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Mercato auto a doppia cifra in aprile: immatricolazioni +24,16%, bene l’usato. Serve svolta fiscale per auto aziendali

I dati pubblicati ieri dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indicano le immatricolazioni registrate nel mese di aprile: 148.807 autovetture contro le 119.849 dello stesso mese nel 2014. Tra gennaio e aprile 2015 sono state immatricolate in totale 578.088 autovetture, con una variazione di +16,20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (497.478)

Per le supercar come la Ford Mustang (qui all'85° Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra 2015) il mercato italiano è asfittico a causa di una politica fiscale stupida, miope e controproducente
Per le supercar come la Ford Mustang (qui all’85° Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra 2015) il mercato italiano è asfittico a causa di una politica fiscale stupida, miope e controproducente

Nuovo balzo ad aprile del mercato dell’auto. I dati diffusi dal Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti indicano che la Motorizzazione Civile ha immatricolato 148.807 autovetture con una variazione di +24,16% rispetto ad aprile 2014, quando ne furono immatricolate 119.849.  Nello scorso mese di marzo sono state invece immatricolate 161.945 autovetture con una variazione di +15,52% rispetto a marzo 2014, quando ne furono immatricolate 140.189. 

Sempre ad aprile 2015 sono stati registrati 398.746 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di +11,39% rispetto ad aprile 2014, quando ne furono registrati 357.966. A marzo 2015 sono stati invece registrati 426.460 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di +16,43% rispetto a marzo 2014, quando ne furono registrati 366.276.

Nel periodo gennaio-aprile 2015 la Motorizzazione Civile ha immatricolato in totale 578.088 autovetture con una variazione di +16,20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando ne furono immatricolate 497.478. Sempre tra gennaio e aprile di quest’anno sono stati registrati 1.554.694 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di +8,15% rispetto alo stesso periodo del 2014, quando ne furono registrati 1.437.534.

Numeri che hanno fatto tornare il sorriso al settore automotive, in cui finalmente si cerca di convincere il Governo ad attuare misure per una ripresa definitiva del comparto, che ha specializzazioni difficilmente ricollocabili in altri.

E per una volta Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, ha avuto parole meno critiche del solito: “È stato un mese eccezionale in cui abbiamo assistito ad un risveglio della domanda delle famiglie“. Tuttavia, con la consueta lucidità, Pavan Bernacchi evidenzia come “il mercato e gli ordini di aprile siano stati trainati da campagne promozionali straordinarie, particolarmente efficaci sotto il profilo delle condizioni offerte alla clientela che, nel caso del contributo alla rottamazione, hanno rappresentato una leva decisiva per ‘smuovere’ gli acquisti“. Campagne che – evidenzia Federauto – pongono un problema di sostenibilità per le concessionarie di automobili, che hanno sostenuto in modo determinante la realizzazione di queste offerte promozionali.

Una questione che andrebbe affrontata in termini sistemici, perché i “segnali di reattività da parte delle famiglie, specie davanti all’opportunità di sostituire una vettura vecchia“andrebbero ulteriormente favoriti, per svecchiare il parco circolante con auto nuove e meno inquinanti. Al contrario, purtroppo, il comparto automotive italiano – che in termini produttivi registra una impennata, grazie alla domanda estera e al conseguente incremento delle esportazioni – soffre di una patologica “assenza di iniziativa del Governo“.

È infatti lapalissiano – evidente a chi voglia vedere lo stato della situazione con gli occhi della verità – che il rinnovamento del parco circolante non può però essere solamente sostenuto dalle risorse private del settore“, continua Federauto, che propone – “come ha fatto ad esempio la Spagna” – “un provvedimento serio di rinnovo del parco finalizzato all’acquisto di veicoli con basse emissioni di CO2“, per imprimere alla ripresa un trend più duraturo.

Accanto alla incentivazione della sostituzione delle auto vetuste e inquinanti, Federauto mette il dito nella piaga su due scelte scellerate degli ultimi governi italiani che – in violazione delle direttive europee, perennemente evocate a ogni piè sospinto per altre materie – hanno penalizzato in modo stupido le auto aziendali e colpito il mercato delle supercar, soprattutto con metodi di terrorismo fiscale da dittatura comunista. Per entrambe le tipologie di auto la via da percorrere “sarebbe la riduzione di una pressione fiscale da incubo, che ha ridotto al lumicino il mercato di auto prestazionali e che deprime quello delle auto aziendali, penalizzato da deduzioni fiscali rese progressivamente irrisorie e da norme IVA che rendono ingestibili per i concessionari gli acquisti di auto usate da aziende che hanno detratto l’IVA al 40%“, afferma Pavan Bernacchi.

Le posizioni di Federauto hanno trovato analoga valutazione presso l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri. Massimo Nordio, presidente dell’Unrae, ha sottolineato che i dati delle vendite di auto nuove e dei “quattro mesi di crescita a doppia cifra” e anche la domanda privata “che cresce a doppia cifra, sono certamente dei bei segnali“, che però necessitano di una lettura corretta per individuare quali siano le opportunità che si possono cogliere“.

È indubbio che la spinta al mercato automobilistico in Italia negli scorsi mesi sia stata influenzata dalla domanda proveniente dal settore noleggio, che ha rinnovato il parco auto in prospettiva degli eventi importanti che avranno rilevanza internazionale, anzitutto l’EXPO MILANO 2015. Ma questa spinta ha toccato solo “marginalmente le Reti distributive, con qualche reale beneficio a venire nel settore post-vendita“, osserva Nordio, che poi inquadra meglio la crescita della domanda privata registrata nel mese di aprile, che riporta le vendite ai “volumi di 3 anni fa“.

Insomma, un primo passo per la ripresa del mercato, ma sarebbe errato esprimersi in toni trionfalistici, anche se la “crescita conferma che esiste un’opportunità di ringiovanimento del parco circolante che il Governo dovrebbe cogliere. Diversamente, a questo ritmo di sostituzione impiegheremmo molti anni per rinnovare significativamente il parco” circolante.

Secondo il presidente dell’UNRAE è necessario individuare “un acceleratore di questo processo attraverso, ad esempio, il sostegno fiscale della detraibilità di parte dei costi di acquisto“, così come la “revisione della fiscalità delle auto aziendali, considerando che una migliore rotazione delle stesse renderebbe disponibile un usato più fresco che sarebbe di aiuto alla sostituzione del parco anziano“. 

L’UNRAE stima che il trend di ripresa del mercato in termini annuali può fare ipotizzare la vendita totale di auto nuove in Italia nel 2015 a circa 1,48 milioni di immatricolazioni, “in crescita dell’8,8% e con 120.000 vendite in più rispetto ai risultati dello scorso anno“. Sicuramente una boccata di aria per un settore asfittico e in crisi profonda, soprattutto per la perdita di occupazione registrata in questi anni. Una disoccupazione che fatica a essere riassorbita, per la peculiarità delle competenze, ricollocabili con estrema difficoltà in altri settori economici.

 

John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.