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Addio a Michele Ferrero, scompare “Mr Nutella”, una storia italiana

La scomparsa nel Principato di Monaco, avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 26 aprile. La sua è una lunga storia di successo imprenditoriale, che lo porta anche ad essere, secondo Forbes, l’uomo più ricco d’Italia (23,4 mld di dollari al 2014) e il 29° al mondo

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20150214-Michele_Ferrero-655x436Monte Carlo – Questo pomeriggio nel Principato di Monaco, dopo mesi di malattia, è morto Michele Ferrero (nella foto a sinistra), patron dell’omonima industria dolciaria di Alba che produce la Nutella. Avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 26 aprile. Michele Ferrero è stato assistito fino all’ultimo istante dalla moglie Maria Franca e dal figlio Giovanni. La camera ardente sarà allestita nello stabilimento Ferrero di Alba e la cerimonia funebre avrà luogo nella cattedrale della cittadina astigiana.

L’imprenditore, figlio di Pietro Ferrero e Piera Cillario, a soli 20 anni già collaborò alla conduzione dell’azienda di famiglia. Alla morte del padre il 2 marzo 1949, la direzione passò direttamente nelle proprie mani, allo zio Giovanni e alla mamma.

Dal padre Pietro imparò l’arte e la creatività, dallo zio Giovanni colse l’importanza dell’organizzazione commerciale, dalla madre Piera il senso della struttura aziendale. A 32 anni Michele si trovò a guidare l’azienda in piena fase di sviluppo. 

Il 2 giugno 1971, venne nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, mentre il 26 maggio 2005 fu Carlo Azeglio Ciampi a conferirgli l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Grazie alla continua espansione territoriale e di prodotto, oggi Ferrero è uno dei principali gruppi dolciari a livello mondiale: con oltre 34.000 collaboratori, è presente in oltre cento mercati finali, ha 20 stabilimenti produttivi, di cui tre operanti nell’ambito delle Imprese Sociali in Africa ed Asia, e nove aziende agricole.

Dal 6 giugno 1997 alla guida dell’azienda subentrarono ufficialmente i figli Pietro e Giovanni Ferrero, che divennero Chief executive officer. Nell’aprile 2011 il figlio Pietro scomparse in seguito a un arresto cardiaco avvenuto durante una missione nell’Impresa Sociale in Sudafrica.

Dopo la prematura scomparsa del figlio Pietro, il figlio Giovanni è rimasto al vertice del Gruppo come unico amministratore delegato, continuando a condurre l’azienda con successo. 

La sua è una lunga storia di successo imprenditoriale, che lo porta anche ad essere, secondo Forbes, l’uomo più ricco d’Italia (23,4 mld di dollari al 2014) e il 29° al mondo.

Piero Fassino, sindaco di Torino, ha commentato con parole accorate la scomparsa di Ferrero. “Con Michele Ferrero scompare un grande e lungimirante capitano d’industria, che ha fatto della Ferrero il simbolo del successo dell’imprenditoria italiana nel mondo“. 

La storia del ‘Signor Nutella’ dovrebbe essere nei case study affrontati nelle scuole italiane, se questo Paese avesse una scuola vicina al mondo reale e produttivo, non una fucina di nozioni spesso inutili o rese tali da un corpo docente stanco, demotivato e poco valorizzato. Ma questa è davvero un’altra storia.

AGGIORNAMENTO 2, 15/02/2015, ORE 03:26:28 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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