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Immigrazione, 741 persone salvate nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera italiana giovedì

L’operazione coordinata dalle autorità marittime italiane è stata realizzata grazie all’ausilio di unità navali di Germania, Irlanda e Regno Unito sotto l’egida di Frontex. Dall’inizio dell’anno 36mila migranti arrivati in Italia (dati Frontex)

Operazione 'Search and Rescue' (Ricerca e Salvataggio) della Guardia Costiera Italiana (Immagine di repertorio, credit AFP PHOTO / GUARDIA COSTIERA)
Operazione ‘Search and Rescue’ (Ricerca e Salvataggio) della Guardia Costiera Italiana (Immagine di repertorio, credit AFP PHOTO / GUARDIA COSTIERA)

Catania – Almeno 741 migranti salpati dalla Libia su barconi fatiscenti con la speranza di raggiungere l’Europa sono stati salvati nel Mediterraneo nella sola giornata di Giovedì 28 maggio, in un’operazione sotto l’egida di Frontex, l’Agenzia Europea per il Controllo delle Frontiere Esterne dell’UE, e svolta con il coordinamento della Guardia Costiera italiana, secondo quanto riferisce la France Presse.

Un portavoce della Guardia Costiera parlando con l’Afp ha confermato che l’operazione di salvataggio è stata coordinata dalle autorità italiane e condotta con l’ausilio di unità navali militari di Germania, Irlanda e Regno Unito.

I migranti stavano cercando di attraversare il Mediterraneo su sei barche, di cui cinque erano gommoni. Sono stati intercettati nelle acque del Canale di Sicilia e portati a bordo delle unità navali europee che partecipano all’operazione Triton.

Finora quest’anno 1.770 migranti sono morti durante la traversata dalla sponda Sud del Mediterraneo verso le coste meridionali dell’Europa, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni che ha registrato un incremento di 30 volte rispetto allo stesso periodo nel 2014. Le persone morte negli ultimi 18 mesi si stimano in 5.000, anche se si teme che possano essere molte di più.

L’incremento del flusso di migranti – che cercano di raggiungere le coste europee dalla Libia – è stato messo in relazione con l’aggravarsi della situazione nel Paese, dove i migranti arrivano per migrare in Europa attraverso l’Italia, che finora ha condotto una politica troppo morbida verso l’ingresso non ordinato delle persone, non distinguendo tra profughi di guerra e perseguitati da migranti economici.

Gli emigranti economici non hanno diritto al riconoscimento della protezione umanitaria attraverso l’asilo, come invece profughi e perseguitati per motivi politici, etnici o religiosi. Le condizioni meteo in miglioramento favoriscono le traversate della speranza attraverso il Mediterraneo.

Dopo i naufragi in cui sono perite migliaia di persone – l’ultimo nel mese di aprile, che costò la vita a circa 900 persone, i ministri degli Esteri e della Difesa dell’UE hanno approvato a maggio i piani per un’operazione militare volta a combattere trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo, piano che dovrà essere approvato dal Consiglio Europeo dei capi di Stato e di Governo di fine giugno e in attesa che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvi la proposta di distruggere le barche dei trafficanti in acque libiche. Approvazione che non sarà difficile ottenere, visto le ultime dichiarazioni del Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, non favorevole a questa misura e convinto che l’Europa abbia bisogno di migranti perché in deficit demografico.

A tal proposito, in visita a Bruxelles mercoledì, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che “sta ai membri del Consiglio di sicurezza valutare” un eventuale uso della forza nell’azione contro i trafficanti, aggiungendo però di ritenere che “le operazioni militari abbiano efficacia limitata“. “Dobbiamo affrontare la questione in modo complessivo” ha aggiunto, ma sulla distruzione dei barconi Ban Ki-moon ritiene esistano “altri mezzi“. “Naturalmente sostengo il rafforzamento della capacità militare nella ricerca e salvataggio” in mare, ha chiarito.

La Commissione Europea, dopo la riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa della scorsa settimana, ha rivelato i piani per condividere il gravame dei migranti tra i Paesi membri dell’UE, per venire incontro alle necessità di quelli più esposti come Italia, Grecia e Malta. Tuttavia, si è registrata l’opposizione di Gran Bretagna (che fornirà mezzi e risorse, ma non accoglierà migranti sul proprio territorio) e Danimarca.

È tuttavia curioso che queste notizie non escano sulla stampa nazionale in Italia, probabilmente per non dare ai cittadini motivi per riflettere sulla gestione della politica migratoria da parte del Governo Renzi, che in materia è del tutto fallimentare.

Secondo gli ultimi dati di Frontex, i migranti approdati sulle coste italiane dall’inizio dell’anno sono stati 36mila. Nei primi mesi di quest’anno, ha sottolineato il direttore dell’Agenzia, Fabrice Leggeri, si è verificato uno spostamento a Est delle provenienze. Infatti in Grecia dall’inizio dell’anno sono arrivate ben 39mila persone, mentre nell’intero 2014 erano state 50.831.

Il potenziamento dei fondi a disposizione di Frontex – ha spiegato Leggeri – ci rende più flessibili. Ora potremo muovere i mezzi delle missioni Triton e Poseidon dalle rispettive zone di competenza per destinarli dove ce n’è più bisogno. Sugli arrivi da Est abbiamo anche la possibilità di cooperare con i paesi terzi, la Turchia in particolare, mentre nel Mediterraneo centrale la Libia è ancora priva di controllo politico e questo rende impossibile la cooperazione“.

(Credit: AFP, AGI, Guardia Costiera) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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