forum Internazionale, che si terrà a Napoli dal 25 al 27 settembre.

Per restituire ai bimbi la serenità notturna sono così molto utili le indicazioni su misura dei pediatri per gli under 14, anche relativi all’arredamento, perché una cameretta ben strutturata può aiutarli a dormire meglio seguendo le “regole dei cinque sensi”:

  1. per la vista, no a tablet, computer e TV dopo le otto di sera;
  2. per il gusto, sì a una tazza di latte prima di dormire;
  3. per l’olfatto, cambiare spesso le lenzuola perché siano fresche e profumate, magari alla lavanda, che riduce la frequenza cardiaca preparando al relax;
  4. per il tatto, attenzione a mantenere la temperatura della stanza attorno ai 18 gradi, per non alterare la termoregolazione;
  5. per l’udito, 30 minuti prima di andare a letto è bene ridurre i rumori in casa e, se si abita in una zona molto rumorosa, usare il “rumore bianco” per essere meno infastiditi dai suoni esterni.

Necessario essere sotto le coperte entro le 9. Se vanno a letto dopo i bambini impiegano molto più tempo per addormentarsi e si svegliano più spesso di notte. È il normale ciclo biologico giorno-notte e modificarlo, magari posticipando l’apertura delle scuole per garantire un risveglio un’ora dopo, sarebbe gravissimo.

I bambini che dormono poco e male si riconoscono non di rado proprio perché hanno disagi o disturbi del comportamento di giorno, a scuola e in famiglia. E sono tantissimi: oltre un milione di piccoli fra 3 e 14 anni soffre di una forma d’insonnia.

Sono pochi i casi in cui l’insonnia e i disturbi del sonno sono conseguenza di vere e proprie patologie come l’asma, il reflusso, disturbi dell’orecchio o le apnee ostruttive, che contrariamente a quanto si potrebbe pensare riguardano anche i più piccini (2-4% fra 2 e 8 anni) e dipendono spesso da anomalie delle prime vie aeree“, osserva Giuseppe Mele, presidente Paidòss. “Nella maggioranza dei bambini la difficoltà ad addormentarsi e i risvegli notturni sono colpa di cattive abitudini durante la giornata: in oltre otto casi su dieci l’insonnia dipende da fattori psico-fisiologici legati all’organizzazione della giornata, alla molteplicità di stimoli che si trovano intorno e alla routine data dai genitori, a cominciare dalla pessima abitudine di costringere i figli a seguirli nei locali e nei ristoranti fino a mezzanotte“, aggiunge.

Se si decide di avere un figlio – ricorda Mele – si deve anche mettere in conto qualche rinuncia per il loro benessere. Il loro diritto al riposo deve essere messo al primo posto. I bambini fra i tre e i cinque anni dovrebbero dormire almeno dalle 11 alle 13 ore, per poi arrivare a 9-10 ore dai 6 ai 10 anni e almeno 8-9 ore dagli 11 ai 13 anni“. “In realtà – conclude il presidente Paidòss – oggi non accade, e la maggioranza “perde” almeno 40 minuti del monte ore necessario ad affrontare al meglio la giornata a scuola“.

Meditate, genitori, meditate. E abituate i vostri figli alle buone abitudini, seguendo anzitutto le cinque regole indicate dai pediatri italiani. Buona notte…

(TMNews)