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Italiano ucciso a Londra: legato a carrello della spesa, poi gettato nel Regent’s Canal

Sebastiano Magnanini aveva 46 anni e un passato non del tutto adamantino. Le indagini sembrano indirizzate verso il mondo della droga, ma solo l’autopsia chiarirà anzitutto sulle cause della morte


Londra – L’uomo legato a un carrello della spesa e trovato morto il 24 settembre scorso nel Regent’s Canal, a Londra, è un italiano. Si chiamava Sebastiano Magnanini (nella foto in basso), nato a Venezia nel 1969, e residente20150930-Sebastiano-Magnanini da qualche mese nella capitale britannica, dopo aver viaggiato tra Cambogia, Colombia e Thailandia. La polizia metropolitana londinese ha pochi dubbi sul fatto che Magnanini sia stato assassinato, ma le indagini sembrano dirigersi verso il mondo della droga.

L’uomo infatti era stato segnalato come ‘consumatore abituale’ di stupefacenti e la dinamica dell’omicidio potrebbe anche essere inquadrata nel variegato mondo dello spaccio di stupefacenti. In ogni caso, l’autopsia dovrà adesso stabilire le cause della morte e, in particolare, rivelare se Magnanini sia morto prima di essere gettato nel Regent’s Canal o sia invece annegato.

Il corpo era stato ritrovato il 24 Settembre scorso, ma solo due giorni dopo la polizia aveva rivolto un appello, chiedendo aiuto per riuscire a identificare l’uomo, di cui veniva fornita una descrizione e, in 20150930-educazione-della-Vergine-Giambattista-Tiepolo-250x489particolare, dei diversi tatuaggi impressi sul corpo, come riferisce la stampa britannica.

Abbiamo bisogno di identificare questo uomo in modo che possiamo metterci in contatto con la sua famiglia e cominciare a capire che cosa sia successo – era stato il nocciolo dell’appello della polizia – Chiunque riconosca la descrizione fornita o abbia visto quest’uomo nell’area di Muriel Street e Regent Canal per favore si metta in contatto con noi“.

Nella fattispecie la richiesta di aiuto informativo era stata rivolta agli abitanti delle case galleggianti della zona. Il cadavere di Magnanini è stato rivenuto da un passante, che ha avvertito la polizia, la quale poi lo avrebbe identificato dopo le indicazioni ricevute in via confidenziale, probabilmente dalle impronte digitali.

Sebastiano Magnanini non era ignoto agli onori della cronaca. Nel 1993 aveva trafugato, insieme a due complici, un dipinto di Giovanbattista Tiepolo – ‘L’educazione della Vergine’, raffigurante Sant’Anna, la Madonna bambina e San Gioacchino (a sinistra) – la notte del 14 Dicembre. Un furto maldestro, in cui i tre ladri in azione lasciarono una scia di prove incredibili, tali da condurre gli investigatori alla loro scoperta dopo tre mesi. L’opera fu recuperata e restituita ai Padri Redentoristi della chiesa di Santa Maria della Fava, a Venezia.

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