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L’aeroporto di Fiumicino rimane ‘amputato’, il M5S legna Delrio: “clamorosamente smentito”

Il Terminal 3 rimane chiuso, “è ancora contaminato”, afferma una relazione dell’Istituto Superiore di Sanità. I ‘pentastellati’ all’attacco del ministro delle Infrastrutture. “Lavoratori e viaggiatori esposti al rischio”. Ieri Piero Ostellino ha martellato l’intero Governo: “Il Paese è nelle mani di un’accolita di dilettanti allo sbaraglio

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Roma – Chi passa per l’aeroporto di Fiumicino in questi giorni, noterà un’insolita calma: c’è meno gente, nonostante sia incalzante il periodo delle vacanze in partenza e in arrivo da e verso l’Italia. Il motivo è la riduzione del traffico al 60% del potenziale dello scalo principale della Capitale, di fatto più che un dimezzamento, se si tiene conto che l’Alitalia utilizza il ‘Leonardo da Vinci’ come hub per i collegamenti Nord-Sud, rimasti quasi del tutto intonsi dalla disposizione dell’Enac seguita all’incendio nel Terminal 3 avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 Maggio scorsi.

Tuttavia, solo una settimana fa il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – Graziano Delrio – usava toni rassicuranti: “Le analisi sembrano migliorate, auspico un’apertura a breve del Terminal 3“. Ma il ‘sor ministro’ è stato clamorosamente smentito dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha redatto la terza relazione sullo stato di salubrità delle aree dell’aeroporto colpite da quel devastante incendio, consegnata il 26 Giugno scorso.

In base alle analisi effettuate dal Dipartimento Ambiente dell’Iss, “si rileva il permanere di una sorgente di contaminazione attiva della concentrazioni di alcuni inquinanti (in particolare PCDD, PCDF e PCB).

L’esposizione umana a queste sostanze, sebbene in base alle valutazioni degli esperti non costituisca rischio in eccesso per la salute – sottolinea l’Istituto – nell’ottica di una completa riapertura del terminal deve essere ridotta il prima possibile e la bonifica, già avviata, deve essere completata.

Ne consegue che per assicurare le condizioni di qualità dell’aria all’interno della struttura – in ottemperanza ai parametri indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – “prima della riapertura del terminal si raccomanda di procedere in modo tempestivo all’eliminazione radicale della sorgente inquinante con modalità che impediscano la diffusione della contaminazione“. L’Istituto, conclude la relazione, “sta inoltre proseguendo l’attività di monitoraggio e tale attività sarà estesa anche alle aree già sottoposte a bonifica“.

Se non è una clamorosa smentita dell’ottimismo del ‘sor ministro’, che cos’è?

In altri Paesi, un ministro come Delrio sarebbe stato portato a dimettersi senza esitazioni, ma in un Paese non normale come l’Italia, le cialtronerie ministeriali continueranno a girare indisturbate, contaminate dall’incoscienza.

Così, il Movimento 5 Stelle ha gioco facile a sottolineare l’evanescenza di Graziano Delrio, smentito dall’ISS. “I dati diffusi ieri indicano invece un inquinamento ancora in atto, presente, e grave. La bonifica deve essere completa non parziale: lo dice l’Istituto superiore di Sanità e lo avevamo anticipato nell’esposto consegnato qualche giorno fa alla procura di Civitavecchia guidata dal giudice Amendola”, dichiarano in una nota congiunta i deputati del M5s in Commissione Trasporti e i portavoce romani che stanno seguendo la vicenda del rogo del Terminal 3.

Due giorni dopo aver depositato l’esposto del M5S, la decisione di tenere chiuso il Terminal 3, contrariamente a tutti gli auspici del ministro. “Praticamente ci stiamo sostituendo al ministro“, denunciano gli esponenti pentastellati, tra cui la rappresentante del M5S al consiglio comunale di Fiumicino, Fabiola Velli.

Già quando con un blitz ci recammo al Terminal 3, 15 giorni dopo l’incendio, avevamo riscontrato e denunciato quanto neanche oggi il governo sta riconoscendo”, si commenta nella nota, in cui si spiega che “i lavoratori sono stati impiegati in una zona fortemente inquinata, piena di sostanze tossiche e nocive. Nessuno si è preoccupato della loro salute, da Delrio a Renzi è stato solo un rincorrersi di rassicurazioni per Enac, Adr, gli investitori“.

Se avessero diretto il 10% della loro attenzione verso i cittadini, passeggeri e lavoratori, non avremmo la situazione di oggi: almeno 400 persone sono dovute ricorrere alle cure dei sanitari per intossicazione e varie sintomatologie collegabili al rogo, che in molti casi sono anche state minimizzate nei referti medici. Una situazione di abbandono insostenibile”, concludono gli esponenti del M5S.

Viene da citare il corsivo di Piero Ostellino di ieri su ‘Il Giornale’: “Il Paese è nelle mani di un’accolita di dilettanti allo sbaraglio che non hanno una politica e, culturalmente, neppure uno straccio di idea che ne prefiguri un’alternativa politica“.

Incredibile, povera Italia!

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