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Ex missionario cattolico rapito da commando armato nelle Filippine

Rolando Del Torchio oggi fa il ristoratore: è stato prelevato nel ristorante che gestisce a Dipolog City. La Farnesina ha confermato il sequestro. Sospettate le milizie jihadiste di Abu Sayyaf. L’uomo era stato missionario fino al 2001, poi aveva lasciato il PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) e, in seguito, anche il sacerdozio

Manila – Un cittadino italiano è stato rapito nelle Filippine. Si tratta di Rolando Del Torchio, ristoratore ed ex sacerdote missionario. “L’ambasciata d’Italia a Manila ha confermato il sequestro di Rolando Del Torchio, prelevato da ignoti nel suo ristorante nel sud delle Filippine“, ha reso noto la Farnesina, spiegando che “sono già stati attivati gli opportuni canali“.

Il connazionale sarebbe stato prelevato da uomini armati a bordo di un camioncino bianco oggi intorno alle 19 ora locale nel suo ristorante pizzeria “Ur Choice café” all’interno del compound dell’Andres Bonifacio College, a Dipolog City, capoluogo della provincia di Zambooanga del nord. Il sequestro è stato inizialmente confermato dal capo della polizia locale.

Del Torchio, secondo il sito Rappler, era missionario del Pontificio istituto missioni estere, Pime. Nato ad Angera, in provincia di Varese, era stato ordinato sacerdote nel 1984 e quattro anni più tardi assegnato alla città di Sibuco, Zamboanga del Nord, dove era rimasto fino al 1996. Poi si era trasferito a Dipolog, dove aveva collaborato con una Ong che aiutava i contadini. In questo periodo aveva chiesto di essere dispensato dal sacerdozio perché, aveva detto, “non poteva più accettare l’autorità morale della Chiesa”.

Sono deluso quando mi lamento per la corruzione o per un leader religioso che compie cattive azioni e la Chiesa si limita a trasferirlo in un altro posto. Quando vedo la pedofilia, e la Chiesa non agisce, sono frustrato“, aveva dichiarato in una precedente intervista.

Non si conosce ancora l’identità dei rapitori, ma l’isola di Mindano è infestata da milizie jihadiste che hanno aderito alla rete di al-Qaeda, ma anche altri gruppi che usano il sequestro per motivi di estorsione.

Il Pontificio Istituto Missioni Estere è presente a Mindano dagli anni ’70. Nel 2011 fu ucciso padre Fausto Tentorio, collega di Del Torchio quando era sacerdote. Ma Tentorio non è l’unica vittima del jihadismo filippino. Nel 1985 padre Tullio Favali fu ato assassinato a Tulunan, nella diocesi di Kidapawan, per mano di un gruppo di guardie private armate. Nel 1992 padre Salvatore Carzedda, impegnato nel dialogo con i musulmani, fu assassinato a Zamboanga.

Nel 2007 fu la volta di padre Giancarlo Bossi a essere rapito da un gruppo di fuoriusciti del Moro Islamic Liberation Front (Milf), Abu Sayyaf, ma fu rilasciato dopo oltre due mesi. La stessa fortuna aveva avuto nel 1998 padre Luciano Benedetti, rapito da un gruppo musulmano che lo liberò anche quella volta dopo circa due mesi.

(Agenzie) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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