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F1, le terribili immagini dell’incidente di Jules Bianchi nel GP del Giappone (video)

Grazie al video di uno spettatore presente a Suzuka, possiamo capire di più sull’incidente occorso al pilota franco-italiano. In attesa che la cricca della FOM renda disponibili le immagini (anche a fotogrammi) del camera-car

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Suzuka, Jules Bianchi si è fiondato a circa 203 km/h sulla ruspa che stava spostando la Sauber di Adrian Sutil, nel posto di controllo 12 del circuito di Suzuka, al centro della curva 7.

Lo spettatore che ha pubblicato su Youtube le immagini, assisteva alla gara dalla tribuna Q2 all’altezza della Chicane Senna (Casio Triangle), nella parte opposta del circuito, ma fisicamente molto vicina alla curva dell’impatto, grazie al caratteristico andamento a otto del tracciato nipponico. Ma il video è stato rimosso su richiesta di Ecclestone e della FOM: al boss della Formula 1 non piace la libertà di stampa, forse andrebbe fatto capire agli sponsor che ne potrebbero avere una pubblicità negativa, assai negativa, tale da far perdere di interesse a ogni finanziamento di questa baracca scandalosa.

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Dopo l’uscita di Sutil, i marshalls (commissari di pista) sono intenti a recuperare la monoposto del tedesco, con la ruspa che indietreggia, mentre gli addetti tengono stabilizzata la Sauber con corde. 

A un tratto si vede la Marussia di Bianchi fiondarsi sul mezzo pesante, che sposta violentemente a causa dell’impatto, colpendolo con la parte sinistra della monoposto. Se la ruspa avesse fatto il tratto in retromarcia un po’ più lentamente, oggi discuteremmo di altro.

Il video amatoriale dell’incidente, ripreso da uno spettatore di Suzuka(1)

Ecco perché è l’intera procedura da dover essere messa in discussione e da regolare in modo diverso. È stato rilevato che Bianchi – come tutti gli altri piloti in corsa – non abbia rallentato adeguatamente con l’esposizione della doppia bandiera gialla sventolante (che impone di abbassare la velocità e può preannunciare addirittura uno stop). Ma il punto non è quale velocità di percorrenza avesse la Marussia del franco-italiano (e tutte le altre monoposto): il punto è che in casi di interventi analoghi va neutralizzata la corsa e va dispiegata la Safety Car, per imporre a tutti un passo a velocità bassissima che non metta in pericolo piloti, commissari di pista e spettatori.

Se questo è valido in assoluto in condizioni di pista asciutta, figuriamoci sul bagnato. Come ieri a Suzuka.

Dalle immagini si vede peraltro che la bandiera gialla nel posto 12 viene esposta insieme al cartello SC solo dopo il dispiegamento della Safety Car da parte del direttore di gara e che le luci dei semafori sembrerebbero spenti, circostanza che potrebbe avvalorare il fatto che Bianchi non avesse visto le bandiere gialle per la pioggia aumentata da pochi minuti, né sapesse dell’impatto di Sutil del giro prima, perché avvenuto alle sue spalle.

Le immagini rallentate dell’impatto

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La FIA e la FOM dovranno spiegare molte cose e dovranno intraprendere anzitutto una profonda revisione di molte parti controverse del regolamento. Non c’è alcun risparmio economico (anche sognato di notte) che giustifichi condizioni di insicurezza prevedibili. I sacrifici umani lasciamoli ai barbari che coprono le proprie medievali nefandezze appellandosi a un dio che non esiste in quella formulazione.

A nostro avviso non è una disgrazia, ma un incidente prevedibile in un’ottica di sicurezza sui luoghi di lavoro, perché deve essere chiaro un fatto: in quella pista per i piloti correre è lavorare. E i track marshalls svolgono un lavoro, nonostante siano appassionati di motori che operano in modo amatoriale.

Invece, chi crede affidi a Dio la vita e la salvezza di questo ragazzo di 25 anni, che potrebbe essere figlio di molti di noi.

(Credit: Riccardo Turcato per la segnalazione) 

(1) Le immagini appartengono al proprietario che le ha girate con mezzi amatoriali. Formula 1 è un marchio registrato di proprietà della FOM Ltd. La pubblicazione qui avviene nell’esercizio del diritto di cronaca, perché la testata “The Horsemoon Post” è regolarmente registrata come testata giornalistica, secondo la legge italiana che regola la stampa

Ultimo aggiornamento 10/10/2014, ore 00:41:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.