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La Cgia di Mestre lancia l’allarme investimenti: “dall’inizio della crisi persi 109 mld”

Senza investimenti non si crea futuro, tornati indietro di 20 anni: crollo del 29,7%

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Roma – La Cgia di Mestre lancia l’allarme investimenti: dall’avvio della crisi persi 109,4 miliardi di investimenti. Dal 2007 al 2014 il livello degli investimenti ha registrato un vero e proprio crollo del 29,7%. “L’ammontare complessivo degli investimenti fissi lordi (259,1 miliardi di euro) è quasi lo stesso che avevamo nel 1995 (264,3 miliardi di euro). In buona sostanza siamo ritornati allo stesso livello di 20 anni fa”, scrive la Cgia di Mestre.

I settori che hanno subito i contraccolpi più significativi sono stati quelli relativi ai mezzi di trasporto (autoveicoli, automezzi aziendali, bus, treni, aerei, etc.), in flessione del 43,4 per cento (-10,9 miliardi di euro), i fabbricati non residenziali (capannoni, edifici commerciali, opere pubbliche, etc.), con un calo del 38,6 per cento (-39,1 miliardi) e le abitazioni.

Nello specifico, l’edilizia residenziale ha fatto segnare una variazione negativa del 31,6 per cento (-31,7 miliardi). Pesanti anche le cadute subite dal settore informatico, con una riduzione pari a -30,1 per cento (-1,9 miliardi), da quello degli impianti e dei macchinari (che non include i mezzi di trasporto, i computer/hardware e le telecomunicazioni), che ha registrato una variazione negativa del 29,3 per cento (-25,4 miliardi), e dei software, che presentano una flessione del 10,8 per cento (-2,4 miliardi).

“Gli investimenti – sottolinea Paolo Zabeo della Cgia – sono una componente rilevante del Pil. Se non miglioriamo la qualità dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi siamo destinati a impoverirci. Senza investimenti questo paese non ha futuro“.

Nonostante le difficoltà, il sistema Paese evidenzia i primi segnali di ripresa. Sebbene le variazioni siano ancora molto contenute, dall’inizio di quest’anno quasi tutti gli indicatori sono preceduti dal segno positivo. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nei primi 5 mesi del 2015 l’occupazione segna un +0,8 per cento e il commercio al dettaglio un +0,2 per cento.

Sempre nei primi 5 mesi di quest’anno, la produzione industriale è salita del +0,5 per cento, il fatturato dell’industria del +0,1 per cento, mentre gli ordinativi sono aumentati dell’1,4 per cento. I dati riferiti al primo trimestre, invece, ci dicono che il fatturato dei servizi è cresciuto del +0,6 per cento, le esportazioni del +3,5 per cento, gli investimenti del +0,4 per cento, i consumi delle famiglie del +0,3 per cento e il traffico autostradale dei veicoli pesanti del +2 per cento. Nel primo semestre del 2015, infine, la cassa integrazione (Cigo+Cigs+Cig in deroga) ha subito una fortissima contrazione: -30,3 per cento.

Ancorché positivi – conclude Zabeo – questi dati sono troppo fragili per abbassare in maniera incisiva la disoccupazione; tuttavia, costituiscono un segnale che ci consente di affermare con molta probabilità che il peggio sia ormai alle nostre spalle”.

(Credit: askanews) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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