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Guerra al jihad, antiterrorismo in azione a Brescia: arrestati un tunisino e un pakistano. Nel mirino la base di Ghedi

Con un’intensa attività di promozione attraverso i social network, i due promuovevano la diffusione di immagini finalizzate a terrorizzare la cittadinanza, ma preparavano anche azioni terroristiche a Milano e Roma in luoghi dall’alto valore simbolico

Lasaad Briki (Kairouan, Tunisia, 12.02.1980) e Muhammad Waqas (Gujirat, Pakistan, 16.08.1988) i due sospetti terroristi islamici arrestati a Minerbio, nel Bresciano
Lasaad Briki (Kairouan, Tunisia, 12.02.1980) e Muhammad Waqas (Gujirat, Pakistan, 16.08.1988) i due sospetti terroristi islamici arrestati a Minerbio, nel Bresciano

Brescia – Operazione antiterrorismo della Polizia di Stato di Milano in tutta la Lombardia, ma con arresti a Brescia. Questa mattina agenti della Digos, con la collaborazione della Polizia Postale di Milano, stanno conducendo nel Nord Italia l’operazione ‘Bay’a’.  Il blitz ha portato al momento all’arresto di due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Lasaad Briki, un tunisino di 35 anni (nato a Kairouan il 12.02.1980) e di Muhammad Waqas, un pakistano di 28 anni (nato a Gujirat il 16.08.1988), ai quali è contestata l’accusa di associazione a delinquere con finalità di terrorismo, anche internazionale, e di eversione dell’ordine democratico. In corso perquisizioni.

“Le indagini – sottolineano gli investigatori – hanno permesso di accertare che gli indagati, sostenitori dell’organizzazione terroristica Is (Islamic State, ndr) svolgevano continuativa attività di istigazione pubblica in rete”.

Il primo accusato,  Lasaad Briki (tunisino), aveva creato l’account Twitter Islamic_State_in_Rom e, insieme al complice pakistano, progettava il compimento di azioni terroristiche in Italia attraverso la medesima piattaforma informatica, in cui erano stati peraltro postati messaggi minacciosi a firma Islamic State aventi sullo sfondo di alcuni luoghi-simbolo italiani, a Roma e Milano. “Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X“, era il testo di alcuni di questi messaggi, scritti a penna, in italiano, arabo e francese, su foglietti tenuti in mano e, sullo sfondo, alcuni luoghi simbolo come il Colosseo, il Duomo o la stazione di Milano.

Nel mirino dei due lupi solitari del jihad c’era anche la base dell’Aeronautica Militare ?Alfredo Fusco’ di Ghedi (Brescia), sede del 6º Stormo  costituito dal 102º Gruppo (Papero incazzato), dal 154º Gruppo (Diavoli Rossi) e dal 156º Gruppo (Le linci) che utilizzano i Panavia Tornado IDS equipaggiati con Tornado IDS ( (Interdiction and Strike), cacciabombardieri di interdizione e con capacità di bombardamento di precisione al suolo. Lo ha reso noto il procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli, nel corso di una conferenza stampa tenuta alla Questura di Milano.

Romanelli ha spiegato che l’indagine è iniziata nel mese di aprile, quando uno sconosciuto pubblicò in rete messaggi a favore del sedicente Stato Islamico contenente minacce verso cittadini italiani e possibili obiettivi. “In molti selfie, uno degli arrestati, si faceva fotografare con dei volantini contenenti minacce. Da qui sono partite le indagini condotte in modo autonomo dalla polizia postale di Roma e dalla Digos di Milano”. Gli arrestati inoltre immortalavano mezzi della polizia e della polizia locale, fermate della metropolitana, tratti autostradali e bandiere dell’Expo.

Nel corso delle intercettazioni tra i due arrestati – che parlavano tra loro in italiano – sono stati scoperti anche i possibili obiettivi dei due terroristi, che hanno anche intrapreso un’attività di addestramento attraverso un manuale, ‘La guida dei Mujaheddin’, che circolava sul web.

Sulla base di queste evidenze, il Gip di Milano Elisabetta Meyer ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Enrico Pavone. Un’indagine velocissima, nata dal monitoraggio della Polizia Postale e durata poco più di due mesi.

I tweet dei due sospetti terroristi erano già stati riportati dai media italiani nel mese di Aprile e avevano destato più di un commento pesante sul web. Tuttavia, i due indagati a un certo punto hanno capito di essere stati posti sotto osservazione e hanno chiuso il profilo su Twitter, pensando di farla franca.

“Arrestati questa mattina 2 sostenitori dell’Isis a #Brescia. Nostro sistema controllo dimostra ancora una volta la sua efficacia“, ha scritto in un tweet il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha espresso la propria soddisfazione per l’operazione antiterrorismo messa a segno.

(Credit: Adnkronos) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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