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F1 & Sondaggi: l’associazione dei piloti si iscrive in blocco al ‘Festival degli illusionisti di St. Vincent’

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Una proposta ‘innovativa’ (che non lo è neanche un po’) per disegnare insieme il futuro della Formula 1. Come se ai piloti, ai team principal e alla FIA interessasse davvero quel che pensa la ggggente (magari…). Se così fosse, perché non parlare di cose serie? Test liberi (o quasi), warm-up, gomme in competizione, per esempio…

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Verona – Arieccolo! Il sondaggio con i fan chiesto e proposto dalla GPDA (Grand Prix Driver Association), l’associazione piloti di F1, sul futuro della F1 e su cosa vogliono gli appassionati per il futuro della serie.

Una sfilza di domande da compilare, nuove, innovative, rivolte al progresso? Manco per niente: viste e riviste, già apparse al tempo della FOTA (Formula One Team Association).

Dai precedenti fan survey (sondaggi rivolti agli appassionati, ndr) è venuta fuori con la ‘brillante idea’ del DRS (Drag Reduction System), quel sistema per cui il pilota che sta dietro annulla l’effetto deportante dell’ala posteriore – incrementando la fluidità aerodinamica e la velocità – rispetto a chi sta davanti, rendendo più facile il sorpasso. Una forma di doping aerodinamico. Punto di staccata? Che è?

Da questo sondaggio nuovo (neanche un po’) vedremo che altra cavolata uscirà. In tempi di social, c’è chi pubblica il tipo di carta igienica utilizzata dalla famiglia e chi chiede al mondo di sapere come migliorare la massima serie automobilistica.

Troviamo inutili questi sondaggi di facciata, come se a chi dirige la baracca (Circus) interessasse davvero il pensiero dei tifosi, degli appassionati, di chi risparmia per andare a vedere un gran premio con la coscienza di venderne 1/5 di quanto vedrebbe a casa dalla tv, ma con la certezza che ‘sentire’ di esserci è meglio che pensare di esserci. Ossia l’anima di questo sport.

Se fosse cosi, al contrario, avremmo – per fare solo alcuni esempi – biglietti meno cari, test liberi (o quasi), warm up, non avremmo il paddock circondato da un cordone sanitario, manco fosse una zona rossa del G8, piloti che guidano sotto la pioggia perché regolamenti non imbecilli non limitano le gomme (peraltro in regime di monogomma). Potremmo continuare ancora, ma l’idea ve la sarete fatta.

Team e FIA devono decidere il futuro della Formula 1 e il regolamento tecnico migliore, conoscendo i dettagli tecnici dei motori del futuro e i costi sostenibili.

Il generico appassionato (quelli dei paesi che han scoperto la F1 da poco mi preoccupano, fanno testo fino a un certo punto) al massimo chiede il duello Villeneuve-Arnoux a ogni giro di ogni Gran Premio, ossia spettacolo (incruento): abbastanza scontata come pretesa (peraltro dimenticando che se in quel gp Arnoux non avesse avuto problemi di pescaggio della benzina, negli ultimi cinque giri quei sorpassi non li avremmo mai visti: ma questo è un dato ininfluente, quell’epica battaglia c’è stata e ha consegnato alla storia l’amicizia e il rispetto di due piloti che non regalavano niente ad alcuno, ma che si donarono reciprocamente rispetto cavalleresco d’altri tempi).

Il buonismo di facciata – soprattutto se mascherato da ‘attenzione social’ – puzza di pesce marcio… (e di denaro…).

Vi ricordate la FOTA e gli incontri con i personaggi del motorsport?

In Italia almeno, le domande erano filtrate e selezionate per non dare fastidio…

Ecco, decidessero loro come hanno sempre fatto, è meglio, basta solo usare il buonsenso su alcune cose, ma tutto dipende dai soldi. Gli appassionati su quegli aspetti non deciderà mai nulla…

È solo marketing, bellezza!

© RIPRODUZIONE RISERVATA – THE WASTEGATE

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