Il Quirinale: con Berlusconi sconfitto, riformare la giustizia. Ricorso a Strasburgo alle porte?

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commentato la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset, ricordando che la riforma della giustizia ora può ripartire (visto che Berlusconi non ne può beneficare, forse…). I legali del Cavaliere pensano a un ricorso alla Corte di Strasburgo

20130801-napolitano-giorgio-780x460La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge – afferma il presidente della Repubblica – In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all’attesa della sentenza, il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l’on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti. Ritengo ed auspico che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l’esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all’amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso. Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi“.

Insomma, la riforma della giustizia – ora che Berlusconi è stato sconfitto dalla giustizia italiana – può tornare sul tavolo della discussione sotto la “sorveglianza” del capo dello Stato, cui la Costituzione non affida questo compito. Un particolare di secondaria importanza, come si vede…

A Silvio Berlusconi resta una opzione: portare di fronte alla Corte Europea di Strasburgo la sentenza di condanna per un reato societario, commesso da una società che non dirigeva. Tremino tutti gli azionisti di ogni ordine e risma…

E infatti in serata il pool di legali che hanno seguito Silvio Berlusconi ha fatto emergere un certo sgomento per la sentenza della Cassazione. “Vi erano solidissime ragioni e argomenti giuridici per pervenire ad una piena assoluzione di Berlusconi” dicono i legali del Cavaliere, Coppi, Ghedini e Longo, i quali hanno aggiunto che valuteranno e perseguiranno “ogni iniziativa utile anche nelle sedi Europee per far si che questa ingiusta sentenza sia radicalmente riformata“.

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