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Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, ma secondo Coldiretti 17 milioni sono a dieta

In occasione dell’Obesity Day, l’associazione dei coltivatori diretti italiani 16,9 milioni di italiani seguono una dieta, ma solo 7,7 milioni dichiara di farlo con regolarità. I dati dell’obesità sono preoccupanti e il problema obesità va aggredito in modo coordinato. Con “Campagna Amica” si cerca di informare le generazioni più giovani a un’alimentazione più sana

Roma – Gli italiani sono da sempre un popolo di santi, poeti e navigatori. La novità è che quasi la metà della popolazione tricolore è sovrappeso e un abbondante 10 per cento è addirittura obeso. Sono i dati emersi da un’analisi della Coldiretti, in occasione dell’Obesity Day, che è stato celebrato il 10 Ottobre, una giornata di riflessione dedicata al problema dell’obesità o del sovrappeso. 

Secondo l’associazione dei coltivatori diretti italiani, 16,9 milioni di italiani seguono una dieta: di questi ben 7,7 milioni dichiara di farlo regolarmente, nonostante i sacrifici economici dettati dalla crisi aggiuntisi a quelli delle rinunce alimentari.

Ancora, quasi la metà degli italiani – il 46 per cento – soffre problemi di peso eccessivo: sovrappeso il 35,6 per cento, addirittura obeso il 10,4 per cento. Il 55,5 per cento degli italiani con problemi di peso sono uomini, il 37,1 per cento donne. Una situazione – sottolinea Coldiretti – che risulta “drammatica per tutti anche perché i segnali non sono incoraggianti neanche nelle giovani generazioni, con il 26,9 per cento di ragazzi italiani tra i 6 e i 17 anni in eccesso di peso“.

“A pesare è il progressivo abbandono della dieta mediterranea che – con un mix di pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari – ha consentito agli italiani di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le piu’ elevate al mondo“.

L’abbandono di questa buona pratica alimentare è direttamente legata alla crisi economica, che ha imposto un ridimensionamento dell’acquisto di frutta e verdura delle famiglie, crollato di oltre il 20 per cento rispetto al 2007, per un quantitativo che nel 2014 è sceso addirittura al di sotto dei 400 grammi per persona raccomandati dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Secondo il rapporto Istat/Cnel sul benessere in Italia – continua la Coldiretti – solo il 18,4 per cento della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l’assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante. 

Un calo che diventa addirittura allarmante nel caso di bambini e adolescenti, tra i quali la percentuale di chi mangia frutta e verdura con una certa regolarità è caduta al 35 per cento nel 2013, mentre aumenta la quota di chi non ne mangia affatto o lo fa solo 2 volte la settimana (oggi al 31 per cento). 

In questo quadro, Coldiretti è impegnata in una meritoria opera di sensibilizzazione delle più giovani generazioni attraverso il progetto educativo “Campagna Amica”, coinvolgente oltre 100mila studenti delle primarie e delle secondarie di tutta Italia, coinvolti in oltre 3000 lezioni programmate in fattorie didattiche e in oltre 5000 laboratori del gusto in aziende agricole o in classe

Secondo Coldiretti, nonostante la crisi che spinge a consumare meno frutta e verdura, questo è il momento giusto per “formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno“.

Insomma, mangiare di meno, ma soprattutto mangiare meglio. Buona dieta a tutti.

(Fonte Coldiretti) © RIPRODUZIONE RISERVATA